Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Caso Giacchetta di Zurigo

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

E’ stata trasmessa un’interrogazione ai ministri Sacconi e Frattini a prima firma Aldo Di Biagio, Responsabile italiani nel mondo del PdL e dei deputati eletti all’estero del PdL nella quale si chiede “se i dicasteri interrogati siano a conoscenza delle irregolarità prodotte dal sig. Giacchetta all’interno del Patronato coinvolto, emerse nelle indagini condotte dalle autorità svizzere e se si intende predisporre un’indagine accurata tale da consentire l’analisi dei fatti e l’accertamento della presunta connivenza tra taluni funzionari e/o dipendenti della sede consolare di Zurigo con il sig. Giacchetta”. “Dato che – si legge nel testo dell’interrogazione –  l’avvocatura di Stato di Zurigo avrebbe accertato un considerevole ammanco di capitale ai danni di italiani residenti all’estero, causato da operazioni truffaldine imputabili al Sig. Antonio Giacchetta direttore del patronato coinvolto, il quale avrebbe sottratto le risorse ai connazionali residenti nel territorio svizzero, che si sarebbero rivolti al patronato al fine di ottenere l’assistenza per il disbrigo delle pratiche in materia di previdenza complimentare”. “Stando alla ricostruzione dell’accusa, – continua l’interrogazione – il signor Giacchetta, nella Sua veste di responsabile del patronato, avrebbe funto da intermediario tra le compagnie di assicurazione, che in Svizzera gestiscono il trattamento di fine rapporto e il lavoratore, disponendo completamente dei risparmi che i connazionali avevano accumulato in anni di duro lavoro, appropriandosene indebitamente”. “Non dimentichiamo che sono circa un centinaio le famiglie coinvolte in questa grave truffa, ha rilanciato Di Biagio – per un danno che ammonta a circa trenta milioni di franchi svizzeri e che ai sensi della legge n. 152, il ministero del lavoro è chiamato ad esercitare un’attività di vigilanza sulle attività dei patronati nelle sedi estere, prevedendo specifiche misure qualora emergano dalle apposite istruttorie eventuali irregolarità o lacune contabili e amministrative”. “La complessità e la gravità dei fatti di Zurigo – ha precisato Di Biagio – ha imposto un’analisi accurata di quanto realmente fosse stato compiuto dall’accusato, ragion per cui ho inteso vagliare bene i fatti prima di intervenire in sede parlamentare per denunciare ai dicasteri competenti le operazioni pesantemente truffaldine condotte ai danni di cittadini italiani, onde evitare di danneggiare una persona soltanto perché referente di questo o di quel patronato”.“L’elemento di maggiore perplessità sul quale ho ritenuto più che doveroso richiamare l’attenzione dei competenti referenti istituzionali – ha denunciato Di Biagio – va ricercato nel fatto che le manovre operate dal signor Giacchetta, talvolta necessitavano di interventi specifici presso il Consolato generale d’Italia in Zurigo, infatti l’eventuale coinvolgimento di questo, e la potenziale connivenza con le attività illegali condotte da Giacchetta lascerebbero emergere preoccupanti criticità, legittimate proprio dal fatto che il suddetto avrebbe avuto l’esigenza di ottenere deleghe presso il consolato di Zurigo tali da consentire il corretto prosieguo delle pratiche dallo stesso avviate”.

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