Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Filo diretto: Kabul-Amazzonia

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Editoriale fidest. Sei paracadutisti italiani della Brigata Folgore rimangono uccisi per un attentato kamikaze dei talebani a Kabul. Dall’altra parte del mondo  a Santa Evelina alla periferia di Manaos, nel nord-est del Brasile Don Ruggero Ruvolotto veniva vigliaccamente ucciso probabilmente per motivi di intolleranza religiosa. Non avremmo di certo associato questi due eventi se non lo avesse fatto la Redazione di Missione in Web della Diocesi di Padova. Nel suo editoriale ci spiega anche il motivo: “in questi giorni abbiamo voluto ricordare i militari caduti nell’adempimento del loro dovere, negli scenari di guerra dell’Iraq e dell’Afganistan, per un doveroso omaggio a quei ragazzi che sono andati in un luogo martoriato dalla guerra non per interessi “mercenari” (si vergogni chi lo pensa e lo dice) ma per contribuire al ripristino della Pace. La nostra scelta non è legata a fazioni di parte ma per condividere il profondo dolore che ci unisce ai familiari delle vittime”. Eppure questa comunità era già immersa nel dolore per la morte di un loro confratello ma non ha esitato ad estendere il suo dolore a quei giovani che, come il missionario ucciso, hanno offerto le loro vite per una causa. Ne parliamo poiché nei giorni scorsi abbiamo dovuto commentare, amaramente, una presa di posizione di un sacerdote che ha espresso giudizi, a nostro avviso avventati, sul ruolo dei nostri militari all’estero tacciandoli, tra l’altro, da “mercenari”. Questa parola per altri preti rappresenta una “vergogna” per chi l’associa ai soldati italiani. E’ un dolore condiviso che dovrebbe far abbassare le bandiere dell’arroganza partigiana nel momento in cui passano queste bare perché la causa della pace è una causa giusta. Perché significa aver fede in qualcosa e di sostenerla pur essendo consapevoli che altri cercano in mille modi di violarla.  Essa si richiama non tanto e non solo ai morti di oggi e di ieri, per un ideale di giustizia e di libertà, ma ci rende consapevoli che parlandone non sposiamo la causa di una “fazione” perchè andiamo alla radice dei valori che sanno fare la differenza tra la barbarie e la ragione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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