Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

La politica di un passo avanti e due indietro

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

E’ l’impressione che traiamo seguendo i dibattiti parlamentari e quelli nell’ambito dei partiti e nell’azione di governo. E’ una politica che si regge soprattutto sulle parole. Se ne dicono tante che sovente si perde il filo del discorso e si finisce con il fare una grande confusione. E’ un modo, se non altro, per evitare di risolvere i reali problemi del paese e di rimandarli, possibilmente, sine die. Pensiamo alle riforme strutturali. Esse, non si sa perché sono viste solo in chiave di ulteriori sacrifici da imporre agli italiani. Noi le vediamo, invece, come un modo intelligente di mettere ordine ad una sorta di colabrodo dove il denaro pubblico è speso con una finanza a dir poco allegra. La verità è che l’attuale sistema permette lauti guadagni ai soliti comitati di affari, alle imprese che non hanno mercato, ai gruppi lobbistici rappresentanti di quelle società che solo nel torbido sguazzano a meraviglia. Nessun politico ci dice, ad esempio, che bisogna farla finita, e di essere conseguente con i fatti, con un sistema dei trasporti su ruota oltremodo costoso, su un apparato distributivo delle merci che è appesantito oltre ogni misura dai troppi passaggi dal produttore al consumatore finale. Sappiamo tutti molto bene, ad esempio, come è possibile risparmiare con le spese sanitarie adottando un rapporto tecnologico avanzato, ma i signori del palazzo si guardano bene dal praticarlo per non urtare la sensibilità delle varie caste che traggono lauti profitti da un complesso non riformato. Ora ci fasciamo la testa con la concorrenza cinese, nello specifico e dell’estremo oriente più in generale, e non ci chiediamo il perché ci siamo avvitati in un giro vorticoso di costi e di consumi così alterato dalla speculazione e da alti profitti. Non sono, di certo, gli agricoltori a guadagnarci così come non lo sono i lavoratori dipendenti. E meno che mai i pensionati. Il guadagno maggiore, e con minore fatica, lo traggono gli intermediari ed un sistema distributivo da paese del terzo mondo. Se diciamo che tutto questo non va ed organizziamo dei forum, delle tavole rotonde, nominiamo delle commissioni di esperti, mettiamo a punto studi comparati, significa che ci prendiamo semplicemente in giro e che alla fine è il solito “pantalone” a pagarla per tutti. Come sempre.

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