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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 221

Gérard Garouste. Le Classique et l’Indien

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

gerardRoma Viale Trinità dei Monti, 1 Académie de France à Rome – Villa Medici Vernissage Martedì 13 ottobre 2009 ore 18.30 Apertura al pubblico Da mercoledì 14 ottobre a domenica 3 gennaio 2010 La mostra si snoda attorno a settanta opere tra quadri e sculture. Punto di partenza del percorso sono una serie di ritratti, commissionati anonimamente, da persone note o vicine all’artista, che costituiscono un ritorno al classico, alla tradizione pittorica: un confronto con il realismo e con la somiglianza rispetto ai modelli. È poi la volta delle opere raffiguranti le varie tematiche affrontate dall’artista per un periodo di oltre vent’anni, quali i testi classici, da Rabelais (la Diva Bacbuc), a Dante (La Divina Commedia) e Cervantes (Dom Quijote), come anche la rappresentazione della propria vicenda personale. Sculture, dipinti a olio e indiane (grandi panni di tela, sospesi alla maniera degli arazzi) completano la mostra.  Nell’Atelier del Bosco, nei giardini di Villa Medici, la retrospettiva si chiude su alcuni lavori che rievocano Tal la Rosée, una storia ispirata al Pentateuco. In questa occasione, sarà pubblicato da Electa, in collaborazione con l’Accademia di Francia a Roma, un catalogo che vedrà riunite tutte le opere presenti in mostra, con una prefazione di Frédéric Mitterrand, una introduzione di Éric de Chassey, direttore dell’Académie de France à Rome – Villa Medici, con una intervista a Gérard Garouste a cura di Robert Fleck e dei testi descrittivi delle opere a cura di Hortense Lyon.
Nato a Parigi nel 1946, Gérard Garouste vive e lavora a Marcilly-sur-Eure. Pittore e scultore, attento lettore della Bibbia, egli ha anche una passione per la mitologia, le religioni e l’iconografia religiosa, come anche per le fiabe e le leggende. Affrontando il concetto di “soggetto” nella pittura, egli indaga il mistero delle origini e della trasmissione. Spesso definito come “pittore post moderno”, Gérard Garouste si situa in realtà ai margini delle correnti e delle mode dell’arte. Strenuo sostenitore del ritorno al figurativo, egli non si fa scrupoli nel citare grandi maestri, quali il Tintoretto o il Greco. Le sue tele, spesso di dimensioni importanti, raffigurano personaggi dai corpi spezzati all’interno di composizioni enigmatiche estremamente elaborate.

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