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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

La Pittura di un Impero

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

scuderie quirinaleRoma Le Scuderie del Quirinale, fino al 17 gennaio 2010, ospitano. La pittura di un Impero: grandi affreschi, ritratti su legno e su vetro, decorazioni, fregi e vedute, provenienti dalle domus patrizie, dalle abitazioni e botteghe popolari dei piu’ importanti siti archeologici e dai musei di tutto il mondo, per una mostra – per la prima volta – interamente dedicata alla pittura della Roma antica, nell’allestimento di Luca Ronconi e Margherita Palli.a cura di Eugenio La Rocca con Serena Ensoli e Stefano Tortorella. Con la partecipazione di Massimiliano Papini. Il mondo antico era un mondo colorato, capace di riprodurre eventi storici, mitologici ma anche aspetti della natura e della vita quotidiana, usando realismo e poesia. I monumenti pubblici e le statue erano tutti policromi e i marmi quasi sempre colorati: il bianco era sempre inserito nell’ambito di un complesso gioco cromatico. Sculture e stucchi erano dipinti spesso con incantevole e fresca vivacità: e’, invece, diventato un luogo comune identificare il -classico- con la trasparenza dei marmi bianchi.  Il tempo cancella i colori, polverizza il legno, leviga e sottrae, mentre restano la pietra e il marmo sbiancato. Della pittura di decorazione di edifici e ambienti, invece, si e’ conservato relativamente poco. Cosi’ come poco o nulla di quella su legno. E per questo facciamo ancora fatica a pensare il mondo antico come -a colori-.  Un capitolo a parte merita il discorso finale sulla ritrattistica. Per la prima volta in Italia si potranno ammirare, in confronto diretto, alcuni esempi di ritrattistica ad affresco, a mosaico o su vetro, rinvenuti direttamente in Italia, accanto ai piu’ celebrati ritratti a -encausto’ (vale a dire a cera fusa su tela di lino o tavola di tiglio) dell’oasi egiziana di El Fayyum. E se l’accostamento e’ illuminante per documentare la perfetta continuità del genere del ritratto, il visitatore sarà rapito da quegli occhi spalancati, da quella vita profonda e dal senso di enigmaticità che sempre ci tramandano i volti anonimi ritratti di ogni epoca. Questi, ancora piu’ segreti e pieni di mistero perche’ l’arte romana e’ un’arte senza nomi.  Era fortissimo, infatti, il disprezzo per coloro che svolgevano attività a base artigianale, e in questa categoria rientravano anche gli scultori e i pittori, dei quali si potevano ammirare le opere ma senza nascondere la scarsa considerazione nei confronti del loro rango sociale. Basti ricordare il caso di quel Gaio Fabio Pittore, nobile di nascita, ricordato da Valerio Massimo per essersi -abbassato al ruolo di artista’, uno dei pochissimi nomi a noi pervenuti: buona parte della produzione pittorica romana e’ composta da capolavori di artisti ignoti. Catalogo: Skira, a cura di Eugenio La Rocca. Testi di Serena Ensoli, Stefano Tortorella, Massimiliano Papini, Barbara Bianchi, Barbara Borg, Stefano De Caro, Jaç Elsner, Andrew Wallace-Hadrill, Paul Zancker.

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