Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Analisi del Cocer a 360° gradi

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

Editoriale fidest. Il Cocer com’è noto è l’organo di rappresentanza dei militari. Si può molto discutere sul ruolo che svolge, la sua capacità di soddisfare o meno le aspettative dei militari ed anche il Parlamento, in questi giorni, lo esamina tra chi vorrebbe trasformarlo per conferirgli, dicono, più poteri, e chi pensa di affossarlo. Sta di fatto che allo stato è l’unico strumento che riesce in qualche modo ad affrontare taluni temi scottanti e a cercare, attraverso una paziente mediazione, a risolverli. Ne consegue che molto si può fare se si scelgono gli uomini giusti e che hanno esperienza e conoscenza. Proprio per questo motivo abbiamo incominciato a valutare il ruolo che taluni di questi rappresentanti svolgono e sono balzati quasi subito alla nostra attenzione tre nomi: Foti, Bitti e Rossi. Partono, ovviamente da storie diverse ma hanno in comune la voglia di fare, la costanza nel perseguire l’obiettivo, che si propongono di raggiungere, e la giusta conoscenza dei problemi che quotidianamente l’uomo e la donna con le stellette sono impegnati ad affrontare. Partiamo da Girolamo Foti di stanza nel 46° Reggimento trasmissioni di Palermo ed è al Cocer Stato Maggiore in Roma. Girolamo Foti si considera un non allineato. Il suo profilo militare è di tutto rispetto: da circa quindici anni in servizio, Ha esperienze operative nei Balcani “operazione vespri siciliani”, con “oltre 42 mesi fuori area”, Tre anni fa è diventato delegato, per la prima volta, del Cocer. In solo tre anni, il novizio delegato cocer della truppa si è, in pari tempo, impegnato nel sociale nella lotta alla mafia, ed è diventato conduttore televisivo. Questo ruolo gli ha permesso di costruirsi una ricchissima cerchia di amici che contatta regolarmente su face book ed altri strumenti mediatici. Ha realizzato a proprie spese un sito personale che riporta oltre 30 mila visitatori, testati, e ha creato un canale online su you tube. inventore delle video rubriche, ma sopratutto conduttore di un programma televisivo realizzato da una piccola tv di Palermo ma visibile in tutto il mondo attraverso il satellite che occupa le frequenze di sky.  Ma a questo punto qualcuno potrebbe chiedersi :ma chi c’è dietro Girolamo? Diciamo che possiamo incominciare con Padre Ribaduo, la sua “guida spirituale” nonché scrittore, poeta, e giornalista e con un team di giornalisti d’alto livello. Ma ci sono anche altri amici come Pino Maniaci, Rosi Gambino, Giovanni Menni e l’esperto tecnico Pasquale Migliore esperienza decennale nelle tv, e il regista, che ha collaborato con la Rai, Giorgio da Genzano.  si può dire che Girolamo è circondato da qualificati giornalisti e tecnici che gli permettono di mettere a punto un’attività mediatica di grande rilievo e che gli consente di far emergere con forza e convinzione il suo amore di sempre per il mondo delle stellette. Tutta questa attività riesce a metterla al servizio dei colleghi, a rafforzare l’impegno nel Cocer e, quel che più conta, d’avvicinare la politica, la cultura e l’attenzione dell’opinione pubblica al mondo militare, a farlo conoscere e apprezzare per quello che è in realtà di là delle suggestioni mediatiche, a volte disinformate o superficiali nei giudizi. E’ riuscito a farsi ascoltare dagli organi di stampa, dai parlamentari e dagli uomini di cultura.  E’ riuscito a realizzare un notiziario militare in onda su sky 840 in collaborazione con l’agenzia giornalistica fidest, il settimanale cntn, e ad animare da conduttore un programma che a titolo gratuito, conduce avendo sempre in mente l’idea di far risaltare il ruolo del militare e del suo impegno nella vita civile intervistando personalità quali Pino Maniaci giornalista dell’antimafia, la Senatrice Pinotti, l’On Paladini, l’On Paglia, assessori ed esponenti dell’associazionismo. E la sua azione continua con la preannunciata intervista al Gen. C.A. presidente del Cocer interforze che con questa iniziativa apre il confronto tra il gradino più alto e quello più basso e che non ha precedenti in Italia. Dell’altro membro del Cocer Bitti ne parla lo stesso Foti. E’ colui, ci dice, “che ha detto chiaramente, in una audizione, ai parlamentari la condizione del militare e cosa si aspetta dalla classe politica. Una identica assonanza di vedute si riscontra nelle dichiarazioni del generale Rossi riguardo il problema del precariato nelle forze armate. Incominciamo a prendere coscienza che i problemi in Italia non si devono solo esporre, per tranquillizzare le coscienze, ma vanno soprattutto risolti. E’ finito il tempo dei proclami occorre sedersi intorno a un tavolino da parlamentari o anche da civili e da militari, a tutti i livelli di comando, e progettare una società più equa, più solidale, più partecipata poiché non esiste un interesse corporativo, ma una voglia di crescere insieme nel rispetto reciproco. Di Bitti e Rossi apriremo un nuovo capitolo poiché con questi uomini, e confidiamo vi potranno essere anche donne, useremo la leva della ragione e del buon senso per costruire una nuova stagione di progresso e di civiltà in nome dei valori condivisi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

2 Risposte a “Analisi del Cocer a 360° gradi”

  1. ciccio formaggio said

    QUESTA NN E’ UN’ANALISI E’ PURA E SEMPLICE PUBBLICITA’!!! GLI ELOGI A VOI STESSIPOTEVATE PURE EVITARLI! VOGLIO VEDERE SE CONTINUATE A SCRIVERE BUONI E CATTIVI DA UNA PARTE.
    VERGOGNATEVI

  2. fidest said

    Caro lettore,
    da quando ho incominciato a scrivere sui giornali ho messo in conto la possibilità che chi mi leggesse avrebbe potuto essere di parere opposto e persino aggredirmi, verbalmente, intendo. Ciò non mi ha mai impedito dal concedergli spazio poiché le opinioni vanno rispettate per quanto sgradite. Questo ho fatto con lei. Convengo che parlare tanto su una persona si finisce con il farle pubblicità. A questo punto non dovremmo più parlare di Berlusconi, di tanti altri politici, amministratori pubblici ecc. Ma lei potrebbe obiettare: che c’entra? Non vedo il nesso. Eppure io lo vedo. La base del nostro vivere si fonda non tanto e non solo sui meriti dei grandi ma anche per ciò che sanno dare i tanti piccoli uomini per le piccole cose che sono chiamati a fare. Perché non dobbiamo esaltare, se siamo convinti che il loro operare è lodevole, chi non solo assume un incarico pubblico ma si immedesima tanto nel suo ruolo da dargli lustro anche se potremmo pensare al fatto che la stessa struttura è inadeguata per le nostre aspettative? Posso anche dirle, francamente, che il Cocer non mi convince, che per sostenere i legittimi diritti dei militari ci vorrebbe ben altro. Ma nello stesso tempo devo prendere atto di una realtà e che su questa dobbiamo ragionare e finchè c’è ben vengano quegli uomini, e mi auguro anche donne, che sanno trarre da esse il massimo risultato. Sono, a mio avviso, dei pionieri e come potremmo vergognarci parlando di chi lavora mentre altri stanno alla finestra a guardare? Cordialmente Riccardo Alfonso

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