Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Farmacie. Libertà d’uso e di impresa

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

A chiunque e’ successo di cercare una farmacia con una certa urgenza e trovarla chiusa e, seguendo le indicazioni dei cartellini affissi sulla saracinesca abbassata, prendere nota di quella di turno o quella aperta a quell’ora impossibile. Poco male se si vive in citta’ grandi, magari con la farmacia della stazione Fs sempre aperta, ma quando si abita in un piccolo centro, nella maggiorparte dei casi non c’e’ alternativa a dover andare al paesino piu’ o meno vicino. Storie di vita quotidiana, follie a cui abbiamo fatto il callo, ma deve essere proprio cosi’? Dobbiamo sempre tirarci dietro il retaggio di monopoli e privilegi corporativi? Dobbiamo continuare a stipare negli armadietti di casa decine di farmaci in confezioni magnum per evitare di dover cercare la farmacia aperta e, puntualmente, buttar via quelli scaduti, avendo fatto guadagnare solo farmacie e aziende produttrici? Uno spiraglio ci arriva dalla Corte di Giustizia Ue di Lussemburgo (1). L’Avvocato Generale di questa Corte ha formulato le proprie conclusioni sulla normativa spagnola in merito ed ha sancito che e’ incompatibile con il diritto comunitario limitare il numero di farmacie con riferimento alla popolazione di un determinato territorio. Conclusioni che potrebbero avere effetto su alcuni analoghi procedimenti italiani pendenti davanti alla medesima Corte, procedimenti che chiedono se il Testo unico italiano delle leggi sanitarie sia in conflitto coi principi del Trattato sulla protezione della salute pubblica e dei consumatori (in particolare la normativa che prevede una sola farmacia nei Comuni con meno di quattromila abitanti). Secondo l’Avvocato Generale sarebbe stato violato il principio di liberta’ di stabilimento sancito dal Trattato Ce. Siamo solo ad una prima fase del procedimento, perche’ la Corte in se’ dovra’ pronunciarsi e non e’ detto che sposi le posizioni del proprio Avvocato, ma e’ una novita’ importante. Nel nostro Paese, da quando i farmaci da banco sono vendibili anche fuori delle farmacie, qualcosa si e’ mosso a vantaggio di produttori, commercianti e consumatori. Norme che sono ancora molto limitate e che da piu’ parti vengono attaccate (per quanto ci riguarda non si capisce perche’ debba vigere l’obbligo di un farmacista nei negozi che vendono questi farmaci); limitazione che nasce dal forte potere di condizionamento che la corporazione dei farmacisti esercita sul Governo e Parlamento per far si’ che i loro privilegi monopolisti continuino ad essere tali. Quando la Corte di Giustizia si pronuncera’, sia per il caso spagnolo che per quello italiano, un importante passo avanti sara’ stato fatto: il peregrinare alla ricerca di una farmacia e l’accumulo di farmaci in casa potrebbero diventare ricordo del passato.

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