Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Solidarietà ed egoismi nelle epidemie

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

Il primo caso di ricovero in rianimazione di un neonato di tre mesi per complicazioni polmonari dovute virus A/H1N1 scatenerà certamente allarme in migliaia di madri di bambini che tempesteranno di domande i loro pediatri sui modi di prevenire la nuova influenza. Recentemente il Consiglio Superiore di Sanità, organo di consulenza del Ministero del Lavoro, salute e politiche sociali e l’EMEA, l’autorità europea in materia di licenze di farmaci, hanno dato parere favorevole sull’utilizzo del vaccino in età pediatrica. Il nostro Ministero sta ultimando la definizione delle categorie di soggetti che andranno vaccinati per primi. Tra questi, oltre al personale sanitario, vi sono soggetti, tra cui i bambini, con malattie croniche che potrebbero facilmente avere una malattia severa e complicanze serie nel caso venissero infettati dal virus A/H1N1.  Avremo certamente a che fare nelle prossime settimane con richieste e pretese di vaccinazione prioritaria di determinate categorie professionali, come è già avvenuto per i taxisti. Ciò può creare disordine organizzativo ed allarmismo. E’ bene , al contrario, che, in situazioni di emergenza, i cittadini abbiano fiducia nello Stato nelle scelte dell’ Autorità sanitaria che opera nell’interesse della salute pubblica grazie alle competenze di cui dispone e al confronto con gli altri Stati. I sentimenti di appartenenza civile e di solidarietà devono prevalere sugli egoismi che in tutti gli eventi epidemici della storia hanno avuto grande rilevanza, come ricordava il Boccaccio.,nell’introduzione del Decamerone riferendosi alla peste del 137-50:”Era con sì fatto spavento questa tribolazione entrata nè petti degli uomini e delle donne, che l’un fratello l’altro abbandonava. E il zio il nipote,e la sorella il fratello, e spesse volte la moglie il marito; e che maggior cosa è e quasi non credibile, li padri e le madri i figlioli, quasi loro non fossero, di visitare e di servire schifavano. Per la qualcosa a coloro de’ quali era la moltitudine inestimabile, e maschi e femmine, che infermavano, niuno altro sussidio rimase che o la carità degli amici ( e di questi fuor pochi) o l’avarizia dei serventi.” (Dr. Walter Pasini Direttore Centro di Global Health)

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