Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

La provincia di Messina immersa nel fango

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2009

Il prezzo sino ad oggi pagato, in vite umane, è di venti morti. I corpi sono stati recuperati sotto il fango che, come un fiume in piena, ha attraversato le strade e ha fatto straripare un torrente. Due giovani erano in auto quando sono stati travolti e un altro è stato sorpreso dalla frana mentre era per strada. I feriti sono un centinaio. Cifre, purtroppo, solo provvisorie e si teme che il numero possa crescere ora che la macchina dei soccorsi funziona a pieno regime. Le aree più colpite sono Briga Marina a Scaletta Zanclea e tutta la fascia a ridosso del mare. La strada per Gianpilieri Superiore è interrotta a un chilometro dal paese da una montagna di fango alta 3 metri che si è infilata sotto cavalcavia della ferrovia. E a Scaletta Marea il fango ha invaso circa 700 metri del paese. Gli abitanti delle zone sinistrate che sono stati avvicinati dai giornalisti non hanno dubbi: “E’ una tragedia annunciata. Le autorità competenti lo sapevano ma si sono disinteressate.” Per il sottosegretario Bertolaso Il dissesto è stato causato dall’abusivismo  “I soccorsi sono stati tempestivi. Nelle zone colpite dal disastro sono subito intervenuti cinquecento uomini della Protezione Civile e cento militari dell’esercito. Per Bertolaso: “Avevamo anche lanciato l’allarme, ma purtroppo non possiamo fare nulla contro il degrado del territorio provocato da anni di abusivismo”. Il sottosegretario ha poi aggiunto che la zona più difficile da raggiungere  “è la frazione di Molino”.  E ha precisato: “Adesso ci occupiamo del soccorso poi vedremo di chi sono le responsabilità”. Il presidente della repubblica si fa interprete della rabbia della gente affermando che “O c”è un piano serio per i dissesti idrogeologici, che faccia affluire le risorse adeguate, o si potranno avere altre sciagure”. Per il sindaco di Messina la mancanza di fondi non ha permesso di avviare i lavori per le opere di contenimento. Ma le ferite della Sicilia non si sono fermate alla periferia di Messina, Le piogge con smottamenti e infiltrazioni hanno colpito duramente anche le città di Palermo, Trapani e il loro hinterland.  Molti automobilisti nell’area palermitana sono rimasti bloccati in via Oreto, in via Orsa Minore, in via Messina Marine, nelle borgate di Mondello e Partanna dove le strade sono diventate dei torrenti in piena. A Trapani la bella e lunga via Fardella è stata letteralmente allagata e molte abitazioni hanno subito la piena dell’acqua frammista a fango e a rifiuti di varia natura. Dopo quanto si legge e si vede resta l’amaro in bocca tra chi “sogna” opere faraoniche come il ponte sullo stretto di Messina e poi non si trovano i soldi per contenere i guasti che politiche edilizie e speculazioni selvagge hanno fatto scempio per anni del territorio e non solo in Sicilia, ma un po’ ovunque in Italia.

Una Risposta a “La provincia di Messina immersa nel fango”

  1. Salvatore (predicatore) said

    Come ho già scritto in altri forum sull’argomento, ribadisco che quanto sta succedendo in questi giorni non è frutto di una natura “ribelle” o di dissesti idrogeologici, bensì è l’adempimento profetico dei “segni” dei tempi che precedono il ritorno di Gesù (Matteo 24 e Luca 21,25); infatti, la causa principale dell’alluvione a Messina dell’altro ieri e del nubifragio a Palermo ed Erice di oggi è l’enorme quantità di acqua caduta dal cielo!

    Inoltre la terra trema di continuo, sicchè i terremoti che stan scuotendo il globo in questi giorni confermano le parole di Cristo: dal 30 settembre alla data odierna ci sono stati ben sette sisma, precisamente a Samoa, Sumatra, Perù, Russia, Frosinone, California, El Salvador! Tuttavia la gente è distratta dai piaceri mondani, al punto che nessuno riesce a capire che sta accadendo qualcosa di anomalo, ragion per cui è naturale che l’opinione pubblica si disperi per queste calamità.

    Ma quando inizieranno i flagelli apocalittici, dove troveranno riparo le persone? Frse Padre Pio, la Vergine SS. o qualche altro “santo” potranno fare qualcosa? Se Maria di Nazaret potesse davvero intervenire, dall’aldilà, costei impedirebbe i disastri naturali!

    In verità siamo a un bivio, perchè il peccato è quasi al culmine: gay pride, pillola abortiva RU46, nozze fra omosessuali, amore per l’enalotto, culto al cadavere riesumato di padre pio, venerazione ampollina di san gennaro eccetera, sono azioni aberranti agli occhi di Dio, perciò Dio “permette” che la natura si rivolti contro l’uomo per svegliarlo dal torpore in cui quest’ultimo giace (.)

    Altro che fine del mondo secondo i maya al 21.12.2002 (e la gente stuoida ci crede), qui serve convertirsi e chiedere perdono davvero……!

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