Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

“La coppola” di Di Pietro

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2009

Alla manifestazione indetta a Roma sabato scorso a difesa del diritto all’informazione l’on.le Di Pietro e altri esponenti del suo partito si sono presentati con sigari in bocca e coppole in testa. La circostanza, osserva in un comunicato Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti” “Non ci fa sorridere. Ci obbliga, piuttosto, ad alcune amare riflessioni. Soprattutto in ordine alla coppola (Koppula, in Siciliano), che è, notoriamente e da un paio di secoli circa, un copricapo specifico del Popolo Siciliano. Un copricapo “Etnico”, cioè. Così come il Basco per gli Scozzesi e i Baschi, o il Sombrero per i Messicani, il Cappello a larghe falde per i Texani, il Turbante per alcuni Popoli Orientali e via dicendo. L’abitudine di volere rappresentare il mafioso con la Koppula, adottata da alcuni vignettisti nel secolo scorso, fu vivacemente contestata dall’opinione pubblica siciliana e da quella internazionale, che la considerarono una inesattezza ed anche una ingiustificata offesa al Popolo Siciliano. Era noto anche ai Vignettisti, infatti, che la stragrande maggioranza del Popolo Siciliano non era ed è affatto mafioso. Anzi, della mafia era vittima e non certamente complice. Della mafia era nemica giurata. Contro la mafia era capace di lottare e di morire, se necessario. Ci sia consentito, al riguardo, ricordare che un esponente di primo piano della politica siciliana e di quella italiana, (oggi co-dirigente dell’Italia dei Valori), ebbe, anzi, l’idea di promuovere, nell’ambito del proprio impegno anti-mafia, una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, a non cadere nell’errore di accettare l’equiparazione della Sicilia alla Mafia. E viceversa. Tanto più che l’equazione “Sicilia uguale Mafia” non esauriva i propri effetti negativi soltanto nel danneggiare la Sicilia. Cosa, questa, assai grave, nel momento in cui in Sicilia si affermava una forte coscienza civile contraria alla Mafia. Quella equazione, infatti, agevolava sostanzialmente la Mafia, che acquistava “punti” in termini di immagine e di credibilità. Quell’uomo politico, im modo simpatico e denso di significati, allora, riuscì a rilanciare alla grande l’immagine del copricapo tipico siciliano (la “coppula”), al punto tale che, in Sicilia e nel Mondo, se ne aumentarono la produzione e l’uso. Prova ne sia il fatto che, oggi, la “coppola” è venduta persino negli aeroporti. Che dire, poi, del Sikarru in bocca? Questo è un gesto non grave e non offensivo per alcun popolo o per alcuna etnia o per alcuna nazionalità particolare (Cuba è lontana). Ma il sarcasmo o la protesta dove stanno? Solo nella “coppola”, ovviamente. Concludiamo, ribadendo a scanso di ogni equivoco che:  La Sicilia è contro la mafia, per una scelta politica, morale e civile di fondo ed anche perche’ la mafia e’ contro la Sicilia ed e’ contro l’ansia di progresso, di libertà, di democrazia del popolo siciliano”.

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