Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Congresso nazionale di oncologia medica

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Milano.  Il tumore non è più un male incurabile: ne è convinto il 60% degli italiani. Una “rivoluzione culturale” rispetto alla percezione comune fino a pochi anni fa, legata alla miglior informazione sulla malattia e ai progressi delle terapie. Conquiste che appaiono evidenti, soprattutto quando si parla di un big  killer, il cancro del colon retto, che tanto ha beneficiato dei nuovi farmaci biologici mirati e dei programmi di  diagnosi precoce. Ma se uno su 2 dice che oggi di questa neoplasia si può guarire, il 42% sa che esistono terapie  efficaci e personalizzate e il 73% crede siano anche meno “aggressive” per l’organismo, fa riflettere che solo il  38% affermi che si può prevenire e che ben uno su 4 non sia disposto a cambiare il proprio stile di vita per  diminuire il livello di rischio. Per non parlare dello screening che è conosciuto solo dal 50% dei cittadini. La  fotografia emerge dalla prima indagine condotta dall’Associazione Italiana di Oncologia medica (AIOM) sulla  conoscenza, la prevenzione e le terapie sul tumore del colon retto. Un sondaggio che ha coinvolto nel settembre 2009  800 italiani, intervistati a Roma e Milano fuori da centri commerciali, presentato oggi nel capoluogo lombardo nella giornata di apertura del Congresso Nazionale AIOM. Più donne che uomini (62 contro  38%), la stragrande maggioranza (81%) ha conosciuto il cancro da vicino, perché ne è stato colpito un amico o  familiare. “Insomma, il tumore quando viene fa meno paura ma gli italiani si impegnano ancora troppo poco per  tenerlo lontano”, afferma il prof. Francesco Boccardo, presidente nazionale AIOM. “E non vi è consapevolezza sui  fattori di rischio – aggiunge il prof. Carmelo Iacono, presidente eletto AIOM -: sono sottostimate in particolare  l’importanza di praticare attività fisica (segnalata solo dal 15%) e di una corretta alimentazione (uno su due la sottovaluta). Al  contrario voci come l’inquinamento vengono ritenute rilevanti nel provocare il tumore da un 59%”. Il dato sulla  diagnosi precoce e l’adesione agli screening conferma come ancora nel nostro Paese serva molta educazione: su questo  si orienterà l’impegno della Società scientifica. “Siamo riusciti a trasmettere con successo un messaggio di fiducia  nelle terapie – continua il prof. Marco Venturini, segretario nazionale Aiom -: una scommessa vinta, anche perché  sono trascorsi solo 5 anni dall’approvazione di bevacizumab, il primo trattamento anti-angiogenesi approvato dalla  FDA per l’uso nel cancro del colon-retto avanzato o metastatico, che ha aperto la strada ad altri farmaci biologici. Ora dobbiamo impegnarci di più come società scientifica per educare alla  prevenzione”. Il cancro del colon-retto è stato individuato dagli esperti perchè paradigmatico: è la seconda causa di morte da tumore in Europa ed è il terzo più diffuso al mondo. Ogni giorno in  Italia 120 persone ricevono una diagnosi per questa neoplasia e 40 ne muoiono: si tratta del secondo “big killer”  che causa circa 16.000 decessi l’anno. “Ma si può prevenire con un corretto stile di vita, esiste uno screening ed è quello in cui i farmaci biologici hanno trovato il più largo  impiego clinico – spiega il prof. Boccardo -. Questi elementi hanno modificanto profondamente la storia della  malattia, tanto che oggi la sopravvivenza è pari al 54%”. “Abbiamo scelto questa neoplasia come emblema della portata dei cambiamenti avvenuti nella nostra disciplina – prosegue il  prof. Iacono – per lanciare un messaggio di speranza in occasione del nostro più importante appuntamento scientifico  annuale.

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