Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

L’indebitamento delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Adiconsum ha presentato l’indice di rischiosità delle famiglie italiane. Dalla ricerca le famiglie siciliane sono quelle che maggiormente rischiano di trovarsi indebitate. Ma non sono fuori pericolo neanche le famiglie campane, quelle calabresi e un po’ a sorpresa quelle laziali, seguite dalle famiglie pugliesi. Adiconsum ha elaborato un indice di rischiosità prendendo in considerazione 12 parametri (economico-sociali e finanziari): reddito medio pro-capite, Pil pro-capite, occupazione, povertà relativa, spesa media mensile, sfratti, prestiti, credito al consumo, finanziamento acquisto abitazioni, sofferenze, depositi bancari, protesti. Tra i dati negativi spiccano: • quasi il 30% di povertà relativa in Sicilia; • il raddoppio dei protesti in un solo semestre e l’aumento dell’importo medio • la riduzione del risparmio • l’aumento delle sofferenze bancarie    Tutti i valori presi in esame sono peggiorati rispetto al periodo precedente, a dimostrazione di come la crisi stia arrivando a colpire sempre più le famiglie. Per Adiconsum la situazione riscontrata obbliga ad intervenire sicuramente sul comparto creditizio-finanziario: le norme che entreranno in vigore  tra oggi e l’aprile 2010 saranno determinanti: trasparenza, revisione tassi usura, direttiva credito ai consumatori, mediazione creditizia, arbitro bancario finanziario.  Ma non basta. Per aiutare le famiglie Adiconsum chiede ulteriori misure concrete quali: •l’estensione della moratoria sui mutui e sulle bollette delle utenze domestiche alle famiglie •  la rapida attuazione delle norme già emanate (v. Fondo Gasparrini per la sospensione delle rate dei mutui) • la riattivazione del Fondo di garanzia sul credito al consumo (del Ministero dello Sviluppo Economico) ampliandone il ricorso oltre il limite dei 3.000 euro • la creazione di un Fondo per l’accesso al credito dei lavoratori precari.

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