Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Il potere contrattuale degli agricoltori

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2009

“L’attuale basso potere contrattuale dell’agricoltura, la scarsa presenza nella grande distribuzione di prodotti realizzati direttamente dagli agricoltori italiani ed il meccanismo perverso dei bassi prezzi, che provoca effetti devastanti sul tessuto imprenditoriale e sul potere d’acquisto dei consumatori, possono essere contrastati se andrà in porto la costruzione di una filiera agricola tutta italiana ‘firmata’ dagli stessi agricoltori. Una filiera, quest’ultima, in grado di trasferire i nostri valori distintivi fino al consumatore. Italiana fino in fondo, perché tutti i processi devono avvenire in Italia, dalla produzione agricola alla trasformazione, finanche alla distribuzione, almeno per la parte relativa ai farmers’ market e alle vendite dirette delle cooperative”. E’ questo, in sintesi, il contenuto del documento che l’Ascat-Unci ha presentato ieri pomeriggio durante l’Audizione presso la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati sulle questioni riguardanti il settore agricolo, nel corso della quale è intervenuto Mauro Tonello, Presidente del Comitato di Commissariamento dell’Associazione Nazionale delle Cooperative Agricole e di Trasformazione Agroindustriale, nonché Vice Presidente Coldiretti, accompagnato da Carlo Catanossi e Fabio Paduano. “Una filiera ‘firmata’ – ha spiegato Tonello – nel senso che renda visibile e riconoscibile ‘l’italianità’ nei confronti del consumatore finale, attraverso la creazione, per l’appunto, di una ‘firma’ che distingua l’intero prodotto agricolo autenticamente Made in Italy, basandosi sulla trasparenza della filiera, sull’indicazione dell’origine in etichetta e sul legame del prodotto con il territorio di riferimento.In questo quadro, le cooperative agricole rappresentano i soggetti fondamentali per la costruzione della filiera agricola tutta italiana, con particolare riguardo all’aggregazione dell’offerta, alla trasformazione del prodotto italiano ed alla valorizzazione delle imprese agricole. Infine, queste le richieste avanzate dall’Ascat-Unci nel corso dell’Audizione in Commissione: dare priorità agli investimenti strutturali, infrastrutturali e logistici della politica di coesione unitaria (Fondi strutturali e Fas) e della politica di sviluppo rurale; rivolgere una rinnovata attenzione ai Consorzi agrari; utilizzare la leva fiscale per i soggetti della filiera Made in Italy; attuare una politica di promozione dei prodotti del vero Made in Italy in Italia e all’estero; ribadire e perseguire sulla strada della tutela della proprietà intellettuale e della lotta alla contraffazione ed all’agro-pirateria; promuovere la ricerca e l’innovazione; favorire l’impiego di fonti energetiche rinnovabili; un maggiore impegno per l’applicazione della legge sulla etichettatura obbligatoria dell’origine su tutti i prodotti agricoli; aumentare i controlli lungo tutta la filiera; garantire certezze alle imprese agricole che investono nella filiera agricola tutta italiana, mediante un’attenzione particolare all’accesso al credito, alle assicurazioni agevolate ed al costo del lavoro; contrastare lo strapotere della grande distribuzione commerciale e regolamentare le vendite sottocosto che danneggiano le imprese.”

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