Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Archive for 18 ottobre 2009

Vittorio Foa: Le autonomie e il lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Roma, mercoledì 21 ottobre, ore 17 Cgil nazionale, sala Fernando Santi, Corso d’Italia 25 Le lezioni di Camerino su antifascismo e sindacato Ne discutono Luigi Ferrajoli, ordinario di Filosofia del Diritto all’Università degli Studi Roma Tre  Elio Giovannini, ex dirigente sindacale Enrico Panini, segretario confederale della Cgil Coordina Carlo Ghezzi, presidente della Fondazione Giuseppe Di Vittorio. Il volume raccoglie alcuni scritti di Vittorio Foa significativi per la comprensione del percorso intellettuale e politico di uno dei maggiori protagonisti della storia del nostro paese e della sinistra italiana del Novecento. In particolare, sono riprodotte, con la relativa discussione, tre lezioni tenute da Foa nel 1988 ad altrettanti seminari organizzati dall’Università di Camerino su tre temi ricavati utilizzando alcune delle grandi codificazioni binarie che segnano l’universo della politica: fascismo/antifascismo, destra/sinistra, conservazione/progresso. Nelle lezioni e nelle risposte di Foa al dibattito si dispiega una riflessione che investe le questioni del bene e del male, dei valori e dei disvalori, della tolleranza e dell’intolleranza nei progetti di trasformazione, fino all’analisi della collocazione del sindacato nella Costituzione della Repubblica.  La seconda parte del volume è dedicata a un ampio saggio in cui, con il titolo Il paradosso del lavoro, Foa ripercorre la sua esperienza di sindacalista della CGIL che, durata per 35 anni, ha occupato un posto centrale nella sua vita. Accompagnano questo saggio il commiato di Foa dalla CGIL, avvenuto al compimento del sessantesimo anno d’età, e un suo intenso e affettuoso ricordo di Giuseppe Di Vittorio. Prefazione di Guglielmo Epifani Collana Saggi, Pagine 160, Prezzo 10,00
Vittorio Foa nasce il 18 settembre del 1910 a Torino, dove si laurea in Giurisprudenza nel 1931. Nel 1933 entra in Giustizia e Libertà. Il 15 maggio del 1935 viene arrestato per antifascismo e condannato a 15 anni di reclusione. Uscito dal carcere nell’agosto del 1943, entra nel Partito d’Azione. Partecipa alla Resistenza ed è componente del Comitato di Liberazione Nazionale. Deputato della Costituente, dopo lo scioglimento del Partito d’Azione nel 1947, aderisce al Partito socialista italiano. È parlamentare per tre legislature, dal 1953 al 1968. Nell’ottobre del 1949 entra nella segreteria nazionale della CGIL accanto a Giuseppe Di Vittorio. È responsabile dell’Ufficio studi, dove chiama ad impegnarsi il giovane Bruno Trentin. Nel 1955 è segretario nazionale della FIOM e di nuovo segretario confederale della CGIL fino al 26 settembre 1970, quando decide di concludere il suo impegno sindacale. Il lavoro nel sindacato per Foa si intreccia sempre con l’attività politica: prima nel PSI, poi nel PSIUP, da dove esce nel 1970. Dopo un periodo di sospensione, dal 1972 si impegna nella costruzione di nuove formazioni politiche fino al 1979, quando sceglie il silenzio politico per quattro anni e si dedica all’insegnamento nelle Università di Modena e Reggio Emilia, Torino, Napoli e Camerino. Il 15 giugno del 1987 viene eletto senatore come indipendente nelle liste del PCI, di cui sostiene la trasformazione in Partito democratico della sinistra. Lasciata la politica attiva, si dedica interamente allo studio e alla scrittura. Muore a Formia il 20 ottobre 2008.

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Pochi controlli sui generici?

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Le autorità regolatorie europee dovrebbero effettuare più ispezioni per controllare l’applicazione delle Good Manufacturing Practices (Gmp) nei siti di produzione dei farmaci generici. E non solo in Paesi emergenti come la Cina e l’India, ma anche in Occidente, Italia compresa. “L’Agenzia europea dei medicinali (Emea), infatti, non compie nemmeno la metà dei controlli di cui invece si fa carico ogni anno la Food and Drug Administration (Fda) americana”. Lo ha evidenziato nella sua presentazione al 34esimo congresso nazionale della Società italiana di farmacologia (Sif), in corso a Rimini, Marcello Tonini, ordinario di Farmacologia all’università di Pavia. “Nel 2008 – dice l’esperto – la Fda ha effettuato oltre 2.200 ispezioni, rilevando diverse irregolarità nella produzione di medicinali equivalenti. Certo, per l’Agenzia statunitense è più facile in quanto rappresenta tutti gli Stati federali, mentre l’Emea deve dividersi i compiti con gli enti regolatori di ognuno degli Stati membri dell’Ue. Ma la parola d’ordine deve essere ugualmente ispezioni, ispezioni, ispezioni”. Se infatti i generici possono rappresentare una via di risparmio per l’economia sanitaria, è la qualità il fattore più importante in assoluto, non certo il prezzo. “Utilizzando buoni prodotti equivalenti, all’interno delle classi terapeutiche dove esistono ancora farmaci coperti da brevetto – ricorda Tonini – è possibile risparmiare dal 40% al 70%. Mentre se in una classe terapeutica non esistono più medicinali griffati, il risparmio non c’é. E questa è una cosa di cui non si parla mai. Come non si parla abbastanza della necessità di rispettare un altissimo livello di qualità” per sostituire in sicurezza un generico con l’originator.

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Il Times contro Berlusconi?

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

“La battaglia economico-commerciale del gruppo Murdoch contro il Premier a quanto pare rischia di approdare a livelli talmente bassi da toccare nel profondo la storia, la dignità e l’orgoglio del nostro Paese. Dopo l’ennesima accusa,  reclamiamo un cambiamento di rotta da parte del colosso editoriale, una reale presa di responsabilità affinché si cominci ad affrontare la questione ad armi pari”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio, promotore di una manifestazione a Londra sotto la sede del Times. “E fin troppo semplice fare politica, con toni aggressivi nascondendosi dietro un’impalcatura commerciale – continua Di Biagio – così come sta facendo il magnate australiano da mesi, riflettendo sugli editoriali dei propri giornali accuse e affondi che poco hanno a che vedere con la politica commerciale e con le dinamiche imprenditoriali, ma che invece pretendono di fare politica e di animare campagne di controinformazione, prescindendo dalle costrizioni e dagli impegni morali a  cui un politico è vincolato, ma dando libero sfogo alle proprie subdole prese di posizione in nome di una malintesa libertà di stampa”. “Qualche giorno fa il presidente Obama accusava la Fox di Murdoch di non essere un network giornalistico ma un vero e proprio partito avversario – evidenzia – e questa frase solenne se trasportata dalla cornice della asa bianca a quella di Palazzo Chigi non sembrerebbe perdere veridicità, colore e tonicità”. “Su questa riflessione – sottolinea – si poggia l’essenza della protesta che insieme ai referenti del PdL di Londra sto predisponendo per le prossime ore, in questa occasione provvederemo a consegnare una nota al direttore del Times, che sarà divulgata a mezzo stampa ed in riferimento alla quale mi aspetto un riscontro ufficiale”.  “Faremo sentire la nostra voce – conclude – ad un potentato editoriale che ha tutte le forme di un estemporaneo movimento politico o giù di lì, con l’auspicio che il signor Murdoch possa avere in futuro il buon senso di scendere in politica, qualora intendesse continuare a fare opposizione ad oltranza a questa o a quella amministrazione, piuttosto che nascondere rimpianti economici o vendette editoriali dietro articoli che infamano anche la memoria di caduti su terreni ostili”.

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Marco Paolini torna su la7

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Lunedì 9 novembre alle 21.30 la diretta dal porto di Taranto per un racconto che parla di economia, identità, mercato Uno spettacolo che ripropone uno stile inconfondibile fatto di parole, immagini, suoni, suggestioni. Un evento straordinario che riporta sul palcoscenico di LA7 Marco Paolini, protagonista con i Mercanti di Liquore di Miserabili. Io e Margareth Thatcher, un racconto in forma di ballata – fatto di monologhi, canzoni e brevi narrazioni – sulla metamorfosi della società italiana (e non solo) a partire dagli anni ’80 fino ad oggi. Dopo i successi de Il Sergente, Album d’Aprile, Chi ga vinto, La Macchina del Capo e Il Milione-quaderno veneziano, capaci di catturare l’attenzione di milioni di persone, LA7 propone nuovamente ai propri telespettatori il teatro d’autore in prima serata. Un palinsesto dedicato introdurrà lo spettacolo di Paolini: alle 14.00 il film “Grazie Signora Thatcher”, di Mark Herman, premio César nel 1998; dalle 16.00 alle 19.00 “Atlantide” sarà incentrato sul 20esimo anniversario della caduta del Muro di Berlino; alle 20.30 una puntata speciale di un’ora di “8 e mezzo”, con Lilli Gruber. Per chi desidera partecipare alla serata dal vivo, l’ingresso è a pagamento (10 euro). A causa del limitato numero di posti a disposizione la prenotazione è obbligatoria ed è necessario registrarsi. Informazioni su prenotazioni  registrazione sul sito http://www.marcopaolini.it.

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Workshop Progettuali

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Camerino. Dalla metà di ottobre 2009 a gennaio 2010 si terrà, presso la Facoltà di Architettura Unicam ad Ascoli Piceno (sede di Largo Cattaneo), una serie di workshop progettuali intensivi promossi, nell’ambito del Master in “Eco-design & Eco-innovazione”, in collaborazione con numerosi partner istituzionali e imprenditoriali. Gli incontri, coordinati dalla Prof. Lucia Pietroni (direttore del Master) e realizzati con la diretta partecipazione delle imprese coinvolte nel Master, sono guidati da importanti designer e hanno l’obiettivo di far sperimentare ai giovani designer, iscritti all’innovativo percorso formativo, gli strumenti e i metodi dell’Eco-design appresi nella parte teorico-metodologica del corso, in differenti settori produttivi. “Questo – sottolinea la Prof.ssa Pietroni – è sicuramente un metodo didatticamente efficace per “passare dalla teoria alla pratica” e per consentire agli studenti di approfondire la conoscenza di differenti realtà imprenditoriali del territorio marchigiano”.   I cinque workshop prevedono la progettazione e lo sviluppo di nuovi concept di prodotti eco-sostenibili in alcuni tra i più significativi settori imprenditoriali delle Marche: dai corpi scaldanti con la AD hoc del Gruppo Ragaini al packaging con Valtenna e Comieco, dall’arredamento con Eusebi Arredamenti alle calzature con Alfiere e la Fondazione Elios, ai veicoli elettrici e le batterie al litio per una mobilità sostenibile con la FAAM Group. Ogni workshop, della durata di due settimane, pone al centro della riflessione progettuale dei partecipanti i concetti di eco-innovazione e di sostenibilità ambientale, sociale ed economica declinati nei differenti settori produttivi coinvolti.  Al termine di questa fase di sperimentazione progettuale è prevista una mostra dei risultati come momento di confronto aperto tra i giovani designer, le imprese e le istituzioni partner, prima di proseguire il percorso didattico con gli stage in azienda e lo sviluppo del progetto finale di tesi.

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Le Regioni chiedono più soldi per la salute

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

La proposta avanzata dal Governo, tra i 3 e i 3,5 miliardi di euro l’anno in più, per tre anni per la salute non soddisfa le regioni..Lo ha spiegato, lasciando la Conferenza delle Regioni Michele Iorio, vicepresidente dell’assemblea dei governatori e presidente della Regione Molise. L’Esecutivo, che aveva proposto un Patto di due anni, metteva sul piatto circa 104 mld per il 2010 e 106 mld per il 2011. Risorse giudicate insufficienti dalle Regioni, che si sono sedute al tavolo per redigere una controproposta da presentare al Governo. L’incontro tra Governo e Regioni ci sarà venerdì prossimo, 23 ottobre, ha poi dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani. “Spero inizi una nuova fase dopo l’incontro di venerdì prossimo” tra Governo e Regioni. Un’occasione per superare una fase di stallo istituzionale grave, che non dipende dalle Regioni. Da parte nostra – ha tenuto a sottolineare – c’è una reale collaborazione. Un principio, questo, che ispira tutte le nostre azioni. Deve cambiare un dato di fatto, ossia l’iniziativa unilaterale dell’Esecutivo”. La risposta del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio non si è fatta attendere “mi auguro che si trovi una soluzione con le Regioni”.

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I passi della Chiesa di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Lettera al direttore. L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay. ha affermato che “affossare la legge contro l’omofobia è stato un passo indietro per l’Italia”. Non sarebbe una bella occasione per la Chiesa di fare un passo avanti? Di fare un gesto simbolico a favore degli omosessuali? Potrebbe dichiarare pubblicamente che dal Catechismo della Chiesa Cattolica saranno cancellati definitivamente i pessimi articoli che li riguardano.  Ne riporto alcuni passi: “La Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale (cf 2357). Ecco: qui la Chiesa si affida alla Tradizione (non al vangelo) e rinuncia alla ragione. Bisognerebbe, infatti, non solo dimostrare che cosa è intrinsecamente ordinato e che cosa non lo è in tutti gli atti che gli uomini compiono ogni giorno, ma anche dimostrare che “disordine” sia uguale a peccato. Il celibato contrasta col comando del Signore: “Siate fecondi e moltiplicatevi” (Gn 1,28), però non è peccato. Astenersi dall’amplesso nei periodi fecondi, metodo consigliato dalla Chiesa agli sposi, è un atto contrario alla legge naturale, però non è peccato. Mangiare una bella pizza quando abbiamo già cenato e non ne abbiamo punto bisogno… Si potrebbe continuare all’infinito. Un altro passo del Catechismo: “Gli omosessuali devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza” (cf 2358). Che bontà! Significa: gli omosessuali sono dei poveri disgraziati, ma non dovete bruciarli nei forni crematori, non dovete impiccarli picchiarli bastonarli; la Chiesa che è Madre e Maestra, vi dice: abbiate compassione di loro! Ancora: “Le persone omosessuali sono chiamate alla castità” (2359). Il che significa: cari omosessuali, poiché ogni atto di omosessualità è peccato, per tutta la vita dovete astenervi anche dal dare un bacio alla persona amata. (Renato Pierri)

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Che vita difficile!

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Roma 20 ottobre – 8 novembre 2009 Teatro Anfitrione – Via San Saba, 24 due atti comicissimi in dialetto romano di Alfiero Alfieri. La serata della prima sarà dedicata alla memoria di Franco Sensi grande erede di Checco Durante e ultimo esponente della tradizione teatrale romanesca. E questa volta Alfiero non si rifà ai classici del passato ma rappresenta un suo testo, concepito a misura della sua lingua e delle tematiche e problematiche attuali che attraversano la società, spesso fonti di estremo umorismo. Che vita difficile!, l’ultimissima commedia di Alfieri, sarà in scena al Teatro Anfitrione di Roma dal 20 ottobre all’8 novembre con un cast di grande esperienza che accompagna l’attore da molti anni. La storia si snoda attorno alla, non poco patriarcale, famiglia Anselmi composta da papà Natale – Alfiero Alfieri – mamma Pasqua e i figli Lena e Franco. L’inizio della commedia sembra voler disegnare una tipica, tranquilla famiglia degli anni Sessanta, ma ben presto emergeranno gli “altarini” della piccola di casa. Lena ha avuto un figlio prima del matrimonio. Occorre dirlo a papà Natale, rigido e all’antica, ma con un cuore d’oro. Franco, il figlio, decide di sostituirsi a Lena fingendosi lui il figlio fedifrago. Mamma Pasqua si dispera. La disinvoltura di Franco che spiega l’accaduto al papà innesca una serie di gag da risate a getto continuo. Si scatena poi il finimondo quando arriva un’ospite inattesa, la futura suocera Matilde. Per far venire a galla la verità esploderanno equivoci a catena, impennate comiche…… fino alla doppia sorpresa finale. Orario Spettacoli e prezzi: dal martedì al venerdì ore 21 (Intero – Ridotto € 18) sabato – ore 17 e 21(Intero € 25 – Ridotto € 20) domenica ore 17 (Intero € 25 – Ridotto € 20)

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La costituzione italiana vista da Stefano Surace

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Gli abbiamo cosa ne pensa dell’attuale scontro drammatico fra la Corte Costituzionale e l’attuale capo del governo italiano Silvio Berlusconi, con sullo sfondo il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Riassumiamo quì di seguito il suo commento. Per rendersi conto che la Costituzione italiana non è democratica basti dire che, per esempio, non solo non garantisce la libertà di stampa ma neanche la nomina, neppure nel famoso articolo 21 poichè parla solo vagamente, di una libertà di espressione per i cittadini, cosa ben diversa della libertà di stampa che è invece libertà di informazione, e quindi di controllo democratico, da parte della stampa, per conto del pubblico – che in democrazia, non dimentichiamolo, è sovrano – su ogni questione di pubblico interesse… Ben diversamente, per esempio, dalla Costituzione americana, che al primo emendamento stabilisce a chiare lettere che il Congresso (corrispondente al nostro Parlamento) “non può emanare leggi che limitino la libertà di stampa”. Ciò per la semplice ragione che la libertà di stampa, per chi non lo sapesse, o fingesse di non saperlo, è un pilastro fondamentale della democrazia. In carenza di libertà di stampa qualsiasi democrazia non potendo che degenerare in tempi brevi. Chiaro che chi si appella alla intoccabilita sacra della Costituzione lo fa solo perché gli conviene così com’è, consentendogli di perpetuare privilegi tutt’altro che democratici e confessabili. Patetico perciò chi afferma, come Veltroni, che bisogna essere fedeli all’attuale Costituzione poiché è nata “grazie al sacrificio di milioni di italiani che contrastarono chi aveva cancellato il ruolo del Parlamento e messo gli oppositori in condizione di non poter esprimere le proprie idee”. Certo che è nata così (oltre che da compromessi contingenti fra posizioni, ideologiche poi crollate) ma è certo che da tempo non è più adeguata alla realtà. E non è che si si tratti solo di libertà di stampa (citata qui solo come esempio eclatante) ma anche di consentire efficacia e tempestività al governo e al Parlamento, attualmente ostacolati da norme costituzionali lontane anni-luce da quelle ben collaudate in vigore da tempo negli Stati democratici. Dando ai cittadini una certezza del diritto con un codice di procedura penale degno di questo nome, che fra l’altro imponga che i P.M. siano ben separati dai giudici, escludendo ogni possibilità che poi passino a giudici, e che siano messi allo stesso livello dei difensori.  Un codice che preveda fra l’altro una garanzia fondamentale che esiste in tutti i paesi occidentali salvo, guarda un pò, in Italia (la ex culla del diritto che ne è divenuta la tomba) secondo cui una condanna “in absentia” cioè emessa in un processo in cui l’accusato non è stato presente, non può assolutamente diventare definitiva… Sicche bisogna rifare il processo allorché il “condannato”, in un modo o nell’altro, diventa presente. Insomma si assiste al fenomeno che una serie impressionante di riforme strutturali e istituzionali, in atto da tempo negli altri Paesi europei, in Italia non si riesce mai a farle con grave danno per i cittadini e per il peso internazionale della Penisola Che si aspetta dunque di coprirla senza pietà di emendamenti ben fatti, questa Costituzione non democratica? Ancora una volta bisogna riconoscere che Surace, dal suo ineffabile osservatorio parigino, non manca di chiarezza e di indipendenza di giudizio sugli aspetti inquietanti di certe istituzioni della Penisola. (fonte: http://abcnews.free.fr)

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Presidente Ordine Architetti di Udine

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Riconferma al vertice dell’Ordine degli Architetti di Udine. Giorgio Cacciaguerra, presidente dell’organismo provinciale dal 1998, è stato scelto all’unanimità dal nuovo Consiglio, in carica dall’8 ottobre.  «Una conferma “a tempo” funzionale alla richiesta che mi è arrivata dai vertici nazionali», commenta. «Dopo la scomparsa del presidente Raffaele Sirica – aggiunge –, mi è stata chiesta la disponibilità a candidarmi alle elezioni nazionali in programma per ottobre 2010: questo, per poter proseguire la riorganizzazione del Consiglio Nazionale e dell’Assemblea dei presidenti in linea con le politiche di sostegno alla categoria avviate dallo stesso Sirica». L’impegno nazionale, inoltre, permetterebbe a Cacciaguerra di portare avanti il lavoro iniziato con la “Camera delle Regioni-Delegazione consultiva su base regionale”, «organismo – prosegue – creato su proposta di Pierluigi Missio e mia in seno al Consiglio nazionale. L’obiettivo è dar vita a un tavolo di lavoro più snello, con i soli 21 presidenti regionali al posto dei 105 provinciali». Il Consiglio, nel corso della prima riunione ha scelto anche il nuovo segretario, Raffaele Shaurli, e il tesoriere Claudia Battaino, <<scelte – commenta Cacciaguerra – che permeteranno di proseguire sulla scia dei risultati già conseguiti, nell’ottica del rinnovamento futuro>>. Fanno parte del nuovo consesso, che resterà in carica per quattro anni, cioè fino al 2013: Bernardino Pittino, Giorgio Cacciaguerra, Raffaele Shaurli, Giovanni Tenca Montini, Michela Bosco, Claudia Battaino, Paolo Coretti, Paolo Bon, Gianfranco Pezzetta, Barbara Motta (senior) e Vito Lendvai (junior). In testa, per qualche prevedibile surroga futura all’interno del Consiglio provinciale, è l’architetto Paola Pellegrini.

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La figura del collaboratore parlamentare

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

L’Associazione Nazionale Collaboratori Parlamentari in un comunicato, a  proposito di quanto scritto “La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro che sostiene la non subordinazione dell’attività lavorativa del Collaboratore Parlamentare al deputato o senatore che l’ha assunto”,  ha precisato che “I consulenti del lavoro hanno ragione quando affermano che la nostra attività lavorativa è caratterizzata da un elevato contenuto professionale e che presuppone conoscenze giuridiche e tecniche ma sbagliano a ricondurre tutto nell’alveo del rapporto di lavoro autonomo dal momento che il Collaboratore Parlamentare svolge contemporaneamente molteplici ruoli ben distinti, ad ognuno dei quali in linea teorica è applicabile un contratto di riferimento”. La posizione, quindi, dei collaboratori parlamentari è più complessa di quanto si voglia far credere tanto che il Giudice di merito per tale ruolo ha definito l’applicazione del contratto nazionale studi professionali applicando il terzo livello, quindi attività prettamente subordinata dei rapporti con l’esterno, attività questa inquadrabile nell’alveo delle pubbliche relazioni, ma non dimentichiamoci che i responsabili degli URP della Pubblica Amministrazione sono dipendenti a tutti gli effetti e non certo consulenti autonomi per gli Enti in cui operano”. “Anche in questo caso, si soggiunge, è applicabile la tipologia di lavoro subordinato poiché le relazioni esterne vengono effettuate su precisa indicazione e coordinamento da parte del Parlamentare. Altro ruolo chiave dell’attività del Collaboratore Parlamentare è l’attività dei rapporti con la stampa, della redazione dei comunicati stampa che esprimono le tesi e le posizioni assunte dal Parlamentare e della redazione di articoli e testi giornalistici da inviare ai media per la pubblicazione, oltre alla cura della rassegna stampa”. Ed infine – prosegue l’Ancoparl – i Collaboratori dei Deputati svolgono l’attività propria della cura e redazione degli atti parlamentari, attività questa assolutamente di carattere professionale e dall’alto profilo tecnico-normativo ma anche in questo caso riteniamo azzardato, o comunque vale il discorso dell’attività preminentemente svolta, ricondurre questo ruolo ad una mera attività consulenziale di natura autonoma, in primo luogo perche’ il Collaboratore redige l’atto parlamentare su precise indicazioni del Deputato o del Senatore che ha il ‘polso politico’ sulla materia, in secondo luogo perchè tale attività è assimilabile a quella svolta dai funzionari delle Commissioni e dei Servizi Assemblea della Camera e del Senato che sono dipendenti delle rispettive Amministrazioni e non certo lavoratori autonomi. Quindi – precisa l’Ancoparl – ci sembra che la Fondazione dei Consulenti del Lavoro voglia giocare una partita scorretta, puntando tutto sul lavoro autonomo, magari per fare un favore alla mala-politica, laddove nei fatti  cio’ non e’ possibile, a meno di una precisa scelta contrattuale tra le parti, ma qui si aprirebbe un nuovo fronte per il Parlamento che è quello delle partite iva fasulle che prolifererebbero anche al suo interno. Ci spiace poi, e appare grave, che la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro non abbia considerato quanto gia’ avvenuto in altri Parlamenti Europei e soprattutto all’Europarlamento dove i Collaboratori dei Deputati sono assunti direttamente dal Parlamento con un contratto di lavoro dipendente e inquadrati nel ruolo degli agenti temporanei ma con la specifica che per la definizione degli orari di lavoro, ferie e permessi, deve essere stipulato un preciso accordo con il deputato da cui dipendono in ossequio alla normativa nazionale di riferimento. In considerazione di ciò Ancoparl proponeche si riconosca la professione e si stabilisca un ordine professionale con un preciso tariffario ed un codice deontologico e un contratto nazionale applicabile alla categoria.”www.ancoparl.it

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Tra amare e essere amati

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Editoriale fidest. Un dittatore “vuole” essere amato dal popolo. Un grande uomo preferisce amare e rendere universale il suo sentimento. Ama non per sesso, per lucrare sulle debolezze umane, per ottenere manifestazioni di gratitudine, ma semplicemente per amare senza riserve, senza ritegno, con tutte le sue forze. Se io dovessi scegliere l’essere umano perché possa diventare la mia guida e quella dei miei simili  lo vorrei non per amare ma per essere amato. E’ un dono divino poiché implica sacrificio, dedizione, forte sentimento altruistico e voglia di riconoscersi sempre e comunque con il prossimo ovunque si trovi. Ma è anche l’uomo che, certamente, più degli altri è inviso perché la sua grandezza è tale da fare ombra ai tanti che svernano la loro esistenza attraverso debolezze e meschinerie di ogni genere. E se ripercorriamo il nostro passato ma senza allontanarci più di tanto, ci accorgiamo che pochi hanno saputo, assumere il carisma dell’amore, per diventare una nostra guida suprema. E quei pochi li abbiamo mandati alla gogna perché ci turba l’idea, in una società sempre più votata a sentimenti di odio o di amore servile, che possano esserci figure che ci ricordano le nostre debolezze e ci richiamano ad un valore supremo che non vogliamo evidenziare perché ci fa più comodo appagare le nostre perversioni. E’ il dramma tutto umano di chi conosce la strada maestra ma preferisce percorrere quella più accidentata e insidiosa ma che ci offre l’idea del possesso, del dominio, della sopraffazione: vita mea mors tua. E’ il modo più crudele e spietato del sentirsi vivi sulle sofferenze altrui, sulla violenza. Se le generazioni future non riusciranno a sconfiggere questo veleno che ci corrode dall’interno e suscita in noi barbarie e genocidi, e lotte tribali, e rigurgiti xenofobi, non avremo mai la possibilità di amare ma solo la sadica ambizione di voler essere amati per quello che siamo nella logica del dominus. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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