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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

L’arredo friulano guarda verso oriente

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

Ai giapponesi piacciamo. Come friulani e come produttori. Il gradimento verso il “sistema Friuli” è emerso durante un forum tecnico-illustrativo sullo scenario competitivo del settore arredo organizzato dalla Cciaa di Udine (con la sua azienda speciale I.Ter diretta da Maria Lucia Pilutti) in preparazione a una futura missione dei nostri imprenditori nel paese del Sol Levante, a fine novembre. <<Proprio in vista di questo appuntamento, è importante conoscere le caratteristiche di tale mercato. E, in tema di produzioni per l’arredamento, il Made in Friuli gode di molti punti di forza>>, ha detto Franco Buttazzoni, membro della Giunta camerale, in apertura dei lavori, davanti ad alcune decine di imprenditori intervenuti. Nel 2008, il Friuli Venezia Giulia ha esportato in Giappone prodotti per un valore di oltre 43 milioni di euro, con una leggera diminuzione percentuale che si conferma anche nel primo semestre del 2009. Tiene, invece, il dato relativo al settore arredo che, dal 2008 al 2009 riesce a mantenere la propria quota di mercato con un export complessivo di 3,5 milioni di euro nei primi sei mesi dell’anno. Dalla provincia di Udine parte il 45 per cento di questi prodotti per un totale di 9 milioni di euro di cui, 2 milioni relativi all’arredo.  <<Le produzioni italiane sono molto apprezzate nel nostro Paese – ha sottolineato Chihiro Tobe, ministro consigliere dell’ambasciata giapponese a Roma -. Con il suo 5,1 per cento come quota di export d’arredo in Giappone, l’Italia si pone al primo posto tra tutti i Paesi europei. I giapponesi – ha aggiunto Tobe – apprezzano tutto il Made in Italy, ma soprattutto quello con un buon design e legato ai manufatti in legno. Quindi, ci sono sicuramente buone opportunità di scambio – ha concluso – ma il mercato, in questo momento, è abbastanza stabile>>.  L’architetto e designer, Masayo Ave, ha riproposto l’importanza della piacevolezza “sensitiva” del prodotto italiano legato al bello e al buono. Un’operazione di design che, anche nell’arredo per il mercato giapponese, può trovare consenso.  In conclusione, Daniele Bergamasco, del Catas di Manzano, ha approfondito le questioni legate alla normativa giapponese in materia di certificazioni con i relativi riflessi sulle produzioni dei mobilifici.

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