Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

La crisi di oggi … quella del ventinove

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

La situazione è preoccupante: un mondo in completo cambiamento, che vede emergere al benessere una popolazione quattro volte superiore a quella ‘benestante’ degli anni del secondo dopoguerra economie in crescita tumultuosa e fragili, perché in gran parte legate alla domanda internazionale oggi cedente  economie emergenti che, a loro volta, rendono fragili le economie più solide per gli elementi di indeterminatezza e precarietà che introducono in ambiti sempre più vasti e profondi per dimensione e qualità di produzioni e servizi difficoltà economiche per molte imprese, per non dire tutte, che si scontrano con una finanza in larga misura speculativa e poco attenta alla base produttiva delle rispettive economie una sostanziale tenuta del sistema rispetto alla frana del Ventinove. Giocare la carta della fiducia, (quella di Obama ben più stimolante di quella di Berlusconi) avrebbe sicuramente senso, se i problemi imprenditoriali e di consumo fossero di quantità da produrre e di minori prezzi da offrire. Ma non pare che vi sia un enorme bisogno di case e di automobili, per citare i due prodotti simbolo della nostra società, mentre l’economia dei prodotti alternativi – quali i generatori di energia dal sottosuolo, dal vento e dal sole – sono ancora ad una fase poco più che pionieristica e molto costosi rispetto ai vantaggi che propongono. E se orientassimo i sistemi a produrre bellezza? “La bellezza salverà il mondo”, diceva Gorki, e questa affermazione non è mai stata tanto vera quanto oggi, che la fame del mondo è divenuta un problema in gran parte risolto e, per il restante, risolvibile con  interventi di economia sostenibile e con il microcredito. L’oscenità delle periferie costruite nel secondo dopoguerra potrebbe essere sanata, almeno in parte, con il verde, le statue, le fontane ed il colore (i tanto vituperati murales potrebbero divenire un elemento di riqualificazione del paesaggio urbano). E mille e mille altre cose come i parchi tecnologici e produttivi ove le competenze, le capacità tecniche e le tecnologie produttive più diverse potrebbero incontrarsi per produrre unicità richieste da un mondo in continuo cambiamento. Ogni piccolo imprenditore del parco potrebbe adottare un giovane del parco balia … e tutte queste realtà, vecchie e nuove, collegate tra loro da una rete virtuale che rende ogni parte del mondo molto vicina ad ognuno di noi. Sono solo sogni? Forse, ma non smetterò mai di sognare e di stimolare speranze e progetti. (Maurizio Rosa fonte J Buon Giorno Impresa)

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