Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Il codice etico del militare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2009

Leonardo Bitti Delegato Cocer Categoria “C” sez E.I in una sua lettera ha messo il punto alcuni aspetti che riguardano il comportamento del militare in divisa e nella vita civile che riproduciamo per sommi capi: “Per i militari -egli scrive – non è proibito aderire ai partiti politici. E’ vietato, invece, fare attività e propaganda politica all’interno di un’infrastruttura militare, o farla in divisa qualificandosi come militare, oppure per ricoprire il ruolo di scrutatore o presidente di seggio. La libera uscita, al contrario, non è una concessione ma è un diritto cioè quello di uscire dalla caserma che è il luogo di lavoro per recarsi dove uno meglio crede sino all’inizio della successiva giornata lavorativa. La licenza è, anche questa, un diritto irrinunciabile del lavoratore sancito, per altro, dalla Costituzione. In questi casi, quindi, il termine “concessione” è improprio sebbene, nella fattispecie pratica, non si voglia far entrare questa logica pure nelle licenze per maternità e paternità o allattamento, o parentali, o per lo studio ecc. Colui che firma queste tipologie di licenze riconosce il diritto a beneficiarne ma, sicuramente, non è una mera concessione”.  “Ritengo  – osserva Bitti – che il militare possa maturare tale distinguo e scindere la differenza tra la concessione, quale può anche essere invece il passi per macchina o l’alloggio ASC in caserma per il personale in SPE, gli orari allo spaccio ecc., e non definendola tale per la frequenza a corsi scolastici o universitari, al volontariato ad iscriversi a partiti e partecipare all’attività politica in qualità di consiglieri comunali o circoscrizionali. Si tratta di un impegno etico e civile che consente al militare di acquisire nozioni importanti e di confrontarsi con le varie realtà socio-culturali e di farsi  apprezzare per ciò che la vita militare offre in termini di dirittura morale. “Questo lo scrivo – osserva Bitti – poiché sento dire che negli ambienti militari si limitano i diritti fondamentali dell’individuo, (cosi come avviene con la limitazione della libertà personale con la consegna semplice e di rigore)”.  E soggiunge: “Come sai in questi giorni si sta discutendo in parlamento una legge quadro sulle missioni all’estero e sto provando a far passare il principio che l’indennità di missione sia uguale per tutti e maggiormente per i gradi più bassi che risultano poi essere quelli che pagano il maggiore tributo di sangue. Lo stesso discorso vale per i moduli abitativi per evitare in futuro che si ripeta quanto già è accaduto in Macedonia negli anni 99’/2000 dove solo gli ufficiali e sottufficiali e carabinieri erano alloggiati in moduli abitativi, mentre la truppa era confinata, in 250, negli hangar e con letti a castello alcuni senza materasso o addirittura alloggiati in tenda, con uno schelter bagni multifunzionale e super mega tecnologico uno ogni 100 persone, praticamente in 70 cmq ci stava il lavello, il water e la doccia, che nella realtà dei fatti altro non era che la turca con una griglia a ribalta sopra e una piccola doccia per lavarsi. Scena vista e rivista in Bosnia nel 96’ e in Iraq del 2003/2004”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: