Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Clima: l’Ue punta al ribasso

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2009

Una proposta inadeguata e con un difetto fondamentale: non c’è alcuna garanzia che i fondi saranno aggiuntivi e non, invece, ricavati dalle risorse già destinate all’Aiuto pubblico allo sviluppo. Così Oxfam International e Ucodep commentano l’accordo raggiunto oggi al vertice Ue di Bruxelles. L’Europa propone al resto del mondo un finanziamento pubblico globale compreso tra 22 e 50 miliardi di euro l’anno per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare la sfida dei cambiamenti climatici. Secondo Oxfam e Ucodep, il limite massimo della somma ipotizzata dall’Ue – 50 miliardi l’anno di denaro pubblico – corrisponde a meno della metà di quanto i paesi in via di sviluppo hanno veramente bisogno per adattarsi ai danni prodotti dai cambiamenti climatici e perseguire un futuro a basso contenuto di carbonio.  I capi di stato e di governo europei, inoltre, non hanno fornito indicazioni sulla quota che l’Europa dovrà assicurare. I leader europei si sono limitati a spiegare che la quota UE sarà calcolata in base al contributo dell’Europa alle emissioni globali e alle capacità finanziarie degli stati membri. La Commissione europea ha già specificato che un tale criterio porterebbe a un contributo Ue tra i 2 e 15 miliardi di euro l’anno. Oxfam e Ucodep chiedono invece all’Europa di stanziare almeno 35 miliardi di euro di denaro pubblico a favore di un fondo unico per il clima, gestito dalle Nazioni Unite, che possa contare almeno su 110 miliardi di euro l’anno. Al contempo, gli Usa dovrebbero assicurare un contributo di proporzioni comparabili.  Le risorse finanziarie devono inoltre essere aggiuntive rispetto all’Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps). Se gli aiuti per salute e istruzione saranno deviati per combattere i cambiamenti climatici, Oxfam e Ucodep stimano infatti che le porte della scuola si chiuderebbero per 75 milioni di bambini, mentre 8,6 milioni di persone perderebbero l’accesso al trattamento contro Hiv/Aids. “L’Europa si è impegnata ad aumentare l’aiuto pubblico allo sviluppo per raggiungere lo 0,7% del PIL. I fondi per il clima devono essere aggiuntivi a quest’ultimo impegno. Altrimenti, i paesi ricchi stanno semplicemente dicendo ai paesi più poveri del mondo di scegliere tra costruire strutture di difesa contro le inondazioni e costruire scuole. Se i paesi ricchi ‘rubano’ dal bilancio per gli aiuti per pagare il loro debito climatico, la lotta contro la povertà farà marcia indietro”, avverte Elise Ford, responsabile dell’ufficio Oxfam di Bruxelles.

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