Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

La teledipendenza nel biberon

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2009

La nascita di “Baby TV”, recentemente lanciata da Sky, rivolta particolarmente alla fascia 0/3 anni, lascia l’A.Ge. – Associazione Italiana Genitori – semplicemente senza parole, considerando l’audacia cui si giunge pur di conquistare nuove fette di mercato, soprattutto ai fini della raccolta di pubblicità. Già l’autorità francese per le Comunicazioni aveva espresso molte perplessità sulla TV per i lattanti, così come in Italia, nel 2006, il Consiglio nazionale degli Utenti aveva dichiarato che “una tv per neonati si configura solo come imbonimento e non divertimento”.  Nonostante tutto il progetto è proseguito, e l’A.Ge. ne vuole chiaramente evidenziare i rischi, perché fino a due anni un bambino non ha elaborato sufficienti attività cognitive che lo rendano capace di mediazione, di critica e di scelta.  I neonati e i bambini hanno bisogno di papà, di mamme, di fratelli e nonni con cui giocare; hanno bisogno di contatto, di manipolare, di muoversi, di sperimentare. Proprio nei primi anni si pongono le premesse per lo sviluppo del pensiero, della creatività, delle relazioni interpersonali: Baby TV non potrà che incoraggiare la passività e frenare lo sviluppo psicomotorio. A ciò si aggiungano i rischi per la salute e la predisposizione all’obesità che, secondo molti autorevoli studi scientifici, è indotta dalla prolungata esposizione alla TV. Ancora una volta l’appello è affinché i neonati e i bambini siano rispettati nel loro diritto ad essere piccoli. L’Italia deve compiere ancora molti passi in avanti: l’Istituzione del Garante dei Minori, la piena autonomia e il rafforzamento delle Autorità di Garanzia e Tutela dei minori di fronte ai media, l’aumento di risorse per realizzare vere politiche familiari, insieme a ludoteche, “spazi genitori”, aree urbane verdi accoglienti per le famiglie sono le condizioni per avere, domani, cittadini in salute psicofisica e pienamente attivi. E’ necessaria, inoltre, una incisiva azione di “media education” (educazione ai media e con i media), pressoché totalmente assente nel nostro Paese. La sudditanza alla “TV babysitter” e all’idea che il crescere dei consumi corrisponda al benessere del Paese sono solo frutto della miopia e dell’egoismo di adulti ripiegati su se stessi, che accettano l’idea di mettere al mondo creature teledipendenti, consumatori fidelizzati per i mercati di domani.

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