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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

“Scientiae Munus” sul mistero di Tunguska

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

lago chekoParma 10 novembre alle 17,30 nell’Auditorium di Banca Monte Parma (via Bruno Longhi, 9), il fisico nucleare Giuseppe Longo, presidente dell’Associazione Tunguska, terrà la conferenza “Il mistero di Tunguska: un secolo più tardi”. Nel corso dell’appuntamento si ripercorrerà la storia di questi cento anni di ricerche e di ipotesi, si darà conto dei risultati delle diverse spedizioni che sono andate sul posto e si avanzerà anche una nuova ipotesi sulle cause dell’esplosione. Cosa successe davvero nel 1908 a Tunguska, in Siberia? Un’esplosione enorme, pari a centinaia di atomiche di Hiroshima: 80 milioni di alberi abbattuti su 2150 chilometri quadrati, il boato udito a 1000 chilometri di distanza. Per dare una spiegazione si sono susseguite le ipotesi più diverse: l’ira del dio Ogdy, l’annichilazione di un pezzo di antimateria, reazioni di fusione di materiale cometario, materiale fissile extraterrestre, un micro buco nero, un’astronave aliena, un’esplosione di gas e altro ancora. La più probabile? L’impatto con l’atmosfera di un asteroide o del nucleo di una cometa. Comunque, si è trattato di un evento catastrofico che non ha mai smesso di far parlare di sé, ispirando anche film e libri e mantenendo intatto il suo suggestivo alone di mistero per tutto il Novecento e anche oltre.  Ora, a circa cento anni di distanza, quell’esplosione sarà al centro martedì prossimo del nuovo appuntamento di “Scientiae Munus”, il ciclo di conferenze di cultura scientifica a carattere divulgativo promosso dalla Provincia e dall’Università degli Studi di Parma (Dipartimento di Fisica) in collaborazione con LTT-Laboratorio di Telematica per il Territorio e con Banca Monte Parma.
Giuseppe Longo ha a lungo insegnato all’Università di Bologna ed è uno dei massimi esperti del “mistero di Tunguska”, al quale si è dedicato dal 1991. Sempre nel 1991 ha partecipato alla prima spedizione italiana nel sito dell’esplosione, costituita da esperti in varie discipline (geodinamica, geofisica, geochimica, paleobotanica) di università italiane e russe; diverse altre ne sono seguite, sempre condotte dal Dipartimento di fisica dell’Università di Bologna. I risultati di queste ricerche hanno permesso di identificare 14 elementi quali possibili costituenti del corpo cosmico. (lago cheko)

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