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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Dalla Città Dolente

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

Fondazione1Roma, 20 Novembre 2009, ore 15,00 Teatro del Carcere di Rebibbia, Via Majetti, 70   Colpa, Pena e Liberazione attraverso le visioni dell’Inferno di Dante  Premio “Anima” 2009 – Sezione Teatro  testi e Regia di  Fabio Cavalli  interpreti Cosimo Rega Humberto T. Salazar    Alfredo Ramirez Alberto Tofani  Giovanni Arcuri Leonardo Ligorio  Gennaro Aprea  Antonio  Giannone    Giancarlo Porcacchia  Giancarlo Polifroni Salvatore Pelle Antonio Di Summa   Antonio Frasca Antonio Bumbaca Fiilippo Gibilras  Vincenzo Gallo  Giorgio Sale  Vincenzo Paolo Gallo  Raffaele Petrazzuolo  Francesco Carusone Nunzio De Falco Raffaele Rescigno    Igor Pendiuc Petrov Papusci  Musiche di Scena  Franco Moretti Assistente alla Regia     Paola Ermenegildo Direzione Artistica.  Laura Andreini Salerno  Dopo Natale in casa Cupiello e Napoli milionaria di Eduardo, dopo La Tempesta e l’Amleto di Shakespeare in versione partenopea, dopo la sfida col Candelaio di Giordano Bruno, i detenuti-attori della Compagnia dei Liberi Artisti Associati affrontano l’Inferno di Dante. Dalla Città Dolente, già applaudito da migliaia di spettatori, torna al Teatro di Rebibbia. L’Inferno assomiglia alla descrizione di un antico carcere. I suoi Canti sono carichi di orrore e condanna per le crudeltà umane, ma anche di pietà per gli sconfitti, di sdegno per le vergogne dei potenti e dei loro servi.  La società contemporanea è ancora permeata dalla visione antica del carcere come luogo di espiazione. La Costituzione e il nuovo Diritto Penale rovesciano quest’idea: se il carcere deve esistere, almeno sia il luogo dove si offre una nuova opportunità a chi ha sbagliato.  Scuola e Formazione, Lavoro e Letteratura, Arti e Teatro sono i termini e i contenuti della grande riforma possibile della Pena.  Dalla disperazione dell’Inferno, Dante esce infine “a riveder le stelle”. Dalle nostre “città dolenti”, attraverso la voce degli interpreti detenuti, capaci di appropriarsi della Commedia anche grazie a libere declinazioni dialettali del testo “fiorentino”, emerge una visione diversa del carcere: un percorso nuovo e difficile, poetico ed etico, a tratti comico, attraverso la caduta, la pena, il riscatto. Lo spettacolo ha meritato il Premio “Anima” 2009 – Sezione Teatro, consegnato in Campidoglio lo scorso 13 luglio. (fondazione)

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