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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

61° Anno della Dichiarazione dei diritti dell’Uomo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

Il 10 dicembre ricorre il 61° anniversario della “Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo” per la difesa, soprattutto, di due diritti fondamentali intorno ai quali si discute ancora oggi in Europa : l’art.16 “La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società ed ha il diritto di essere protetta dalla società ed dallo Stato”; l’art.3 “Ogni individuo ha il diritto alla vita”; Queste due definizioni sono avvenute in un periodo in cui il diritto alla vita dei disabili e dei malati mentali era negato con l’eugenetica o con l’eutanasia non solo nella Germania hitleriana, ma anche in altri Paesi occidentali. Il 5 dicembre 2004 indetta dal Governo Berlusconi avvenne la “Giornata Nazionale per la salute mentale” con lo scopo di vincere la discriminazione e respingere pregiudizi e per sensibilizzare i cittadini alla prevenzione e tutela della salute mentale. Il Governo Berlusconi, con il disegno di legge n. 2121 in data 20 febbraio 2009 ha ratificato la “Convenzione per i Diritti delle Persone con Disabilità” adottata dall’ONU nel dicembre 2006, per proteggere diritti civili e politici e per la piena partecipazione alla protezione sociale e la piena eguaglianza, ma ahime! con l’art.2 “in toto” ha dato piena attuazione e non ha avviato precise riserve e tali da escludere ogni riferimento all’aborto, all’eutanasia ,al diritto alla vita, ad ogni metodo o modalità della salute riproduttiva.( art.25  della“Convenzione”. Anche nella ricorrenza del 20 dicembre, voluta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti dell’handicappato mentale si afferma, con altre, che “L’handicappato mentale deve godere in tutta la misura possibile degli stessi diritti degli altri esseri umani e sono tematiche sempre di attualità. Tre date poco ricordate dalle nostre Istituzioni,(occupate come sono in inutili litigiosità), perché nessuno si interessa alla situazione dei disabili” in particolar modo degli handicappati mentali” perché  è una “situazione” che non interessa !nessuno!… Invece questa è una emergenza di notevole intensità, un allarme sociale drammatico ed inquietante. Purtroppo insiste in Italia una confusione morale che determina una esaltazione di “cose marginali”, un “relativismo” disarmante, situazioni troppo lunghe da elencare, invece di preoccuparsi di priorità che interessano da vicino milioni di persone, considerazioni che sarebbe riduttivo dire in difficoltà, ma molto rilevanti, dato il grande disagio sociale e la sofferenza dei “malati” e delle loro famiglie. L’Italia non ha lo strumento giuridico, cioè una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica, il cui provvedimento legislativo racchiuso nel Testo Unificato “Burani-Procaccini” è sparito dall’Agenda Parlamentare fin dall’aprile 2005. Perché?, Ce lo dovrebbe spiegare il Presidente della Camera dei Deputati di “allora”. In Italia da ben 31 anni vi è una lacuna legislativa su questa “materia” perché è carente una iniziativa politica che abbia posto in risalto, dopo la chiusura dei “manicomi”, quella di programmare seri provvedimenti tecnico-sanitari-legislativi in aiuto di questi sofferenti e le loro famiglie. Nel dibattito nella discussione sulla finanziaria 2010 al Parlamento, nessuno ha riconosciuta l’urgenza di interventi finanziari nei confronti dei milioni di cittadini italiani affetti da disturbi psichiatrici di natura ed intensità diversa colpiti da forme di depressione o da schizofrenia. Dato l’andazzo, pensiamo che non se ne parlerà di quello che reputiamo una emergenza nazionale (il “dopodinoi”) e soprattutto non se ne parlerà di necessità economiche delle famiglie dove insiste un sofferente che “guadagna” una “pensione” di euro 253,13 mensili, occupandosi, invece, come si possa “elargire” 274.000 euro annuali ai “manager dello Stato”, od altro!!!, mentre ogni l’handicappato psico-fisico grave dispone di una misero intervento che consente solo di sopravvivere.  Il Parlamento ed il Governo con questo strumento tecnico doveva porre in essere quei mezzi finanziari atti a provvedere strutture alternative di accoglienza di questi malati e non continuare a“scaricare” sulle famiglie e sulla società il “problema!” La nostra Associazione, innanzi a priorità contingentali gravi ed urgenti (assolutamente non valutate), con Ricorso alla “Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” di Strasburgo ha richiesto che si possa richiamare l’Europa dei 27 ad una legge comunitaria uguale e nella stessa misura di validità in tutti gli Stati Europei (dove ogni 3/5 anni viene verificato il provvedimento legislativo in merito). Ma il Ricorso è stato respinto con una motivazione che ci appare inusuale, di “un diritto invocato” (una Direttiva Comunitaria) che non figura tra i diritti e le libertà” (risposta a noi giunta con prot.CEDH-LIT 1.OR CD% PC/ENI/ahu 27.11.2008) Lascio all’opinione pubblica il commento!!!, mentre ci stiamo sentendo essere stranieri nella nostra Patria! Comunque con l’opinione pubblica vogliamo “gridare” la realtà, quella realtà e quei diritti che le Istituzioni vogliono ignorare, ma che l’opinione pubblica vuole sempre ricordare, soprattutto con il diritto di non sentire più chiacchiere inutili. (Franco Previte)

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