Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°30

Berlusconi e le “Cose di cosa nostra”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2009

Editoriale Fidest. Le dichiarazioni del pentito di mafia Spattuzza, riguardanti i rapporti tra i boss apicali della mafia e taluni politici compreso il presidente Silvio Berlusconi, hanno fatto dire all’on.le Mantovani del Pdl Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti con delega all’edilizia abitativa e statale: “Siamo di fronte ad una delle pagine più tristi della democrazia italiana”. L’on.le Mantovani ha ragione. Dobbiamo, tuttavia, fare una riflessione ricordando il nostro recente passato. Una situazione analoga l’abbiamo avuta allorché i pentiti fecero il nome di un politico carismatico, l’attuale senatore a vita Giulio Andreotti tanto che la procura di Palermo aprì nei suoi riguardi un fascicolo. Anche allora Andreotti, come Berlusconi, si difese affermando che il suo governo aveva avuto il primato per la lotta alla mafia e rivendicandone alcuni successi. Per Andreotti la storia finì nel momento in cui il procedimento avviato nei suoi confronti fu prescritto per decorrenza dei termini processuali. Se dovesse reggere questa analogia conclusiva Berlusconi non avrebbe nulla da temere dalla magistratura. L’accusa, nei peggiori dei casi, andrà in prescrizione. Ma se mettiamo da parte l’aspetto giudiziario e guardiamo con un certo distacco la storia dell’Italia repubblicana ci rendiamo conto che la politica in questi 64 anni ha germinato a più riprese tanti uomini politici “in odore di mafia” che all’opinione pubblica appare persino scontato che possa esserci stata una connivenza a tutti i livelli di potere anche se non si può fare di tutta l’erba un fascio. Nel caso Andreotti quello che fece tentennare l’accusa, vista dall’uomo della strada, fu la confidenza di un pentito che parlò di abbracci e baci tra il senatore e Totò Riina. Sembrò tanta assurda che anche gli altri fatti raccontati persero di colpo il segno della veridicità. L’unica speranza per Berlusconi, a questo punto, per sgonfiare del tutto la vicenda, sarebbe quella di avere un pentito che ci parli di abbracci e baci. La caccia è aperta. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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