Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Obama e il Premio Nobel per la Pace

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2009

Solidarietà e Cooperazione Cipsi – Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale di cui fanno parte 45 associazioni – ha inviato una lettera al presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama invitandolo a non ritirare il Premio Nobel per la Pace durante la cerimonia prevista per il 10 dicembre ad Oslo. “Noi abbiamo creduto al suo sogno. Non tradisca questo sogno. Non tradisca le promesse che ha fatto in campagna elettorale – si legge nella lettera che è stata spedita al Presidente -. Gestire una campagna elettorale è molto più semplice che gestire il potere. È molto più facile promettere, che mantenere le promesse – Ma la civiltà non la si costruisce con le promesse. Neppure con il potere. La si costruisce garantendo pari dignità e rispetto a tutti gli esseri umani”. Il Cipsi ricorda che, tra le promesse elettorali di Obama, premiate nelle intenzioni anche dall’assegnazione del Nobel per la pace, erano previsti il ritiro delle truppe dall’Iraq entro 16 mesi senza mantenere basi permanenti nel paese, la chiusura del centro detentivo di Guantanamo Bay, l’apertura di relazioni diplomatiche con paesi come Iran e Siria, per perseguire la pacifica risoluzione delle tensioni. Tutte promesse fino ad oggi disattese. “Quali sono le sue vere intenzioni di Pace, caro presidente? – prosegue la lettera -. Non basta avere dubbi se si merita o meno un premio Nobel per la pace, attribuito alle intenzioni e a promesse, non mantenute! Al momento anche tradite! Se il sogno: ‘si, noi possiamo’ non era una beffa, le chiediamo di non tradirlo e di impegnarsi a ritornare a ritirare un premio così importante quando Guantanamo sarà chiusa. Quando in Iraq, le truppe saranno tornate a casa. Quando saranno tornate dall’Afghanistan. Quando saranno abolite le mine antiuomo. Quando anche gli Stati Uniti avranno messo al bando ogni strumento di morte, come le mine antiuomo che stroncano la vita e distruggono i corpi di tanti bambini e tante donne ed uomini”.“Allora, e solo allora – conclude la lettera – il nome di Barack Obama sarà veramente scritto nella storia della Pace. Sarà scritto a fianco di nomi come Martin Luther King Jr., Madre Teresa di Calcutta, Nelson Mandela e tanti altri, con quell’inchiostro della storia che nessuno saprà e potrà mai cancellare. Si impegni davanti al mondo a ritornare. Allora manterrà vivo il sogno. Si, insieme possiamo”. http://www.whitehouse.gov/contact/

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