Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Berlusconi: 15 milioni di ragioni

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2009

Editoriale Fidest. Giorni fa ad Otto e mezzo mi ha colpito l’insistenza dell’on.le Capezzone nel ribadire che bisogna lasciar governare a chi come il presidente Berlusconi ha ottenuto 15 milioni di preferenze nelle ultime elezioni politiche. Non è che avesse torto ma mi frullava, in pari tempo, nella testa una lettera che mi è pervenuta da parte di un elettore che ha spiegato il suo voto al cavaliere, pur essendo di sinistra, ma perché dissentiva dal suo partito. Un voto di reazione, quindi. Non sta a me fare il contabile e cercare di estrapolare il voto convinto da quello di protesta o di altra natura. Non è questo il punto. Intendo, semmai, riaffermare un mio vecchio convincimento che è quello di addebitare al centro-sinistra che io vedo rappresentato, se stiamo agli attuali schieramenti, da Casini a Bertinotti e giù di lì, la causa prima di un successo personale così ampio di un loro avversario. Mettiamoci nei panni, anche se si afferma che la politica la masticano non più di 4 milioni di elettori mentre gli altri si lasciano “trascinare” dalle suggestioni del momento, di chi è posto al cospetto di una opposizione che ha il “verme solitario” tanto che più mangia e più dimagrisce. Una opposizione che vediamo ma come se fosse invisibile. Una opposizione che dovrebbe fare quadrato sulle proposte e sui contenuti ed invece si perde in chiacchiere o in sterili polemiche. Una opposizione che si prende “pesci in faccia” anche quando, come è accaduto nella manifestazione anti-berlusconiana di sabato scorso, avrebbe dovuto incassare applausi e consensi. E volete che “questo uomo qualunque” diventato elettore possa credere di poter affidare a cuor leggero le sorti del paese a chi sa ritrovarsi solo per litigare e di brutto per giunta? Possibile che la storia non ci è maestra? Se partiamo dagli anni che seguirono la grande guerra, diciamo dal 1918 in poi, cosa portò il fascismo al potere? L’incapacità delle forze politiche di trovare un’intesa per contrastare con efficacia l’avanzante fascismo. Cosa ha impedito, dopo decenni di anticamera, al Pci negli anni ’90 ad andare al potere? L’idea che non fosse necessario cambiare pelle, anche se il muro diroccato di Berlino li stava a giudicare. Non servì mandare in pensione la Dc, sia pure per via giudiziaria. Non servì perché nel frattempo l’opinione pubblica aveva recepito il nuovo messaggio e loro no. Berlusconi ebbe solo la fortuna di trovarsi al momento giusto sotto l’albero della cuccagna per raccogliere il gustoso frutto. Ma siamo certi che questa opposizione abbia capito la lezione? Non credo. Lo testimonia la segreteria Bersani. Allora diciamoci pure: lunga vita a Berlusconi non perché è l’uomo del destino ma… a buon intenditor non serve andare oltre. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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