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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

L’eccesso calorico dei menù delle feste

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2009

Dicembre e gennaio sono i mesi in cui si registra un aumento statistico dei casi di infarto e di ictus cerebrale. “Nei mesi invernali, e in particolare nel periodo natalizio, nei Paesi industrializzati, i casi di infarto aumentano di una quota che va dal 30% al 55% – sottolinea il prof. Sergio Coccheri, ordinario di Malattie Cardiovascolari dell’Università di Bologna e Presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Grana Padano – Anche i casi di ictus cerebrale mostrano un aumento della stessa entità, e nei mesi freddi, in base agli ultimi dati elaborati dal gruppo del prof. Manfredini dell’Università di Ferrara, si stima inoltre che in Italia vi siano almeno 8000 casi di TIA (accessi ischemici transitori) in più rispetto al resto dell’anno”. Principali imputati di questo preoccupante fenomeno sono l’aumento del desiderio di cibo determinato dalla ridotta esposizione alla luce solare e il maggior consumo di cibi ad alto tenore calorico, tipico della stagione fredda e del periodo festivo. “In questo periodo dell’anno la circonferenza addominale tende a crescere e questo ha conseguenze negative in quanto si tratta di un importante fattore di rischio di eventi cardiovascolari – aggiunge Coccheri – L’aumento della circonferenza vita infatti si accompagna spesso a maggiori livelli di colesterolo e di grassi nel sangue, a valori elevati di pressione arteriosa” e ad un peggioramento della glicemia, specie nei diabetici”.  La crescita del consumo di alimenti ad alto tenore calorico durante le feste è stata registrata in modo preciso dall’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano (OGP).  “Secondo i dati dell’Osservatorio, in inverno il consumo di frutta secca (arachidi, mandorle, nocciole, noci, pistacchi) aumenta del 50%, il consumo di cioccolato del 58% e quello di burro del 47%, mentre di maionese se ne consuma addirittura l’80% in più rispetto al resto dell’anno – spiega la dott.ssa Maria Letizia Petroni medico nutrizionista clinico dell’Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo (VB) e Coordinatore Scientifico dell’Osservatorio Grana Padano – Sempre in questo periodo dell’anno, si verifica un aumento nel consumo di salsiccia e mortadella del 38%, di salame e coppa, del 26%, di pasta all’uovo ripiena, del 16%. Gli effetti negativi di una simile dieta sono potenziati anche da una maggiore sedentarietà tipica dei mesi freddi e dall’eccessivo riscaldamento degli ambienti che ostacolano l’attivazione del grasso bruno, che è quello  che permette la dissipazione di energia sotto forma di calore”.

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