Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Politiche formative lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2009

“Nell’esprimere apprezzamento per l’apertura, da parte del Governo, di un confronto con le Parti sociali sul tema delle politiche formative rivolte a lavoratori inoccupati, disoccupati e cassaintegrati, e nel condividere le linee guida per la formazione 2010, ci riserviamo, comunque, di approfondire il documento, ad esse collegato, il “Rapporto sul futuro della formazione in Italia”, al fine di offrire un contributo critico positivo alla dialettica in materia.” E’ quanto ha detto il Presidente dell’Unci – Unione Nazionale Cooperative Italiane – Paolo Galligioni nel corso del suo intervento a Palazzo Chigi sulle linee guida condivise per la migliore efficacia delle attività formative per inoccupati, disoccupati e lavoratori costretti a periodi di inattività, pur mantenendo un rapporto di lavoro, quale sviluppo dell’Intesa Stato-Regioni del febbraio 2009. “Riteniamo – ha aggiunto il Presidente Unci – che tali tematiche vadano sviluppate anche su un piano culturale creando una più stretta rete tra tutte le istituzioni coinvolte, e quindi Governo, Parti sociali, Imprese e gli Istituti Universitari e le Agenzie formative. Come più volte sottolineato dall’Organizzazione, vanno incentivati gli interventi per politiche attive di formazione e del mantenimento della capacità di un efficace reinserimento, oltre che il sostegno, vero e proprio, dei lavoratori che escono dal mondo del lavoro. L’Impresa, in tale ambito, ha un ruolo importante quale soggetto formatore, come sottolineato anche nelle conclusioni del citato “Rapporto” del Governo. Per quanto riguarda l’ambito cooperativo, si rileva la necessità di rifinanziare la legge 127/71, rivolta proprio alla formazione in materia”. “Ed inoltre”, ha sottolineato Galligioni in conclusione del suo intervento, “l’importanza di incrementare, senza costi per la collettività, il prelievo sugli utili delle imprese cooperative, aumentando l’attuale 3% esistente previsto dalla L. 59/92 e rilanciare l’occupazione partendo dalla rilevazione delle nuove esigenze di competenze professionali emergenti in sede territoriale, mediante il coinvolgimento degli stakeholders, in un’ottica di sviluppo locale. Tutto ciò, anche in termini di sostenibilità ambientale, in stretto collegamento con il settore del terziario e con la produzione agroindustriale.”

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