Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Anziani e povertà

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2009

Lettera al direttore. Ci scrive Giovanni D’Agata Componente dipartimento Tematico Nazionale “Tutela dei Consumatori”: “Una vecchietta che fruga in un cassonetto alla ricerca di qualcosa da mangiare: un’immagine che, purtroppo, sta diventando sempre più frequente nelle nostre città. La crisi economica mondiale che incombe, che non impedisce ai più ricchi di continuare ad acquistare auto di lusso, telefonini di ultima generazione, televisori sempre più avveniristici, miete sempre più vittime tra i poveri, e tra essi i primi ad essere colpiti sono gli anziani, quelli che per oggettive difficoltà fisiche non sono in grado di dare adeguate risposte alle difficoltà sempre crescenti. Sono sempre di più gli anziani che non riescono, con le misere pensioni di cui dispongono, a fare fronte a tutte le esigenze della vita quotidiana, a tutte le spese, le tasse, gli affitti, ed ogni giorno sono sempre di più quelli che valicano la fatidica soglia della povertà. La struttura dello stato sociale italiano, improntata ad una ipocrita copertura dei bisogni, piuttosto che ad una seria risoluzione degli stessi, non è  in grado di affrontare questo impatto, e quindi assistiamo a questi spettacoli indegni, che eravamo abituati a vedere, finora, solo nelle grandi città americane. Solo che ora gli U.S.A., nell’era Obama, stanno correggendo forse la loro più grande contraddizione, dotando il loro sistema di servizi sociali di una struttura di sanità pubblica, che finora non c’era, e segnava negativamente per altri versi l’avanzatissima democrazia americana. Noi, invece, nel frattempo, ci stiamo precipitando nella corsa a fare nostri gli aspetti più negativi di essa. Ciò non può fare parte della nostra cultura, della nostra tradizione, che sono improntate alla solidarietà, come ci hanno insegnato generazioni di nostri antenati: la democrazia italiana non può sopportare l’impatto di queste nuove povertà abbandonate a se stesse, perché, accettando senza far nulla questi spettacoli, rinnegherebbe le proprie origini, le proprie basi fondanti, snaturandosi. Abbiamo l’obbligo di recuperare la solidarietà sociale in maniera vera, giusta ma soprattutto concreta.  Non dimentichiamo, tutti, che gli anziani di domani siamo noi”.

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