Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 19

Il decentramento federalista

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2009

Il decentramento istituzionale e territoriale non può non condurci verso l’affinamento dei compiti operativi purché si svolga nella coesione e nella solidarietà. E’ un processo, non dimentichiamolo, che può opportunamente accrescere la responsabilità degli enti decentrati nelle politiche dell’entrata e della spesa, ma non deve dare luogo a duplicazioni o, comunque, ad aumento dei costi amministrativi. I vantaggi del decentramento si misurano proprio su questa lunghezza d’onda nello sviluppo della sussidiarietà. Presuppone alcune fondamentali funzioni dello Stato, o la segmentazione del mercato nazionale, per provocare l’abbassamento dei livelli di concorrenza secondo una generale supremacy clause. In altri termini dobbiamo associare all’autonomia regionale che intendiamo conferire con le leggi di riforma istituzionale la capacità di aumentare l’efficienza dell’Amministrazione, per meglio rispondere alle esigenze dei cittadini, per irrobustire l’unità nazionale. Oggi questa strada è percorribile se vi aggiungiamo opportuni accorgimenti lungo il suo tratto per rendere più agevole la percorrenza a chi la imbocca. Pensiamo all’alta formazione, al modo di facilitare il decollo dei settori più innovativi e al modo di contribuire allo sviluppo di quelli tradizionali. La capacità di competere, in sistemi sempre più aperti, dipende in misura rilevante dalla formazione universitaria e professionale e dalla ricerca scientifica. Dobbiamo anche, politicamente, avere il coraggio di saper tagliare i rami secchi ovvero quelli che generano nella macchina amministrativa dei doppioni inutili. Pensiamo alle Province la cui eliminazioni era stata prevista fin dagli anni settanta e poi accantonata più per motivi di convenienza politica che per ragioni di efficienza amministrativa nella suddivisione dei compiti locali. Avere un modello di decentramento che fondasse il suo nucleo operativo attraverso la regione, il consorzio di piccoli comuni attigui per concentrare le funzioni amministrative di routine e il comune come ultimo anello della catena istituzionale, ci offrirebbe l’opportunità di razionalizzare al meglio le nostre risorse e favorirebbe l’introduzione di una più alta dose di innovazione tecnologica e di poter operare nel mercato globale, anche con investimenti di capitale fisico limitati. (A.R.)

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