Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Il ruolo delle organizzazioni non profit

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2009

Vale, innanzitutto, conoscere le dimensioni. Si stima che le contribuzioni monetarie in un anno rivolte al settore nonprofit negli Usa ammontano a 122,6 miliardi di dollari e che il valore monetario del lavoro volontario fornito a queste organizzazioni ammonta a 182,3 miliardi di dollari e che più del 90% delle contribuzioni è costituito da contributi personali. In Italia le organizzazioni nonprofit sono state sostenute da 303.000 volontari pari a circa il 3% del totale della forza lavoro nazionale attiva. Le loro principali fonti di finanziamento sono rappresentate  dalla contribuzione dei soci. Dal totale dei finanziamenti ottenuti risulta che al primo posto risultano le organizzazione impegnate nell’ambito dei diritti civili, seguite dalle filantropiche e dalle ambientaliste. Si avverte in tutto ciò una costante nella natura umana che tende a rivolgere la sua attenzione sulla necessità che si debba fare qualcosa per una migliore ridistribuzione delle risorse. E’, ovviamente, ancora molto poco e quel poco, misurato in termini volontaristici, diventa persino dispersivo. Se si analizzano gli stimoli che sono all’origine di tali comportamenti si rileva che a volte la molla che scatta negli individui è quella di aver fatto il proprio dovere, mentre in altri casi emerge una sorta di “social interaction” nella quale la soddisfazione dell’individuo altruista dipende direttamente dalla soddisfazione di un altro o di altri individui. In pratica l’individuo altruista avrebbe tutto l’interesse a comportarsi in modo cooperativo nei confronti di un altro soggetto in quanto ne trarrebbe un vantaggio diretto in termini di soddisfazione. Un’ultima considerazione spetta a quella fascia di persone che adottano un determinato comportamento all’interno delle proprie comunità, non tanto da una sua personale convinzione, quanto piuttosto dal timore di incorrere, in caso di disobbedienza ad un definito codice comportamentale, in una sanzione sociale espressa in termini di perdita di reputazione. In buona sostanza si trae da tutto ciò la convinzione che l’individuo decide di cooperare con gli altri soggetti o di contribuire al finanziamento di un dato bene pubblico se e solo se percepisce che anche gli altri fanno lo stesso.

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