Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

La differenza tra Pd e Pdl

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2009

Editoriale fidest. Vorrei parlare solo di una circostanza che penso possa aver influito sui voti elettorali, per un 5%, secondo alcuni sondaggi d’opinione. Mi riferisco alla leadership e alla tendenza di alcuni italiani di giudicare la tenuta di un partito in base alla figura del loro leader. Berlusconi, ad esempio, è da 15 anni che si propone ed è diventato, in pratica, un punto di riferimento costante nel tempo, una sorta di valore aggiunto per il suo movimento. Non si può dire la stessa cosa per il Pd che, in altrettanti 15 anni, è passato da Prodi ad Amato e poi D’Alema e ancora Prodi e, quest’ultimo, mentre era in carica da presidente del consiglio, già si proponeva un suo successore in Francesco Rutelli e poi alla fine, con l’ultima tornata, si è passati da Walter Veltroni a Franceschini e a Bersani. Non entriamo nel merito delle ragioni che hanno determinato questa diversità che per il Pd significa maggiore democrazia interna, rispetto per il voto delle primarie e necessità di contemperare gli equilibri interni e se vogliamo i giochi di potere che nelle ultime primarie sono apparsi evidenti poiché parliamo della recente fusione di due partiti di diversa estrazione ideologica. Ma la differenza tra il Pd e il Pdl è ancora più marcata in quanto Berlusconi si è posto come unico interlocutore mentre gli altri hanno dovuto giocare di rimessa. Per questi ultimi gli argomenti andavano affrontati con cautela, meglio dire e non dire, e una volta al governo del paese sono rimasti ingessati dai veti incrociati dei loro alleati. Ora mettiamoci pure nei panni di un elettore che pur critico con il Centro destra si è reso conto che trovandosi nella spiacevole posizione di chi si trova tra l’incudine e il martello ha preferito subire il colpo meno duro anche perché il centro sinistra nei suoi brevi sprazzi al governo non si è caratterizzato per la sua attività rispetto all’opposizione. Non ha mostrato di capire gli umori elettorali. Ancora oggi fa un uso limitato della comunicazione mediatica per la sua incapacità di proporsi con idee e programmi chiari. Bersani per quanto possa avere molti meriti, è percepito dagli elettori come chi cerca di gestire il salvabile ma non ha la grinta del leader. Con lui si resta all’opposizione. Il suo destino sarà di rimanere compresso tra personaggi più intraprendenti come lo sono Pier Ferdinando Casini, Antonio Di Pietro, lo stesso Fini e Francesco Rutelli. E non è detto, alla fine, che il Pd si sgonfierà da solo perdendo pezzi sempre più importanti per quella che potrà diventare l’accoppiata vincente Casini-Rutelli e per quella loro idea di catturare gran parte delle forze di centro ivi compresa un frangia degli elettori del Pdl. Questo perché già si pensa al dopo Berlusconi e all’idea che affascina molti di fare terra bruciata con il passato. Chi ce lo ricorda diventa automaticamente obsoleto e dovrebbero capirlo i “mostri sacri” che continuano a fare le eminenze grigie nei corridoi del Palazzo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: