Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 27 dicembre 2009

La Spezia: popolazione alluvionata

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

La Segreteria Provinciale della Spezia dell’Italia dei Valori desidera esprimere la propria solidarietà a tutte le persone ed alle imprese che sono state coinvolte dalla alluvione del Fiume Magra o da altri danni causati dalle frane alluvionali in altre parti del territorio nei giorni precedenti il Natale e che sono a tutt’oggi impegnate a ripristinare una situazione di normalità. Tuttavia il rischio idrogeologico, come testimonia la recente indagine realizzata nell’ambito di “Operazione fiumi 2009”, pubblicata nel mese di dicembre, campagna nazionale di monitoraggio, prevenzione e informazione per l’adattamento ai mutamenti climatici e la mitigazione del rischio idrogeologico di Lega Ambiente e del Dipartimento della Protezione Civile, è stato fortemente condizionato dall’azione dell’uomo e dalle continue modifiche del territorio che hanno, da un lato, incrementato la possibilità di accadimento dei fenomeni e, dall’altro, aumentato la presenza di beni e di persone nelle zone dove tali eventi erano possibili e si sono poi manifestati, a volte con effetti catastrofici. L’abbandono dei terreni montani, l’abusivismo edilizio, il continuo disboscamento, l’uso di tecniche agricole poco rispettose dell’ambiente, l’occupazione di zone di pertinenza fluviale, l’estrazione incontrollata di fluidi (acqua e gas) dal sottosuolo, il prelievo abusivo di inerti dagli alvei fluviali, la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua hanno sicuramente aggravato il dissesto e messo ulteriormente in evidenza la fragilità del territorio italiano.  E’ indispensabile una costante campagna d’informazione per la prevenzione dei rischi legati al dissesto idrogeologico, condotta dalla Provincia, monitorando le azioni delle Amministrazioni Comunali nel cui territorio si trovano le aree potenzialmente a rischio idrogeologico più elevato, identificate nei piani straordinari approvati e nei piani stralcio per l’assetto idrogeologico, adottati o approvati, come riportato nello studio del Ministero dell’Ambiente e Unione delle Province Italiane pubblicato nel 2003. La Provincia deve intervenire nella redazione dei piani di emergenza – che devono essere aggiornati e conosciuti dalla popolazione, perché sappia esattamente cosa fare e dove andare in caso di emergenza – nonché nell’organizzazione locale di protezione civile, al fine di garantire soccorsi tempestivi ed efficaci in caso di alluvione o frana.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Roma: trans uccisa

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

“Il cadavere di una trans, rinvenuto dalle autorità in un sacco della spazzatura su una sponda del Tevere a Ostia Antica, propone ancora, tragicamente, domande inquietanti riguardo alla situazione di pericolo in cui versa oggi la comunità transgender, dopo lo scandalo che ha rivelato intrecci pericolosi fra politica e criminalità” affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’organizzazione per i diritti umani Gruppo EveryOne. “Chi sa o muore, o è costretto a fuggire alla chetichella, oppure a tacere, raggiunto da intimidazioni e minacce gravi. La condizione delle persone trans straniere e senza permesso di soggiorno è ancora più grave,” continuano gli attivisti, “perché ai pericoli derivanti da possibili scandali sessuali, con coinvolgimento di politici e autorità, si aggiunge la loro condizione di ‘invisibili’, una condizione creata dal famigerato pacchetto sicurezza. Il suicidio della persona trans 34enne, verificatosi il giorno di Natale nel Cie di via Corelli a Milano, è il più recente tassello di un disegno preoccupante, che pone la comunità transgender in uno stato di ansia e pericolo; ma i casi che autorità e media hanno fino a oggi sottovalutato sono decine”, spiegano Malini, Pegoraro e Picciau. “Basti pensare alle aggressioni violentissime di persone trans avvenute a Roma  il 15 ottobre scorso, agli innumerevoli atti di intemperanza e violenza contro la comunità transgender, fino al duplice omicidio di Gianguarino Cafasso, protettore di prostitute trans, e della povera Brenda, colpevole di conoscere e frequentare  nomi molto in vista”. Attivisti del Gruppo EveryOne e di altre organizzazioni umanitarie stanziati a Milano, Roma e in altre città italiane segnalano in questo periodo retate da parte delle autorità nelle zone frequentate da persone trans extracomunitarie. “Quando non hanno il permesso di soggiorno,” raccontano i rappresentanti di EveryOne, “vengono caricate su cellulari e condotte nei Centri di identificazione ed espulsione, dove rimangono fino a sei mesi, in condizioni disumane e a rischio di abuso, mentre i centri negano l’ingresso alle associazioni umanitarie che vorrebbero offrire loro solidarietà e assistenza.  In particolare a Roma, dove è esploso qualche tempo fa il caso Marrazzo, sembra quasi che si cerchi di far piazza pulita, per quanto riguarda le trans”. Il Gruppo EveryOne fa notare che nessun programma di assistenza e nesun numero verde è stato istituito per consentire alle persone trans che conoscono gli intrecci fra politica e criminalità di essere tutelate; al contrario, in Italia vengono intimidite e ammazzate senza che nessuno alzi un dito. E’ importante” concludono i presidenti dell’organizzazione, “che Marrazzo e gli altri politici coinvolti parlino e comunichino alle autorità i nomi di chi potrebbe essere mandante degli omicidi (di Brenda e del caso di oggi, risalente almeno a un mese fa) ovvero dei politici che frequentavano le vittime. E’ importante che si isituiscano forme di tutela per le persone trans che possono aiutare le autorità a identificare i mandanti e gli esecutori, con programmi di protezione, e che si sospendano le retate, che ottengono il solo sciopo di allontanare tanti potenziali testimoni”.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Riflessioni davanti al caminetto

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Editoriale Fidest. Approfitto di queste festività per soffermarmi su alcune riflessioni che mi sono state inviate da Rosario Amico Roxas da Don Curzio Nitoglia, da Sante Pisani e da quelle estratte dai miei lavori sui temi di politica, sociali, filosofici e teologici. Ho pensato, in proposito, di ricostruire idealmente la stessa scena che ho prefigurato in uno dei miei racconti dove alcuni amici, che le circostanze della vita hanno tenuto lontano, si ritrovano durante le festività di fine anno. Lo hanno fatto sedendo intorno a un caminetto in una fredda sera d’inverno. Si riscaldano al fuoco attizzato generosamente dal padrone di casa e la tenue luce che la fiamma irradia a tratti rischiara la scena e lascia intravedere il calore che le parole infiammano i loro volti. Sono amici che nella realtà, possono ritrovarsi solo scrivendosi, possono immaginare un luogo d’incontro solo virtuale. Sanno che le loro parole sono come il vento che fischia tra i rami della foresta e si disperde nella pianura, ma lascia poca traccia di se perché arriva e passa. Ma come l’aria per respirare, l’acqua per dissetarsi e il cibo per alimentarsi, essi sanno che l’umanità da sempre ha tenuto da conto quella forza che viene dal pensiero, l’idea di costruire una società che affranchi l’uomo dal bisogno e lo riempia di spiritualità. Loro, nel piccolo, sperduto angolo del mondo, minuti anch’essi come granelli di sabbia in un vasto deserto parlano, si confrontano, si accalorano, danno alla vita un senso, cercano di trasmetterlo, in qualche modo, agli uditi più sensibili e meno distratti. Forse pensano alla pausa che anche gli esseri umani più indaffarati si concedono per guardare l’albero di Natale, il presepe e nel concedersi un minuto alle proprie riflessioni, ai propri ricordi e nel fare il punto sulla storia della propria vita, dei propri cari e nel modo come si sono collocati nella famiglia e nella società e nella loro capacità di fare come l’atleta in una staffetta che cede il testimone al compagno che l’attende al varco per continuare la corsa. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La globalizzazione culturale

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Lo stravolgimento dei valori insiti nell’uomo ha modificato tutta l’architettura dello sviluppo umano, confinandola dentro un mondo materiale, a senso unico, che ha inglobato nei suoi ingranaggi anche le coscienze. In questa nuova architettura c’è una frattura verticale che separa il mondo Occidentale, che dello sviluppo tecnologico ha fatto il fulcro della sua storia contemporanea, dal resto del mondo; dalla parte occidentale c’è una società massificata, dedita al capitalismo più sfrenato, in grado di condizionare l’autonomia dell’individuo; dall’altra parte il resto del mondo, che non riesce a percepire di essere diventato ostaggio della prima in una corsa insensata verso il progresso, identificato esclusivamente con il progresso della tecnologia. La società occidentale capitalistica ha ridotto ogni valore a merce di scambio, a bene di consumo, con le leggi dell’economia e del profitto che vengono privilegiate nei confronti delle leggi della natura, della pacifica convivenza e della solidarietà fra tutti i popoli. Le  idee  e, quindi,  le ideologie, hanno  perso  il  loro peso sulla coscienza, sostituite   con l’anti-idea della modernità; una modernità che ha colpito al cuore le coscienze, iniettando una fede cieca in una tipologia di ragione che, pretendendo di rendere gli uomini padroni di sé e della natura, li ha precipitati in un baratro irrazionale.  La conoscenza scientifica si è ridotta ad una mera ricerca quantitativa, molto attenta alla correttezza formale, ma non ai contenuti, diventando, così, uno strumento della società capitalistica, che ha incarcerato nei suoi ingranaggi le coscienze e con esse lo sviluppo della centralità dell’uomo.  La frattura verticale della nuova architettura dello sviluppo si aggrava ulteriormente, in quanto inizia il percorso con  l’esercitare il dominio dell’uomo sulla natura, ma sfocia, ineluttabilmente, nella volontà di dominio dell’uomo sull’uomo,  della struttura sociale sulla struttura individuale. Anche la cultura ha smarrito la sua autonomia e si è trasformata in una “industria culturale”, che sfrutta ogni bene solo a fini commerciali e soffoca ogni libertà di scelta e di analisi individuale; prevale la dittatura del pragmatismo capitalistico, che dà valore solo a ciò che ha successo commerciale. L’alternativa alla “industria culturale”, che stratifica ogni manifestazione culturale in una categoria omogenea e acritica, resta il Nuovo Umanesimo, testimone dell’esistenza, nel cuore degli uomini, di qualcosa che non si può piegare alla “volontà di potenza” del mondo capitalistico, di qualcosa che è sopravvissuto alla stratificazione massificante degli interessi materiali. (Rosario Amico Roxas)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Maltempo in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Tutta la penisola, in questi giorni, è stata attraversata dal cattivo tempo. Alcune regione ne hanno risentito più delle altre come la Liguria e la Toscana. In quelle località vi è stata l’allerta per fiumi e frane e diverse zone sono finite sott’acqua provocando centinaia di sfollati. In Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia vi sono state precipitazioni intense, ma la situazione è stata tenuta sotto controllo. In montagna, in specie sulle Dolomiti il pericolo valanghe ha alzato il livello di guardia per i soccorritori, data la notevole presenza di sciatori. Abbiamo avuto anche una vittima in Alto Adige con un ragazzino di 12 anni morto per una slavina. In Trentino, nell’Alta Valle di Fassa, in seguito ad una  valanga, quattro soccorritori sono stati dichiarati dispersi nel corso di una ricerca per due turisti di cui non si avevano tracce. A Venezia, nella notte di Natale, l’alta marea ha raggiunto il metro e mezzo. I disagi sono stati avvertiti, maggiormente, sull’isola di Burano, In queste ultime ore l’allerta meteo della Protezione civile riguarda le perturbazioni del Centro-Sud mentre al Nord è previsto un miglioramento generalizzato.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Uomini”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

E’ il brano che i Formadonda presentano alle selezioni per la  60ª edizione del Festival di Sanremo nella categoria Nuova Generazione Il gruppo vocale Formadonda composto da tre cantanti Toscani ed una Emiliana: Alexander  Tempestini, Federica Avella, Marco Polidori e Teo Giannotti si propone per la prima volta al  pubblico del Festival della Canzone Italiana con il brano UOMINI, scritto da Franco Fasano e  Fabrizio Berlincioni, un brano che mette in luce i comportamenti degli uomini, regalando allo  stesso tempo emozioni profonde.  In base al nuovo regolamento emanato dall’organizzazione del Festival è possibile ascoltare i brani  già pubblicati sul sito ufficiale del Festival nella categoria Nuova Generazione. Dunque se il brano è di vostro gradimento potrete votarlo sul sito della Rai, per sapere il  link esatto basta andare sul sito ufficiale del gruppo http://www.formadonda.it (formadonda)

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un musicista italiano nella Germania delle due Guerre

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Barletta 29 dicembre presso la Sala Athenaeum, via Madonna degli Angeli 29.  presentazione del progetto dell’Istituto Musica Judaica, con il patrocinio dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia sul pianista, compositore e direttore d’orchestra Renato Virgilio (Barletta 1879 – Wiesbaden 1959) interverranno Grazia Tiritiello presidente Istituto Musica Judaica, Barletta Renato Russo scrittore, editore, Paolo Candido direttore d’orchestra,  Francesco Lotoro pianista, Lucio Galante Docente Storia dell’Arte Moderna, Università del Salento Il 2009 è stato il 130esimo anniversario di nascita e 50esimo di morte del pianista, direttore d’orchestra e compositore barlettano Renato Virgilio.  Alla presentazione del progetto interverranno il presidente dell’Istituto Musica Judaica Grazia Tiritiello, lo scrittore ed editore Renato Russo, il ricercatore dell’opera di Virgilio e direttore d’orchestra Paolo Candido, il pianista Francesco Lotoro ed infine il Prof. Lucio Galante, docente di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università del Salento nonchè nipote di Renato Virgilio. Durante la serata il soprano Anna Maria Stella Pansini eseguirà alcuni brani musicali di Renato Virgilio.
Renato (al secolo Michele Ignazio) Virgilio nacque a Barletta da Francesco Paolo e Anna Maria  Napolitano il 27 agosto 1879.  Intraprese gli studi musicali sotto la guida del maestro barlettano Vincenzo Gallo (1861–1941) proseguendoli presso il Conservatorio S. Pietro a Maiella di Napoli sotto la guida di Paolo Serrao (1830–1907), primo musicista a diplomarsi in Composizione presso il Conservatorio napoletano.  Di Virgilio rimangono numerosi lavori sinfonici, pezzi pianistici, un arrangiamento orchestrale di Zazà di R. Leoncavallo, Lieder per canto e pianoforte, diverse opere teatrali e naturalmente il suo capolavoro: Jana. Il direttore d’orchestra Paolo Candido e il pianista Francesco Lotoro sono riusciti a ritrovare numerose sue opere, carteggio epistolare, materiale fotografico e cartoline che amava spedire da ogni hotel presso il quale alloggiava durante le sue tournéès. (renato virgilio)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La democrazia a corrente alternata

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Parlare della situazione politica italiana non è un’esercitazione accademica. Anzi gli avvenimenti degli ultimi mesi ripropongono in termini ancor più pressanti l’opportunità di una lucida analisi della stessa. Tutti abbiamo assistito sgomenti alle recenti rivelazioni relative ad alcuni episodi che hanno coinvolto personaggi politici di rilievo nazionale. Dalle Escort ai/alle Trans, da Spatuzza a Di Pietro, Da Santoro a Tramaglia, da Rosy Bindi ai fuori onda di Fini, da Napolitano a Berlusconi. Da parte di alcuni c’è la tendenza a sottovalutarli, relegandoli nell’ambito di un privato in cui nessuno è legittimato ad entrare. “Vizi privati e pubbliche virtù”: è lo slogan ormai di moda, con cui purtroppo anche tanti italiani sembrano essere d’accordo. Tuttavia qui c’è un dato che non può essere ignorato poiché riguarda il futuro delle istituzioni democratiche. Infatti, una democrazia che non può più richiamarsi ad un bagaglio di valori validi incondizionatamente, che cioè è priva di presupposti etici universalmente condivisi e non negoziabili, è destinata prima o poi a degenerare nella tirannide.  Questo rischio sembra oggi reale non solo per la democrazia italiana ma più in generale per tutte le democrazie occidentali. La situazione in cui ci troviamo viene da lontano ed è l’esito di un processo profondo di secolarizzazione (nell’accezione negativa del termine) della società, in cui ogni riferimento alla dimensione valoriale come fonte trascendente di valori viene ritenuto un ritorno ad uno stadio di minorità di cui l’essere umano, ormai divenuto adulto, deve poter fare a meno. I valori diventano relativi al soggetto, che li stabilisce sulla base delle proprie preferenze. La convivenza sociale viene garantita unicamente dal consenso sulle regole formali atte ad impedire che gli interessi contrapposti conducano ad uno stato di conflittualità tale da degenerare nella guerra di tutti contro tutti tendente al volgere di oggetti contundenti in faccia al Presidente del Consiglio ed a tentativi di aggressione al Santo Padre. Secondo questa concezione la politica non mira più al bene comune ma si riduce alla codificazione e al rispetto delle norme che impediscano lo scatenarsi della violenza bruta. Ne consegue che nell’agire politico alla passione per l’ideale subentra ultimamente la ricerca di uno spazio di potere che consenta di far valere le proprie ragioni nell’arena della lotta per il primato. Si capisce dunque, per restare al caso italiano, perché la scena sia dominata da faccendieri, cortigiani e cortigiane, intellettuali organici e adulatori di ogni risma. Ora il pericolo sta nel fatto che la società civile finisca per assuefarsi completamente a questo stato di degrado morale, ritenendo che la politica risolta in gestione tecnica e/o demagogica del potere ne definisca l’essenza. Pericolo nemmeno tanto lontano quando una larga fetta dell’elettorato, che peraltro non è la maggioranza degli italiani, valuta positivamente provvedimenti legislativi ispirati esclusivamente al principio, demagogicamente utilizzato, della sicurezza del cittadino minata, invero da neurolabili (in autonomia o indotti) che agiscono riuscendo a superare i cordoni di sicurezza in Milano Piazza Duomo prima e nella Basilica di San Pietro poi. C’è tuttavia un elemento che deve preoccuparci più di tutto il resto. E’ il messaggio educativo che viene veicolato, secondo cui i veri valori della vita sono quelli dei soldi, del potere, del piacere sessuale senza freni. E’ il mito dell’uomo potente, che si è fatto da sé, cui tutto è permesso e da guardare perciò con spirito di ammirazione ed emulazione. La convinzione che si va sempre più diffondendo, specialmente tra i giovani, è che nella vita contano non gli ideali, la solidarietà, la fedeltà vocazionale, ma il potere, la carriera,la popolarità (ancorchè rincorsa con azioni di violenza), l’avere tutto che quello che si desidera, poiché la felicità e la libertà stanno nel vivere senza costrizioni e vincoli morali.  Ora come si collocano i cattolici di fronte a tale situazione? Purtroppo è da registrare un silenzio quasi totale, frutto di decenni di disimpegno politico, cui ha fatto da contraltare il protagonismo di alcuni movimenti che hanno assicurato ai loro “adepti” posti di grande rilevanza istituzionale o quanto meno un seggio in parlamento.  Assistere ad un dibattito e udire alcuni “politici cattolici” (cattocomunisti) parlare di dottrina, di sussidiarietà, di centralità della persona, veramente intristisce. (Sante Pisani)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

E’ tempo di bilanci

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Di Rosario Amico Roxas.  E’ questo il tempo dei bilanci, per valutare nel loro insieme gli eventi e trarne le doverose conclusioni. Il primo bilancio che mi preme, da cattolico del “cattolicesimo dei cattolici”, è il bilancio di una parte del pontificato di Benedetto XVI, quella parte che riguarda il viaggio negli USA e la visita al Palazzo di Vetro nell’aprile del 2008, sul quale si è discusso  “a caldo” spinti dalle urgenze della comunicazione di massa, ma subito passata nelle cantine del dimenticatoio, perché…. È, meglio così…! Discutere del  viaggio papale negli USA non è facile, per la semplice ragione che non si può fornire una interpretazione svincolata dalla lettura degli altri viaggi pontificali. Il momento centrale è rappresentato dall’intervento all’ONU, che non può essere letto isolandolo dalla lettura degli interventi all’ONU di Paolo VI nel 1965  e di Giovanni Paolo II nel 1979 e nel 1995.   In mezzo alle facili e superficiali manifestazioni di giubilo che stiamo leggendo nei quotidiani, in tutti i quotidiani, non è possibile analizzare concretamente l’evento; ci troviamo con una platea già condizionata e distratta dal valutare la complessità di tale viaggio e gli interventi che si sono succeduti, che vanno letti tutti, indistintamente, per potere seguire l’itinerario indicato che non risulta sempre coerente. Non possiamo limitare gli interventi come pensieri espressi da una persona, dal capo della Chiesa cattolica di Roma o dal capo dello Stato Città del Vaticano  oppure dal professore emerito. E’ la voce della Chiesa che va esaltata, nella continuità di un coerente percorso di incontro con i popoli della terra, tutti rappresentati all’ONU. La coerenza è mancata, ma ne parleremo quando si saranno calmati i facili entusiasmi, dettati da contingenti motivi di apparenza. Ciò che emerge rimane la sostanziale differenza che identifica la voce della Chiesa espressa dai pontefici che si sono alternati all’ONU.• Paolo VI ha parlato agli uomini, a tutti gli uomini, inaugurando la Sociologia del Nuovo Umanesimo, sulla scia del Concilio Vaticano II.• Giovanni Paolo II ha parlato ai cuori, stimolando la nobiltà dell’uomo che deve condurre all’interpretazione della giustizia. • Benedetto XVI ha parlato agli intelletti, alla ragione; invitando al dialogo con tutte le culture e le religioni, ma per analizzare gli aspetti che ci dividono e, così, esaltare un primato che condizionerebbe ogni possibile ideale di fratellanza e di umana solidarietà. Diventa controversa, così, l’immagine stessa del cristianesimo e con l’immagine del cristianesimo anche l’immagine stessa di Cristo:  da una parte il Cristo della predicazione, delle Beatitudini, dell’Insegnamento , della Via Crucis, della Persecuzione, delle Fustigazioni e della Croce, dall’altra il Cristo della Resurrezione.  La Resurrezione è una promessa, alla quale possiamo credere per Fede, come incondizionata accettazione al mistero che genera e conclude la vita; non potrà mai essere empiricamente documentata, non potrà mai far parte del bagaglio delle conoscenze umane se non supportata dalla Fede; è l’esaltazione di Cristo-Dio che avvolge di mistero il farsi della storia e il divenire dell’umano pensiero. Cristo-Uomo è la sola certezza elargita agli uomini, perché donata con quell’Amore che solo Dio sa e può dare. Cristo-Uomo ha voluto raccogliere in sé  tutti i mali che possono colpire gli uomini; ha fatto soffrire anche su Madre che ha visto  morire il figliolo. Questa partecipazione, intesa come suprema manifestazione d’Amore, fa paura, perchè chiama gli uomini, tutti gli uomini, alla partecipazione collettiva, alla solidarietà, alla com-partecipazione, alla responsabilità individuale e collettiva. Cristo-Uomo non si può discutere, non si può dibattere, non può diventare metodo storico o fenomeno antropologico; nella semplice chiarezza del Suo insegnamento c’è tutta la potenziale grandezza dell’uomo che viene esaltata lungo le tappe di una Via Crucis lunga quanto il tempo. Paolo VI e Giovanni Paolo II, davanti ai rappresentanti del pianeta,  hanno glorificato “L’imitazione di Cristo” invitando gli uomini, di tutte le razze, di tutte le culture e di tutte le religioni a privilegiare ciò che unisce l’intera umanità, identificando anche il “peccato sociale”  che viene commesso nelle discriminazioni, nelle divisioni, nelle aggressioni, nelle guerre.  (Rosario Amico Roxas)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Regole più severe per le nuove pensioni

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

“Sono le regole più severe – non le propensioni individuali dovute alla crisi – ad aver determinato una diminuzione delle pensioni di anzianità nelle Gestioni dell’Inps” lo afferma in una nota l’On. Giuliano Cazzola, vice presidente della Commissione Lavoro della Camera che aggiunge “Da luglio di quest’anno è entrata in vigore la prima trance del nuovo sistema di pensionamento basato sulle quote (età + anzianità) e su di una soglia minima d’ età. Ne deriva che fino a tutto il 2010 si è potuto e si potrà andare in pensione di anzianità solo a 60 anni con 35 anni di versamenti o a 59 anni con 36 di contributi. Per i lavoratori autonomi è richiesto un anno in più. Poi bisogna aggiungere almeno un semestre di attesa per l’apertura della finestra. Non ha molto senso allora il paragone con il 2008. I nuovi requisiti – spiega Cazzola – in ragione di uno scalino ogni 18 mesi, andranno a regime nel 2013 quando sarà in vigore quota 97 (e l’età minima sarà di 61 anni per i dipendenti e di 62 per gli autonomi). In questa situazione occupazionale non è il caso, per ora, di elevare ulteriormente il requisito anagrafico, ma se lo si facesse – conclude Cazzola – i risparmi sarebbero ancora maggiori”. (On. Giuliano Cazzola)

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le migliori università nel mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Le più gettonate università italiane come La Sapienza di Roma e l’Alma Mater di Bologna non stanno di certo ai primi posti nella graduatoria mondiale delle Università. Ancora una volta sono gli Usa a sfornare tra le prime dieci ben sette università che vi gareggiano nella top ten. Sono, nell’ordine, la Barkeley, il Massachussets Institute of Techmology, il California Insitute, Stanford, Yale e Princeton. Nel mezzo ci troviamo le britanniche Oxford e Cambridge e decima la Eth Zurich. La prima in assoluto  è la Harward University. Questa graduatoria è stata compilata dal quotidiano britannico “The Times sulla base delle opinioni espresse da 1.300 accademici di 88 paesi. Per i rettori italiani non è una sorpresa. Nell’ambiente queste cose sono note da tempo. Sappiamo altrettanto bene che in Europa tra i primi posti oltre quelli di valenza mondiale spiccano la London School of Economics, l’Imperial College di Londra, l’Ecole Polytechnique e l’Ecole Normale Superieure in Francia, la svizzera Ecole Polytech Féderale de Lousanne e al dodicesimo posto  la Università di Heidelborg in Germania. Questo “scarto” di qualitàci fa capire molte cose e se vogliamo prendere per buoni i commenti espressi al riguardo dal rettore Guido Fagiani di Roma 3 l’Italia, a suo dire, “non guadagna posizioni nelle classifiche internazionali perché non è stata in grado di sciogliere il nodo politico ed economico che attanaglia il mondo accademico nazionale.” E soggiunge: “Le università in vetta alla classifica, guarda caso, sono quelle che possono contare  su ampie risorse pubbliche e private”. Sono stati cinque i criteri che hanno permesso agli intervistati di dare una indicazione precisa circa le migliori istituzioni universitarie mondiali. La natura delle specializzazioni di propria competenza, il rapporto docenti-studenti, il tasso di internazionalizzazione ovvero la capacità di attrarre docenti e studenti provenienti da altri paesi, la qualità dei corsi, il numero delle citazioni  nelle pubblicazioni scientifiche. Forse non ci siamo ancora resi conto che la globalizzazione ha investito anche il mondo accademico e che su di esso si misura la competitività complessiva del sistema paese ed il suo confronto con il resto del mondo.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il cambiamento climatico minaccia gli uccelli

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Il ventesimo e il ventunesimo secolo, secondo Stephen Willis, dell’Università di Durham, hanno fatto registrare, a causa delle attività umane, un improvviso incremento del tasso di estinzione delle specie animali e vegetali: dalle 5.000 alle 25.000 ogni anno sono infatti condannate ogni anno all’estinzione. Allo sfruttamento eccessivo delle risorse, alla caccia e all’introduzione di specie esotiche, si sono aggiunte nel tempo, ad aggravare la situazione, la frammentazione e la perdita di habitat e, soprattutto negli ultimi 30 anni, i cambiamenti climatici. Secondo le stime elaborate al 2100, l’estinzione colpirà tra il 15 e il 37% delle specie di uccelli nel mondo. In Europa è minacciato tra il 4 e il 7% delle specie di uccelli endemiche del vecchio continente. Le variazioni climatiche, infatti, sposteranno la geografia del cosiddetto “spazio o nicchia climatica” dove vivono gli uccelli, condannando all’estinzione chi di loro non riuscirà ad adeguarsi. Inoltre il cambiamento climatico minaccerà la disponibilità di insetti di cui si nutrono gli uccelli, soprattutto durante la fase della nidificazione, con gravi rischi di sopravvivenza per le specie. I cambiamenti climatici rischiano inoltre di rendere vani gli sforzi delle tradizionali politiche di conservazione della natura: se le specie animali saranno costrette a spostarsi per seguire il proprio “spazio climatico”, ciò provocherà un esodo di specie al di fuori dei parchi e dalle aree protette, con la conseguenza che le specie “emigrate” si troveranno facilmente in territori non soggetti a protezione, magari degradati o urbanizzati dall’uomo. Per Franz Bairlein, dell’Institute of Avian Research, gli uccelli migratori che coprono distanze lunghe sono più vulnerabili degli uccelli che coprono distanze più brevi. Questo perchè la migrazione dei primi è maggiormente programmata rispetto ai secondi, che hanno più occasioni di sostare e che dunque risultano essere più adattabili ai cambiamenti climatici esterni. Inoltre gli uccelli che coprono il loro tragitto migratorio in più tappe possono difendersi meglio da eventuali variazioni del clima rispetto a quelli che coprono la distanza in un’unica tappa. Secondo Niklaus Zbinden, dello Swiss Ornithological Institute di Sempach, che si è concentrato sulle dinamiche in atto nella regione alpina, l’aumento delle temperatura minaccerà soprattutto le specie che vivono nei climi freddi, come la Pernice bianca. Anche la diminuzione di conifere sta mettendo a rischio specie come il Picchio tridattilo e il Crociere. Ma non c’è solo il clima a causare la perdità di biodiversità: l’abbandono dei pascoli, che causa un ritorno della vegetazione, l’intensificazione dell’agricoltura, che, dopo aver colpito la pianura si è estesa anche alla fascia prealpina, lo sviluppo delle attività turistiche degradano fino a far scomparire l’habitat dove vivono specie come Fagiano di monte, Coturnice, Re di quaglie, Ortolano, Zigolo giallo e Succiacapre.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La cultura tra passato e presente

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Esiste un problema di ordine culturale e psicologico non meno grave dei problemi posti dallo sviluppo della scienza contemporanea e della critica storica. Il dramma del nostro presente sta tutto qui con giovani che non riescono più a volgere lo sguardo al passato ma che si crogiolano con il loro presente e persino negando un ruolo chiave al loro futuro. Vivere e godere i frutti del presente sembra essere una parola d’ordine che ha un suo innegabile fascino. Con ciò si vogliono spezzare i legami con un passato e disconoscerne il suo primato nella continuità, prima ancora che nella tradizione, per affermare quei valori deformanti del capitalismo e del consumismo che rendono, in pratica, più aspri e conflittuali i rapporti non solo generazionali ma di vita in comune. Ci riferiamo, nello specifico, a quei giovani dell’abbandono scolastico, che si stordiscono con le droghe leggere o pesanti che siano, che si abbandonano a gesti teppistici, a violenze di genere. Cosa essi possono sapere della cultura moderna, delle libertà civili, degli ordinamenti democratici? E’ un ritorno all’analfabetismo di nuova formulazione che non si identifica con il non saper scrivere e leggere ma nel non conoscere o riconoscere i sentimenti che sono generati da un vivere comune fondato su determinati valori che trovano la loro continuità dal passato proprio perché non sanno di vecchio ma semmai di eterno. Sono deformazioni che i giovani se le portano nel loro Dna non sapendo più distinguere un evento sportivo sano ad uno deformato dalla violenza e dal teppismo, dall’istruzione come base per una ricerca sistematica del sapere a vantaggio di una devianza aberrante degli stessi insegnamenti. E’ una strada che si trasforma in un vicolo cieco al di là del quale non vi sono sbocchi possibili.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

I rischi del regime democratico

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Il clima di fiducia nei confronti dello Stato e delle sue diramazioni è, in Italia, molto basso. Secondo i più recenti dati dell’Itanes soltanto il 24% degli intervistati risponde che “ci si può fidare della maggior parte della gente”. Mentre addirittura il 74% afferma che “non si è mai abbastanza prudenti con la gente”. Inoltre emerge che soltanto il 18,7% degli italiani era iscritto ai sindacati, associazioni di categoria e movimenti, il 20,4% vi era stato iscritto in passato. Infine il 61% degli italiani non era mai stato iscritto né ai sindacati, né ad associazioni di categoria, né a partiti  o movimenti. Già al suo tempo Tocqueville (La democrazia in America, Parigi 1895) aveva avvertito dei rischi di un regime democratico nella crisi di ogni nesso connettivo all’interno della società e tale da spingere verso l’individualismo affermando in proposito che “… un sentimento ponderato e pacifico, che dispone ogni cittadino ad isolarsi dalla massa dei suoi simili, a ritirarsi in disparte con la sua famiglia ed i suoi amici; così che dopo essersi creata una piccola società a proprio uso, abbandona volentieri la grande società a se stessa.” Ed aggiungeva Ibidem: “Se i cittadini continuano a chiudersi sempre più strettamente nella cerchia dei piccoli interessi familiari e ad agitarsi dentro senza requie, c’è da temere che finiscano con il diventare  come inaccessibili a quelle grandi e potenti emozioni, che travagliano i popoli, ma che pure li sviluppano e li rinnovano….. si pensa che le società nuove cambino continuamente fisionomia; e, io, invece, temo che finiscano per rimanere troppo fisse nelle stesse istituzioni, negli stessi pregiudizi, nelle stesse abitudini, in modo tale che il genere umano si fermi e si limiti; che lo spirito di spieghi e si ripieghi eternamente su se stesso, senza produrre idee nuove; che l’uomo di esaurisca in piccoli moti solitari e sterili, e che, pur agitandosi senza posa, l’umanità non avanzi più.”

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La congiuntura nell’area dell’euro

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Mentre in Francia e in Germania la tenuta delle esportazioni è stata incoraggiata in molti modi non si può dire la stessa cosa per l’Italia. Questo impatto negativo della perdita di competitività si riflette in primo luogo sull’attività nel settore industriale. E’ un effetto domino che presenta ricadute sull’occupazione, sui consumi e sul potere d’acquisto degli italiani. Lo stesso dicasi riguardo l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche. L’evoluzione del disavanzo ha risentito negativamente della riduzione del tasso di crescita dell’economia, Il ricorso a misure di natura temporanea volte a contenere il disavanzo è costantemente cresciuto nel triennio. Dobbiamo trarre la conclusione alla luce degli accennati dati e di molti altri conosciuti che l’economia dell’area dell’euro e in particolare quella italiana stentano a trarre impulso dalla ripresa in atto a livello internazionale. Nel nostro Paese, più che in altri, la capacità di crescita torva un limite in fattori strutturali che gravano sulla competitività. L’innalzamento della produttività e del tasso di crescita potenziale dell’economia richiede interventi diretti ad accelerare la formazione del capitale umano, l’innovazione tecnologica e gli investimenti in ricerca. E’ necessario rimuovere vincoli normativi e amministrativi che gravano sull’attività d’impresa. Vanno individuate politiche in grado di favorire la crescita dimensionale delle imprese, anche attraverso fusioni e incorporazioni. Il sistema bancario potrà fornire un contributo significativo al riguardo. E’ esenziale che non venga meno l’impegno a stimolare l’attività di investimento nelle aree meno sviluppate. Il loro elevato potenziale di crescita rappresenta una risorsa per l’intero Paese. Il ridimensionamento del peso del disavanzo e la diminuzione dell’incidenza del debito previsti nei programmi del Governo sono condizione necessaria per tornare a un tasso di crescita sostenuto nella nostra economia. Il riequilibrio della finanza pubblica è indispensabile per influire positivamente sulle aspettative, per indicare una linea di sviluppo alle imprese, alle banche e ai mercati finanziari, alle parti sociali.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Fattori di competitività

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Fattori di competitività e sviluppo nella ricerca e nell’innovazione tecnologica. Sono concetti che hanno costituito, si può dire da sempre, il “piatto forte” degli economisti e degli analisti di mercato. E’ un modo senza dubbio essenziale per comprendere la posizione relativa ad un Paese, rispetto ai propri concorrenti, in una data regione economica, come ad esempio l’Europa, ed anche per un confronto con le altre parti del mondo. Due di questi modelli sono la competitività  e l’attrattività. Il primo si riferisce, in particolare, all’evoluzione di un dato sistema-Paese e, il secondo, alla capacità di questo stesso Paese di attirare risorse per lo sviluppo o migliorare quelle esistenti. Non solo. Con un’innovazione tecnologica fatta non solo di macchine, ma di elementi che possono gestirla al meglio, possiamo dire che due sono i motori che portano avanti il processo di crescita di un Paese: il capitale umano e quello finanziario. Il primo è un termine specialistico da qualche anno entrato nell’uso corrente e sta a significare il fatto che non basta avere delle braccia per muovere una leva ma è necessario un costante miglioramento delle conoscenze e delle capacità dei singoli coinvolti direttamente o indirettamente nei processi produttivi. L’altro motore, parimenti essenziale, è la dotazione di risorse finanziarie adeguate all’impegno che si intende intraprendere. Nel mezzo vi sono tutte le altre possibili variabili: le infrastrutture, l’efficienza della macchina burocratica pubblica, la capacità di ridurre al minimo lo spreco delle risorse e via di questo passo. C’è chi in proposito rileva la necessità di avere una maggiore cultura della valutazione per garantire che le risorse a disposizione siano utilizzate nel modo migliore possibile. E in questo tratto noi indichiamo una più stretta performance e attribuzione delle risorse in specie se esse sono pubbliche. Solo se tutti questi elementi sono virtuosi noi possiamo affermare che si stia facendo “sistema”. Ma la crescita economica di un Paese non sta solo nella sua capacità di rendere al meglio le risorse disponibili in termini umani e finanziari, ma anche di saper guardare con fermezza al proprio futuro che si chiama, nello specifico, ricerca. E la ricerca ha come fine la produzione di nuova conoscenza, ed essa ha un valore solo se è finalizzata alla maggiore capacità di capire e quindi di fare. Ma vi è anche un altro concetto che non sembra sia stato digerito dal sistema economico attuale con la dovuta attenzione e si chiama globalizzazione ed il che vuol dire, per noi, un modo di trasferire il sistema-paese al sistema continente e nel ricercare nella competitività  un equilibrio nelle rispettive specializzazioni volgendole alla complementarietà e non alla contrapposizione.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La crisi dell’informazione

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Ci lamentiamo spesso, guardando la televisione, dello scadimento dei programmi e ci sorprendiamo il giorno dopo dell’alta audience ad essa riservata, dati statistici alla mano, dal grosso pubblico. La meraviglia è ancora maggiore, se è possibile, pensando che nonostante il cospicuo numero dei canali televisivi la circostanza non ci permette, lo stesso, di operare delle scelte qualitative, dato che il loro livello medio resta molto basso. Alla fine, probabilmente, resta la rassegnazione e si finisce con il tenere acceso un canale televisivo mentre si sfaccenda in casa o si sonnecchia sul divano o si parla con i figli e si raccontano le novità del giorno in ufficio o sugli incontri casuali in metro o sul caro vita reduci dalla spesa al supermercato. La carta stampata non è da meno. Per farsi leggere cerca la nota scandalistica, la iperbole su fatti e circostanze che, se rappresentate per come sono, ci lascerebbero nella totale indifferenza. Ma a ben considerare non crediamo che la colpa sia da attribuire solo ai media. Il nostro prodotto informativo rispecchia, in un certo qual modo, i costumi del nostro tempo. Prendiamo ad esempio i quotidiani gratuiti che ci sono offerti alle stazioni metropolitane o ai capilinea degli autobus: sono strutturati in modo tale da farsi leggere al massimo in 20 minuti se non di meno. E diciamo pure 20 minuti di “flash d’agenzia” su notizie di ogni genere ma con prevalenza costruite per generare “curiosità” e, in misura minore, interesse. Gli altri quotidiani, quelli a pagamento diventano, a questo punto, degli optional da comprare sempre di meno. Al loro posto si preferiscono, semmai, i rotocalchi settimanali. Ed anche in questa circostanza il loro gradimento vale di più se include delle note scandalistiche e relega all’ultima pagina la rubrica culturale. Da questa, sia pur sommaria, riflessione emerge una considerazione di fondo: siamo, probabilmente, stanchi dall’essere bombardati da notizie, dal lavoro che ci assorbe, dalla fatica dei viaggi che quotidianamente intraprendiamo per fare la spola tra casa ed ufficio, dall’assillo di far quadrare il magro bilancio della famiglia a fronte di tante necessità che si richiedono quotidianamente, dai problemi che dobbiamo, in qualche modo, farci carico dei figli, del coniuge, degli anziani di casa e persino del parente che vive in un’altra città. Ci manca, alla fine, uno spazio per noi stessi, una ricerca del sapere che ci sollevi all’ansia del quotidiano, che ci restituisca la nostra dimensione umana nel cadenzare le giornate con il passo giusto e ponderato. Ed è questa la “dimensione” che ci manca, la riflessione che stiamo perdendo e la pausa che ci fa difetto davanti alla televisione o scorrendo le pagine di un giornale o di un periodico o di un libro. E la cultura politica, a questo punto, segue lo stesso passo tra attese speranzose e amare delusioni.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Riqualificazione urbanistica di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

«L’approvazione del progetto per la riqualificazione delle aree comprese fra piazza Barberini e via Boncompagni è un passaggio di grandissima importanza, perché permetterà di garantire continuità con gli interventi già realizzati e in corso di realizzazione in via Vittorio Veneto». Lo ha detto l’assessore capitolino all’Urbanistica, Marco Corsini, dopo l’approvazione da parte della Giunta comunale, presieduta dal sindaco Alemanno, della delibera relativa al completamento di via Vittorio Veneto.   «L’intervento, il cui costo si aggira intorno ai quattro milioni e mezzo di euro, coprirà il tratto piazza Barberini-via Boncompagni comprese le vie limitrofe e prevede la risistemazione di tutta la pavimentazione, dando risalto alle sue caratteristiche storiche, e la realizzazione di un nuovo arredo urbano. Un’operazione che, affiancata al recupero del Tridente – conclude Corsini – valorizzerà ancora di più, una delle più belle zone della Capitale».

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il coraggio di un mea culpa

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Crociate, colonialismo, proselitismo, e quanto altro hanno in senso laico e religioso attraversato le Chiese e si sono mescolate con i rispettivi credi avvelenando gli animi e accendendo le passioni. Giovanni Paolo II ha avuto il merito, durante il suo pontificato di pronunciare quelle parole che nell’infallibilità dei pontefici e della dottrina cattolica sembravano quasi un’eresia. Ha significato ammettere un errore, tanti errori e di saper chiedere perdono alle vittime di ieri e agli eredi di oggi. Lo ha fatto per la scienza professata da Galilei ed ingiustamente posta all’indice, per le chiusure poste all’ebraismo, per i pregiudizi nei confronti delle altre professioni di fede e via di questo passo. Ma ciò che pesa più di tutti nella lunga storia della Chiesa di Roma è l’antigiudaismo cristiano nel Nuovo Testamento. Lo faceva osservare lo stesso Cardinale Martini, eminente biblista, allorché affermava che: “non possiamo non provare dolore, quando leggiamo nelle lettere di Paolo affermazioni come questa che i giudei non piacciono a Dio e sono nemici di tutti gli uomini e che oramai l’ira è arrivata al colmo sul loro capo.” Un pregiudizio che affiora anche in campo laico e si traduce con le crescenti accuse europee contro la condotta d’Israele in Palestina. Ma oggi la questione non è la sopravvivenza d’Israele. E’ la tragica impossibilità d’arrestare la carneficina che insanguina da oltre un anno Israele e le terre dei palestinesi. Ora non è più il tempo di essere dalla parte degli uni o da quella degli altri, è il momento d’essere invece dalla parte di tutti e due gli antagonisti, di provare compassione per i morti dell’uno e dell’altro, sperando che questo serva, se mai fosse possibile, a riavvicinarli.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scenari internazionali e crisi regionali

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Nei giorni in cui i lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite non nascondono i limiti dell’azione diplomatica internazionale e acuiscono l’esigenza che l’O.N.U. trovi una sua più efficace collocazione rispetto ai mutati contesti socio-politici ed economici, si diffonde la preoccupazione per uno scenario mondiale che si presenta incerto e conflittuale. La perdurante tensione in Iraq, la precaria situazione in Afganistan e le tragedie dimenticate di molti Paesi africani chiedono un coerente impegno di tutta la comunità internazionale per dare concreta applicazione ai diritti dell’uomo e dei popoli. Il nuovo blocco imposto al processo di pacificazione in Terra Santa rafforza la convinzione che si potrà avere qualche probabilità di un dialogo costruttivo tra palestinesi e israeliani solo nell’impegno “concorde, coordinato e determinato” delle maggiori potenze e istanze internazionali. La stessa spirale del terrorismo, con una sequenza crescente di attentati e di massacri, che determina un clima di instabilità e di incertezza, non sembra possa essere sconfitta con il solo ricorso al contrasto armato, quanto piuttosto con il “dare soluzione ai problemi da cui essa trae alimento”. Occorre, quindi, intraprendere un cammino di vera equità, di forte solidarietà, di matura libertà, di pieno rispetto dei popoli e di autentica civiltà, che veda in prima linea i Paesi democraticamente avanzati ed economicamente più forti, evitando anacronistiche chiusure e ingiustificate contrapposizioni di interessi.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »