Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Le riforme strutturali in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Da decenni, oramai, questa parola “magica” che si annette alle riforme accompagnata dal termine aggiunto di “strutturale” sta diventando un tutt’uno nel nostro codice genetico. Per essa si fanno compiere sacrifici che alla prova dei fatti restano tali senza che delle riforme strutturali si veda in realtà nemmeno l’ombra. Ora l’attuale Governo ha ripreso il termine per aprire una nuova stagione di dibattiti tra le forze politiche e sociali del Paese. Diventerà un’altra cortina fumogena per far pagare a chi ha poco tanto e poco a chi ha tanto. E’ questo quanto emerge dall’esperienza dei fatti sin qui verificatesi. Sarebbe, invece, il momento per dare consistenza a questo richiamo alle riforme strutturali affrontandole con coraggio e senza lasciarsi prendere la mano dalle spinte partigiane dei lobbisti. Vogliamo veramente la riforma del welfare? Bene! Aboliamo le pensioni. Ciò non significa, ovviamente, non pagarle, ma più semplicemente, lasciare aperto il mercato del lavoro senza condizionarlo da scadenze fisse legate all’anagrafe più che all’età biologica. Nessuno si è chiesto in Italia perché è nato l’istituto della pensione d’anzianità? La verità è che essa è scaturita dalla “stanchezza” del lavoratore nell’essere intrappolato in un sistema lavorativo dal quale si sentiva oppresso o meglio prigioniero. Come sarebbe stato possibile ad un cinquantenne o un sessantenne dire: cambio lavoro. La prospettiva sarebbe stata quella della disoccupazione. Chi avrebbe assunto un “vecchio” cinquantenne? Se noi individuassimo nuove forme di lavoro adatte per una certa età, e da effettuare a richiesta in part-time, ci troveremmo a impiegare di nuovo una unità che per molti versi resta efficiente e capace di disporre risorse preziose. Questo è, ovviamente, solo il titolo di un tema che gli esperti potrebbero sviluppare a loro piacimento e trovarvi indubbi elementi d’interesse e preziose indicazioni per una vera ed efficace riforma strutturale del settore.

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