Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 28 dicembre 2009

Capodanno con Cardinale Lambertini

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Bologna dal 30 dicembre a domenica 10 gennaio, feriali ore 21, domeniche ore 16, al teatro Dehon Via Libia, 59  la Compagnia Teatroaperto presenta Guido Ferrarini in “Il cardinale Lambertini”, commedia storica in 4 atti di Alfredo Testoni. Regia di Luciano Leonesi, scene di Coca, costumi di Renata Fiorentini, luci di Poppy Marcolin. Con: Guido Ferrarini, Guido Maldina, Davide Emiliani, Aldo Sassi, Massimo Macchiavelli, Sebastiano Spada, Alessandro Fornari, Marco Marconi, Pietro Bignami, Andrea Zacheo, Antonio Coviello, Tiziano Tommesani, Andrea Fiorentini, Grazia Ghetti, Andasavia Saponaro, Alida Piersanti, Stefania Franzoni, Federica Tabori, Tiziana Di Masi.
Il Cardinale Lambertini. Commedia storica in quattro atti. L’azione della commedia si svolge a Bologna tra il settembre 1739 ed il febbraio 1740. Il Cardinale Prospero Lambertini, arcivescovo di Bologna, governa la diocesi della sua città natale con autorità, mitigata però da quella bonomia tipicamente petroniana, condita di arguzia e buonumore, che ne caratterizzano la figura. Intorno a lui si muove un universo di personaggi di contorno: rappresentanti del clero, della nobiltà e del popolo, tutti sapientemente tratteggiati da Testoni, le cui storie si intrecciano attraverso una serie di situazioni spesso esilaranti e a volte commoventi, ma sempre e comunque cariche di umanità. Nell’ambito di questo vastissimo affresco, si intrecciano le vicende del nipote Egano che tradisce la giovane moglie Margherita con la bella e scostumata consorte del rincitrullito conte Orsi (ma l’armonia tra i due, grazie al Cardinale, tornerà presto) e di Carlo, figlio del servitore Costanzo, che si è innamorato di Maria Pietramelara, figlia del gonfaloniere. Alla relazione tra i due giovani si oppone soprattutto la matrigna Isabella Pietramelara, in apparenza per ragioni di casta, ma in realtà per gelosia. Al matrimonio con un rampollo della famiglia Davia, caldeggiato da Isabella, Maria preferisce il convento. Ma Carlo, che non si è rassegnato, la rapisce e la conduce in arcivescovado. L’esterrefatto Cardinale, commosso dalla forza di quell’amore, rispedisce la fanciulla in convento e il giovane nel suo intangibile feudo di Poggio Renatico dove sarà al sicuro. Lo scanzonato e anticonformista conte Francesco Davia, che ha assistito alla fuga notturna, accetta di accollarsi la responsabilità del rapimento (cavandosela con un mese di esilio), cosicché i due giovani (lei considerata morta dai genitori e diseredata) possono sposarsi segretamente. Tutto questo avviene tra feste, balli, ricevimenti e battibecchi che offrono il pretesto per una accurata e suggestiva ricostruzione dell’epoca. Il finale dell’opera preannuncia poi a chiare lettere, al momento della partenza per Roma, l’elezione di Lambertini al soglio pontificio col nome di Benedetto XIV.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Alle donne il calendario 2010

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Bergamo, Ospedali Riuniti E’ dedicato alle tremila donne che lavorano ai Riuniti il calendario 2010 dell’Azienda Ospedaliera di Bergamo. Dodici immagini scattate in sala operatoria, nelle stanze di degenza e nei vari servizi di un ospedale fatto per tre quarti da donne e in cui la presenza femminile supera quella maschile nel settore amministrativo, nell’area della dirigenza sanitaria, tra gli infermieri, i tecnici, il personale della riabilitazione e il personale ausiliario.  Otto delle 12 immagini sono firmate da Fabio Proverbio, fotografo professionista che da alcuni anni collabora con gli Ospedali Riuniti e trova nell’intensa realtà ospedaliera ispirazione per creare videoinstallazioni sincere e suggestive. Cinque delle otto immagini usate nel calendario sono tratte dal reportage “Il dono”, presentato nell’omonima mostra allestita lo scorso ottobre in occasione di BergamoScienza: quattro storie di ritorno alla vita grazie alla scelta di chi, lasciando questo mondo, ha deciso di donare ad altri una seconda possibilità.  Nella stessa occasione il pubblico ha potuto rivedere anche “Prendersi cura”, videoinstallazione realizzata con gli scatti fatti nel reparto di Terapia Intensiva degli Ospedali Riuniti nel 2007 e da cui è tratta la foto di dicembre. Altre due foto sono state estrapolate da un reportage di Proverbio sul lavoro dei volontari della Croce Rossa e del personale del 118 un sabato notte.  La foto di maggio ritrae invece alcune mamma protagoniste della prima “Festa delle mamme che lavorano ai Riunti”, svoltasi lo scorso 29 maggio, che ha riunito molte delle operatrici dei Riuniti che dividono la loro energia, sensibilità e dolcezza tra l’ospedale, la famiglia e i figli. Infine hanno trovato spazio anche operatrici che occupano ruoli meno visibili ma non per questo meno importanti, al centralino o in corsia per le attività alberghiere. (caterina)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il partito dell’amore

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Mi spiace, sarò cattivo in questo Natale alla melassa, ma quando ho sentito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, invocare il partito dell’amore, un brivido mi è corso lungo la schiena. Mi è venuto in mente quanto ha ricordato oggi anche Lucia Annunziata su “La Stampa”: il terribile Ministero dell’Amore di George Orwell in 1984…“Fra tutti il ministero dell’Amore era quello che incuteva un autentico terrore. Era assolutamente privo di finestre. Accedervi era impossibile, se non per motivi ufficiali, e anche allora solo dopo aver attraversato grovigli di filo spinato, porte d’acciaio e nidi di mitragliatrici ben occultati.Anche le strade che conducevano ai recinti esterni erano pattugliate da guardie con facce da gorilla, in uniforme nera e armati di lunghi manganelli…”.Il ministero dell’Amore è uno dei quattro ministeri che coadiuvano il Grande Fratello nel governo dell’Oceania. Si occupa di reprimere ogni sintomo di dissenso contro il Grande Fratello e contro il Socing, il partito che governa dispoticamente l’Oceania. Il suo nome è paradossale, così come paradossale è il partito dell’amore di Berlusconi. Da una parte, infatti, il premier invoca il partito del “volemose bene” come base per la ricostruzione di un clima di concordia nazionale, humus ideale per le riforme istituzionali. Dall’altra, con una strategia precisa e dagli obiettivi inequivocabili, ovvero tirarsi fuori dai suoi guai giudiziari, piega il Parlamento, ormai ridotto a Zittamento. Basta guardare il calendario dei lavori parlamentari di gennaio. Ecco le priorità del governo: legittimo impedimento, processo breve e lodo Alfano per via costituzionale. Il tutto coadiuvato dai “portavoci a vario titolo” del partito dell’amore, che dicono chiaramente e senza mezzi termini che sulla giustizia andranno avanti anche da soli. Allora, mi domando, di cosa stiamo parlando, a cosa dovrebbe servire questo partito dell’amore, quali siano le basi sulle quali dovrebbe germogliare l’amore tra maggioranza ed opposizione. Qui c’è una maggioranza che vuole farsi da sola la riforma della giustizia, per mettere il premier al riparo dai suoi guai, ma che poi vuole dialogare con l’opposizione su non si sa bene quali riforme. Le chiacchiere, come dice qualcuno, stanno a zero e Berlusconi, si sa, non è uno statista. Le riforme che ha in testa sono solo quelle a suo uso e consumo ed il partito dell’amore è solo un atto di cesarismo. Con l’amore non si ottiene uno stato più efficiente. Con l’amore non si restituisce ai cittadini assistenza e beni all’altezza delle tasse pagate. Con l’amore i cassintegrati, i disoccupati, gli operai licenziati non arrivano alla fine del mese. Di questo vogliamo parlare e di queste riforme vogliamo discutere in Parlamento. Ma nella famigerata stanza 101, nelle segrete del ministero dell’Amore, l’obiettivo è un altro e solo gli ingenui possono pensare che si tratti del bene del Paese.    (Massimo Donadi, parlamentare Idv)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Cantigas De Santa Maria

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Roma 29 dicembre, ore 19.30, Via Merulana 32 all’Esquilino, la splendida cornice neogotica della Chiesa di Sant’Alfonso all’Esquilino ospiterà il concerto di canti gregoriani “Cantigas de Santa Maria. Azioni, Passioni, Immagini”: cinque grandi artisti renderanno il loro tributo alla Beata Vergine Maria e alla figura di Giovanni Paolo II a quasi cinque anni dalla sua scomparsa. L’evento – organizzato dall’Associazione Medievalia con il patrocinio del Comune di Roma – propone  l’esecuzione con strumenti d’epoca di alcuni dei più significativi brani del repertorio monodico e polifonico a carattere sacro dedicato alla Madre di Cristo sviluppatosi in Spagna e nell’Italia Centrale nel corso del XIII secolo. Una selezione di canti devozionali appartenenti alla tradizione cristiana italiana e spagnola  che l’Associazione Medievalia – da sempre impegnata nella riscoperta della musica e dei costumi medievali – ha scelto per rendere omaggio a uno degli uomini più importanti della nostra epoca, Giovanni Paolo II, il cui magistero pontificio è stato così indissolubilmente legato al culto mariano e all’espressione più semplice e popolare dell’amore del popolo verso Dio. “Dal ritorno del Carnevale romano, alla creazione di nuovi circuiti culturali, come Roma in Scena e Roma segreta, nei musei e nei luoghi archeologici. E poi il Natale di Roma, la Girandola, la splendida mostra su Michelangelo con la perla del ritorno nella Capitale di uno dei capolavori del genio michelangiolesco: la Madonna col Bambino. Un nutrito corpus di iniziative – arricchito dal concerto ‘Cantigas de Santa Maria’ – volte a ricostruire quel legame profondo che unisce la Città alla sua storia, alle sue tradizioni e alla Cristianità”. È quanto afferma il presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma, Federico Mollicone, presentando l’evento.   Il coro – composto da Silvia Scozzi (voce), Antonio Addamiano (flauti dritti), Luigi Polsini (corno), Gianfranco Russo (viella) e Andrea Piccioni (tamburelli) – ha già in passato animato diverse celebrazioni in Vaticano alla presenza di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e altre personalità internazionali, riscuotendo un notevole apprezzamento. Ingresso libero.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Germania: forum immigrazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Il ministro tedesco Dr. Maria Böhmer ha invitato a Berlino il Presidente del Comites di Hannover Dott. Giuseppe Scigliano e Franco Marincola della CGIL Bildungsverk ev. della comunità italiana in Germania, tra i trenta rappresentanti delle diverse etnie, per illustrare l’iniziativa del suo governo di rinnovare la rappresentanza straniera al forum dell’integrazione. Tra questi circa 12 erano già presenti in passato nel forum mentre gli altri sono stati scelti dal Governo della Cancelliera Merkel. Per l’occasione in una recente riunione preliminare il dr. Maria Böhmer aveva esposto il piano del suo governo in materia di emigrazione. Tra le novità: il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti in altre nazioni. Questo provvedimento riguarda circa 2,7 milioni di persone. Il procedimento dovrebbe durare circa sei mesi e prevede, tra le altre cose, il riconoscimento parziale. Tanto per fare un esempio, un ingegnere potrebbe essere riconosciuto come tecnico e nel frattempo potrebbe integrare i suoi studi in Germania. Scigliano ha salutato positivamente questa novità ma ha messo in guardia dalla possibile strumentalizzazione. Egli ha chiesto regole chiare per tutti senza che queste cozzino contro le barriere regionali. Auspica, altresì, non interventi dettati dal mercato del lavoro ma riconoscimenti in base a dei criteri identici. In futuro, la nuova normativa dovrebbe consentire ai medici non solo di poter lavorare nelle strutture ospedaliere ma anche di  poter aprire studi medici. Scigliano ha poi espresso forti dubbi per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli di studi delle scuole  professionali poiché in Germania esiste il sistema duale che in altre nazioni tra cui l’Italia non esiste. Si prevede comunque che entro il 2011 la legge dovrebbe essere approvata in Parlamento. Altra novità segnalata dal Ministro è il contratto tra Stato e cittadini stranieri. Questo ha suscitato pareri diversi tra i presenti che hanno suggerito in ogni caso di chiamarlo accordo e non contratto. tra le altre cose, ci dovrebbe essere inserito quanto lo straniero porta con sè (bagaglio socio culturale e professionale) e quello che lo aspetta in Germania. Dopo un anno dovrebbero essere analizzati i risultati. Scigliano ha ricordato al Ministro Böhmer degli accordi firmati tra Stato, Regioni e Comuni riguardanti l’offerta della lingua materna che attualmente non viene praticata su tutto il territorio. Ha ricordato che anche la Cancelliera aveva promesso di interessarsene. Ma a tutt’oggi senza alcun risultato. Il Ministro ha comunicato al rappresentante italiano di aver recepito il messaggio e che avrebbe (così ha lasciato intendere) portato avanti la questione.  Infine si è parlato del consiglio per l’integrazione che il Governo vuole chiamare in vita. Questo organismo dovrebbe essere composto da circa 20 persone +……provenienti dal Governo, dalle Regioni, dai Comuni e da alcune organizzazioni nazionali di stranieri. Anche qui Scigliano Ha auspicato un numero sufficiente di rappresentanti stranieri. Ha rilevato che è inconcepibile che uno o due stranieri (così si vocifera) potrebbero farsi carico di una problematica così delicata e così differente tra le diverse etnie. Non si può pensare ad una operazione di “facciata” ma il nuovo organismo deve operare con due precisi obbiettivi: avere una rappresentanza qualificata con tutte le diverse etnie e poter essere consultato per tutte le decisioni che il governo federale vorrà assumere in tema di immigrazione.(Berlino)

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Pippo Baudo premia Giacomini e il lago D’Orta

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Martedì 29 su RAI 1 in seconda serata: “Riconoscimento al duro lavoro della mia famiglia e al coraggio imprenditoriale di chi crede nell’innovazione”.  Presentatore d’eccezione sarà Pippo Baudo che, con il suo stile tutto italiano, racconterà la storia di coloro che hanno fatto del Made in Italy un brand riconosciuto e apprezzato nel mondo.  Sul palco, tra vip e personaggi illustri, anche l’imprenditore cusiano Andrea Giacomini, amministratore delegato dell’omonima azienda di San Maurizio d’Opaglio e presidente del Consorzio Cusio Turismo. Il giovane imprenditore novarese sarà premiato sia per i meriti industriali sia per aver contribuito, con una strategia di promozione mirata, alla diffusione del brand “Lago d’Orta” come sinonimo di eccellenza ambientale e turistica italiana. La ditta conta oltre 800 dipendenti e realizza moderni sistemi di riscaldamento e di raffrescamento a pavimento e a soffitto. Importanti le applicazioni nel campo del fotovoltaico, della geotermia, del solare termico e dell’idrogeno. Tecnologie già collaudate nel mondo, in strutture come l’Università Tongji di Shiangai, il Parlamento di Londra, la Mole Antonelliana, e ancora in alcuni ospedali del nord Italia, all’ufficio internazionale brevetti di Ginevra, sul Lago d’Orta nel primo hotel a idrogeno del mondo e presto anche in Argentina, presso alcuni edifici governativi. In tale ottica nasce e si sviluppa pure l’interazione tra imprenditoria tradizionale e vocazione turistica, elementi che hanno portato la Rai e Stile Italia a premiare il genio di giovani imprenditori che, come Andrea Giacomini, in tempi di crisi puntano coraggiosamente all’innovazione senza però rinnegare le tradizioni. Riconoscimenti, oltre che all’imprenditore novarese Andrea Giacomini, anche al presidente di Assocamerestero Augusto Strianese, al re italiano del cachemire Brunello Cucinelli, alla regina dei gioielli Silvia Damiani, alla stilista Fernanda Gattinoni, e per la diffusione della cultura a Luciano Calosso, che presenterà un progetto sui loghi italiani. Inoltre, riceveranno un riconoscimento per il loro impegno nella ricerca e nel sociale il ricercatore Antonio Giordano, il professore Franco Mandelli e il presidente della fondazione “Mediterraneo” Michele Capasso.  Ospiti della serata anche Albano Carrisi e Renzo Arbore, che racconteranno l’Italia attraverso la musica, mentre in diretta da un teatro milanese Enzo Iacchetti eseguirà una performance cantando Gaber. La regista Lina Wertumuller parlerà dei suoi film e del suo amore per l’Italia. Sul palco anche l’attrice Gina Lollobrigida, l’artista Michele Placido e il giovane ma affermato chef Alessandro Borghese. A rappresentare le istituzioni ci saranno il Viceministro con delega al Made in Italy Adolfo Urso e i parlamentari della “Fondazione Italiani nel Mondo”, Sergio de Gregorio, Amato Berardi, Basilio Giordano, Nicola Di Girolamo, Esteban Caselli. E ancora, l’onorevole Catia Polidori, direttore esecutivo della Fondazione Italia-USA. La serata vedrà fra i protagonisti anche personaggi dello sport come lo storico pugile Nino Benvenuti, il tennista Adriano Panatta e il pilota di GP2 Luca Fillippi, che presenteranno il calendario 2010 di Mamma Italia Onlus, associazione che si occupa di bambini meno fortunati. (baudo, famiglia giacomini)

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Unione dei popoli e delle religioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Lo abbiamo pensato con la scomparsa negli anni 90 dell’ateismo di Stato nell’Est asiatico. Non dimentichiamo che sino allora l’umanità era prigioniera della cortina di ferro, dall’inevitabile olocausto nucleare e la Cina era isolata, si avvicinavano con crescente preoccupazione le mire indipendentistiche dei Paesi del terzo mondo, vi aleggiavano le spinte rivoluzionarie del Patto di Varsavia e la divisione della Germania. Pensare che da tale quadro non certo idilliaco della situazione mondiale potesse “esplodere la pace” appariva non solo utopistico ma soprattutto irrealizzabile per la somma crescente dei problemi che invece di risolversi sembravano complicarsi sempre di più. Questo incubo è durato dal 1945 (accordo di Yalta) fino alla caduta dell’impero sovietico ed alla demolizione del muro di Berlino (1989). Da questa ultima data in poi la marcia dell’umanità si arricchita di valori positivi sempre più consistenti, sebbene non manchino vaste zona d’ombra. E’ incominciata la nuova civiltà della pace: la civiltà dell’amore, la civiltà della pacifica coesistenza, della “pacificazione” e dei “pacificatori”. Più avvertita, tuttavia, dai popoli e meno dai governanti. Per consolidarla occorre neutralizzare la logica del profitto con il paraocchi dove diventa “naturale” sfruttare il più debole, dove la ragione si avvale della forza delle armi, dove non si dà accesso al confronto dialettico non per convincere della propria idea ma per saperla mescolare e calibrare in sintonia con quella degli altri. E nello stesso tempo nella costante di una ricerca dei valori fondanti e fondamentali che reggono le sorti della civile convivenza.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Politica e “partitica”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Come si vede la politica non ha nulla a che fare con la “partitica”. Il cristiano e l’essere umano non può non fare politica, ma non deve essere neppure un “demo[nio]-cristiano” (“Noi non possiamo non fare politica”, diceva S. Pio X. “La politica confina con l’altare”, affermava Pio XI), poiché egli è un animale sociale per natura, inoltre è stato elevato all’ordine soprannaturale e deve occuparsi non solo del suo proprio bene, ma anche di quello comune, in vista del fine ‘ultimo-prossimo’ o naturale (benessere comune temporale) subordinato a quello ‘ultimo-remoto’ o soprannaturale (Dio). In primo luogo perché il bene proprio non può sussistere senza il bene comune della famiglia (chi avesse una famiglia disastrata, condurrebbe una vita disgraziata o perlomeno molto difficile; oppure un padre che non si occupasse dei figli, un marito che trascurasse la moglie e pensasse solo a sé, da perfetto liberal-liberista-libertario-libertino, sarebbe un pessimo marito e padre), e a maggior ragione della città e dello Stato (chi dovesse vivere in una città ove regna l’anarchia o la tirannia, avrebbe una vita dura davanti a sé, anche se è un liberista puro, infatti “nessun uomo è un’isola” e, perciò, dovrebbe soffrire i disordini della dis-società che lo circonda e nella quale vive realmente anche se teoricamente pensa di essere un “isolato d’oro”, come il ricco povero Creso), poiché la famiglia (che è una società imperfetta) non può fornire a tutti i suoi membri, tutto il necessario per vivere bene naturalmente (salute, scienza, sicurezza, moralità) ed ha bisogno ex natura rerum di unirsi ad altre famiglie, che così formano una città e poi varie città unite formeranno uno Stato (società perfetta nell’ordine temporale). In secondo luogo perché l’uomo, essendo una parte della famiglia e dello Stato, nel valutare il proprio bene grazie alla virtù di prudenza, deve farlo subordinatamente al bene della comunità, infatti “una parte che non armonizza col tutto è deforme”, un piede slogato o un dito moncato, non sta bene lui e non fa sentir bene tutta la persona. Il liberismo è il piede slogato o l’organo deforme della Società civile con la quale non vuol vivere in armonia, data la filosofia individualista alla quale si rifà e che lo rende auto-lesionista o masochista, slogato, s-locato, doloroso e addolorante gli altri. (Don Curzio Nitoglia)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I ponti costruiti tra le due sponde

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Allorché si pensa al Sud del mondo e agli errori e alle aberrazioni di una cultura capitalista che ha fatto del progresso e del benessere il prezzo da far pagare a quella parte del genere umano che è rimasto emarginato da tale crescita esponenziale, noi ci rendiamo perfettamente conto della profonda ferita che è stata inferta in questa logica di emarginazioni e di sudditanze. Abbiamo cercato di lenire il male attraverso la “carità” trasformata nel tempo in “solidarietà”, ma ci siamo resi conto che non si tratta di dover elargire briciole ma di dover imporre una svolta decisa all’intero sistema di relazioni internazionali tra Stati, etnie e continenti. E tocca proprio al “capitalismo” imporre una necessaria revisione dei suoi metodi. Dobbiamo incominciare a far crollare il sistema dei profitti riguardo alla produzione degli armamenti e delle armi biologiche e chimiche. Occorre tagliare l’erba sotto i piedi del gigante che coglie le tante opportunità offerte dalle ambizioni, dal viscerale desiderio di potere e di predominio dei signorotti di turno per ricondurre la lotta politica, le rivalità tribali, in una composizione dialettica incruenta nelle sue esternazioni per quanto fossero colorite. Occorre uscire dal tunnel delle tentazioni egemoniche per imporre la forza della ragione, la ricerca di una uguaglianza tra tutti gli esseri umani in modo che ciascuno di essi, nessuno escluso, possa accedere alle risorse naturali con pari dignità e nel suo pieno diritto.(A.R.)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Questioni aperte nell’esegesi michelangiolesca

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

E’ il titolo  di un lavoro  dei prof. Adriano Prosperi e Antonio Forcellino pubblicato qualche anno fa negli “Atti dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Classe di Scienze morali, storiche e filologiche”. La domanda che si posero e ci pongono i due autori è di che genere fosse stato l’atteggiamento di Michelangelo, pittore, scultore, architetto, poeta e dotato di una grande sensibilità religiosa, posto di fronte alla sua età che fu anche di Savonarola, Lutero, del Concilio di Trento e dell’Inquisizione. Fu, senza dubbio, uno scontro tra le diverse interpretazioni del cristianesimo sfocate nella costruzione di diverse chiese e nella fine dell’unità della Chiesa cristiana d’Occidente. Fu anche il tempo della scoperta dell’America e dell’espansione missionaria europea. Tutto questo mentre si maturavano le indelebili e magistrali opere dalla Pietà al Giudizio universale. Un pennello ed una scultura che taluni vollero vedere il tormento dell’uomo, della sua religiosità tra le forme statuarie che esaltano la grandezza dell’essere umano, la sua dignità, la sua aspirazione alla liberazione dai vincoli del male e della morte, e la sua ricerca della salvezza. Se da una parte non sembra realistico che possa essere sfuggito alla sensibilità dell’artista e dell’uomo di Fede questa battaglia delle Chiese divise e in lotta, dall’altra è possibile dall’analisi del linguaggio artistico intravedere questo trauma esistenziale? Tali segnali, sia pure impercettibili, possono essere scaturiti dai riti della Sistina, dove il Cristo di Michelangelo ha presieduto a tutte le elezioni papali dei secoli successivi. E si chiede Prosperi c’è dunque un legame storico fra l’arte di Michelangelo e l’universo religioso del cattolicesimo del suo tempo? Ed ancora quali furono le scelte di Michelangelo all’interno di un cristianesimo così diviso e attraversato da profondi contrasti? E questa lettura fu percepita in qualche modo dai suoi contemporanei? Una chiave di lettura significativa per Prosperi è data dall’immagine del Crocefisso eseguita da Michelangelo per Vittoria Colonna tra il 1538 ed il 1541. Fu il punto d’incontro tra i due ma anche la conferma della centralità del tema di Cristo crocefisso e del misticismo della Redenzione in ambienti significativi della vita culturale e religiosa italiana intorno alla metà del ‘500. Non dimentichiamo che Michelangelo realizzò  una immagine nuova della passione di Cristo. “Non l’uomo di dolori della tradizione, ma un uomo divino, visto nella torsione di un corpo atletico e integro, teso in una sofferenza tutta interiore, che ricorda il movimento di Laocoonte, in lotta con gli invisibili mostri del male e della morte.” Un altro segno rilevato è quella della meditazione michelangiolesca sul tema della pietà e l’opera dell’artista per la tomba di Giulio II. Vittoria Colonna, per i suoi tempi non fu certo una figura di secondo piano nel mondo culturale della Roma laica e religiosa. Essa divenne l’interlocutrice e la mediatrice mistica di un gruppo  che si riuniva per coltivare una pietà speciale, fatta di mediazioni, di illuminazioni e di una auto-elezione al di sopra dei comuni cristiani. La nobildonna amava circondarsi di una piccola ma raffinata aristocrazia di alti prelati, poeti, scrittori e artisti. Passava per l’essere la mediatrice del gruppo e Michelangelo, proprio suo tramite, godeva tra costoro di illimitata ammirazione e di grande amicizia spirituale.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le emergenze sociali

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

L’Italia, e la chiesa cattolica se ne fa carico, sta affrontando uno dei suoi più gravi momenti. Parliamo della povertà e del disagio di quanti non hanno una casa dove ripararsi e se ne dispongono una si trovano sotto sfratto per il caro fitti. Le pensioni e gli stipendi hanno subito in questi ultimi tre anni una perdita netta del potere d’acquisto che non trova precedenti in passato, in un lasso di tempo così breve. La disoccupazione o l’occupazione a progetto per i giovani trovano nuovi margini per far aumentare l’area del disagio sociale. Nel loro insieme questi fatti diventano un vero e proprio attentato alle famiglie, alla loro unità, alla loro crescita. E’ un aspetto che nella sua drammaticità se ne fa specchio fedele la comunità locale e la vita stessa delle parrocchie. Non mancano in proposito autorevoli ed accorati appelli, ma, come si sul dire non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire. Occorre voltare pagina, e subito, se non vogliamo che allo scoramento si aggiunga l’esasperazione. Già questi segni si avvertono un po’ ovunque e quanto la misura è colma è ben difficile evitare che trabocchi con conseguenze imprevedibili e capaci di destabilizzare l’intero sistema. Lo avvertiamo a Napoli dove la camorra fa vivere più delle istituzioni. Lo avvertiamo altrove dove l’arte di arrangiarsi provoca danni ben maggiori dei rimedi che vorrebbe proporre. Uno Stato moderno deve prendere coscienza di tutti questi inquietanti segnali e cercare una valida strada per invertire questa perversa tendenza ed i grossi rischi che su di essa incombono. (A.R.)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Politica come “scienza architettonica”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

“Da Aristotele in poi si parla di polìtica come di una scienza architettonica, che […] regge, coordina e dirige tutte le altre scienze pratiche, quali il diritto, l’economia, la medicina, l’edilizia, l’arte e così via, che essa applica per regolamentare l’effettiva convivenza della comunità”. Onde risulta lampante la contraddittorietà tra la metafisica e l’etica aristotelico-tomistica con il liberismo, che vorrebbe un’economia del tutto “libera” (facendo erroneamente della libertà un fine e non un mezzo) per agire libero da ogni intervento dello Stato o della Polis e della morale; mentre Aristotele e S. Tommaso ordinano e subordinano sia il diritto che l’economia alla morale sociale o politica. I teo-conservatori nostrani, che si erigono a paladini delle radici cristiane europee dovrebbero “ire ad Thomam”, come consigliava Pio XI nell’enciclica Studiorum Ducem, invece di ire ad Popper, Myses, Hayek o Burke-Kirk, come invece fanno, scambiando dei rivoli inquinati dal liberalismo sensista inglese, per la fonte pura della metafisica dell’essere, sotto pena di divenire paladini delle radici giudaico-calviniste dell’ «Am-europa». Attenzione a non lasciarsi fuorviare dai prezzolati dal Mammona iniquitatis (il “dio quat-trino” del teo-conservatorismo) e prendere “lucciole per lanterne” in materia di filosofia politica, scambiando Locke con S. Tommaso. (Don Curzio Nitoglia)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il confronto con il mondo islamico

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Prima di parlare di islamismo e di rapportarlo ad una risposta politica dell’occidente ci corre l’obbligo di chiederci di quale islamismo parliamo. Non dimentichiamo che il più serio se non inestricabile ostacolo è rappresentato nel non riconoscere quale sia l’effettivo interlocutore. Sta proprio nella caratteristica della civiltà islamica essere uniti e diversi tra sunniti e sciiti, tra nasseristi, baathista, khomeneisti e kemalisti. Ed ancora turchi, iraniani, mongoli, bosniaci, albanesi, oppure prevalentemente arabi e panarabisti. Vi è in tutto ciò una invadente componente religiosa considerato il fatto che essa mai si è dissociata dalla concezione della politica che va subordinata alle leggi del Corano. E quando si va alla ricerca di un dialogo costruttivo spunta necessariamente l’appendice abramitica del Vecchio Testamento. Altri scorgono nell’attuale contrapposizione tra il pensiero occidentale e quello arabo una prosecuzione originale e creativa del cristianesimo in forma araba e antigiudaica. Altri scorgono nell’Islam una micidiale arma di guerra formatasi alla scuola delle sette del terrore, dei deliranti dervisci, degli assassini, degli omicidi suicidi della Jihad e quanto altro. Ma da tutte queste contraddizioni vi è anche quella che frena il passo ricordandoci il rapporto dell’islam classicista ed ellenista e che, nonostante il rogo della grande biblioteca dei Tolomei, seppe poi riscattarsi con Averroè ed Evicenna, traducendo e diffondendo Aristotele e i testi greci di scienza e di medicina. Se ne trae alla fine la convinzione che è possibile schematizzare l’Islam in due forme di pensiero di cui una, maggioritaria, è data da una cultura che sa essere umana, misericordiosa, aperta al dialogo e alla convivenza e, l’altra, minoritaria, violenta, terroristica, vendicativa e che trae la sua linfa vitale, nei suoi stimoli distruttivi, dalle ingiustizie del nuovo, capitalismo globalizzatore e mercificante. E’ una suddivisione, ovviamente, di comodo dato che nel mezzo, come sempre, vi possono essere delle variabili che tendono a smussare gli angoli degli uni e degli altri tra un eccesso di bontà ed uno di cattiveria. Sta di fatto che la rabbia islamica è anche una rabbia occidentale e cristiana, se vogliamo, dei tanti che sono e restano vittime di una cultura capitalista che esporta le sue logiche perverse che vanno dal consumismo al cinismo politico di taluni suoi governanti.(A.R.)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Politica come “prudenza sociale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

La polìtica o morale sociale è la scienza di ciò che l’uomo, come animale sociale, deve essere e fare (“agere sequitur esse”), orientandosi verso un determinato fine (“omne agens agit propter finem”). S. Tommaso la definisce così: “il soggetto della filosofia morale è l’operazione umana ordinata ad un fine, oppure l’uomo in quanto agisce volontariamente per un fine”. Per l’Aquinate la filosofia politica è una scienza pratica, che dà i princìpi (“scire per causas”) per agire, non al singolo individuo, come l’etica generale, ma al cittadino che vive in una società e che deve operare da uomo sociale e non come individuo privato, come vorrebbe invece la scuola liberale e liberista. (Don Curzio Nitoglia)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il diritto naturale

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Per cogliere il fine ci vuole una strada che conduca ad esso: essa è il diritto naturale che Sofia Vanni-Rovighi definisce “il complesso di ciò che si deve rispettare perché un uomo sia e resti autenticamente uomo”. Dunque un diritto naturale come règola suprema delle leggi civili, significa il dovere di subordinare ogni attività umana alla finalità morale, ossia al fine dell’uomo. Perciò, se una legge umana non contrasta con la legge morale o il diritto naturale, osservarla è doveroso moralmente (“chi vuole il fine, prende i mezzi”). Mentre la legge ingiusta se è contraria al diritto naturale non deve essere obbedita (per es. aborto, divorzio, eutanasia, bruciare l’incenso agli idoli); invece se esige dall’individuo un sacrificio non necessario al bene comune ma superfluo, come quando il capo impone ai sudditi leggi o imposte troppo onerose ([17]) e che non giovano al bene pubblico, esse non obbligano in coscienza, ma per evitare uno scandalo o una sedizione, si possono ottemperare. (Don Curzio Nitoglia)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La pace invocata dai giusti

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Si fa un gran parlare di pace in questi ultimi anni ma a soffiare su di essa resta solo il vento della guerra. Sembra persino una parola troppo inflazionata per tornare credibile. Qualcuno osserva che essa possa dare spazio a molte altre cose. Pensiamo, ad esempio, alla pace politica e demagogica sostenuta in contrapposizione dalle maggioranze e dalle opposizioni in molti Paesi. Pensiamo alla pace rumorosa dalle molte bandiere e dai tanti slogan. Pensiamo alla pace interessata per costruire imperi industriali fondati sulle ricchezze dei paesi poveri ed indifesi. Pensiamo alla pace ingiusta fondata sui drammi delle popolazioni stremate dalle violenze e sulle quali ogni possibile forma di pace, anche fondata sulla punta delle baionette sembra essere il minore dei mali, e la pace invocata sui morti e sulle stragi per sedare la sete e la fame di giustizia. E’ una parola, come la democrazia, che ognuno riempie di significati di comodo. E’ la logica dei pacifismi. E’ la nemesi degli “-ismi”. La pace non significa soltanto assenza di guerra. La pace va nutrita di giustizia. La pace invocata dal Papa taglia alla radice anche ogni necessità di guerra. Il suo non è pacifismo nella sua accezione generica, ma impegno per la pace. E’ un’utopia ma anche una certezza vera e certa di salvezza dell’umanità che corre veloce verso una catastrofe globalizzata.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Imprese: Piccolo è bello?

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

La formazione di aziende familiari è stata a lungo incoraggiata in Italia eppure le tendenze dell’economia europea sono di segno opposto e vanno verso unità produttive di sempre maggiori dimensioni. Nel 1950 l’Italia, insieme a Spagna e Portogallo, faceva una netta eccezione all’interno di una Europa agricola dove oltre il 90% delle forze di lavoro era costituita dall’imprenditore e dalla sua famiglia. In questo campo l’industrializzazione permetteva di promuovere il consumo dei prodotti ortofrutticoli e zootecnici e riduceva, al tempo stesso, i tempi morti del lavoro agricolo, esaltando la piena occupazione contadina. Non solo. Il centro degli interessi economici dei poderi veniva spostato alla fabbriche consentendo ai piccoli imprenditori un minore stress. Questa intesa si infranse con la crescente rapida richiesta di manodopera non agricola che alla fine non ridusse le residue sacche della sottoccupazione, ma travolse le più piccole tra le aziende familiari. Nonostante ciò, ancora nel 1975, nel quadro dell’Europa dei 12, le forze di lavoro familiari, calcolate in unità standard (le cosiddette Ula) rappresentavano il 78,2% dell’occupazione agricola. In questo contesto spiccava, con il 66,9% il caso italiano. 20 anni dopo le statistiche scontano l’aver inglobato nell’Europa un intero stato, la Germania Est) dall’agricoltura esclusivamente basata sul lavoro dipendente. Con ciò le forze di lavoro familiari rappresentavano ancora il 75,7%. Ma va anche detto in proposito che lo sviluppo economico consente alle piccole unità familiari di controllare maggiori aree. Un tempo l’ex-zappatore poteva a stento coltivare tre ettari con suo strumento oggi può farlo agevolmente e con minore fatica con cento o duecento dall’alto del trattore e grazie a congegni sempre più sofisticati e a logiche cooperativistiche. Semmai si sta sviluppando la tendenza da parte delle imprese familiari di acquisiste manodopera salariata. Il progresso dovrebbe, quindi, spingere verso l’alto le frontiere dell’azienda familiare come se alla sua attitudine produttiva non ci fossero più limiti. Resta aperto l’interrogativo posto in premessa: continua ad essere bello a fare i piccoli o non vi è più convenienza a farlo? Ed ancora questo vale in agricoltura più che nel settore industriale?

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La storia senza certezze

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Se rileggo i libri di storia di 40-50 anni fa e faccio la stessa cosa con quelli di oggi riguardo la trattazione degli eventi che risalgono al Risorgimento italiano, mi accorgo che talune vicende hanno assunto un aspetto interpretativo diverso. Oggi mi dicono che è stringente la necessità di riscrivere la storia del nostro Risorgimento e di sollecitare, al tempo stesso, un dibattito ed un confronto anche a livello storiografico. La circostanza non mi sorprende più di tanto sapendo bene che la storia è sempre in discussione e si scrive e si riscrive ogni giorno, sulla base di pressioni culturali, di suggestioni ideologiche, di riflessioni nelle quali ciascuno porta il contributo in primo luogo delle proprie ricerche ed anche dei propri convincimenti religiosi o aconfessionali. La riflessione che ne traggo è che la prudenza, pure in questa ragionevole circostanza. Pensiamo, ad esempio, a quella mancata  sufficiente chiarezza rispetto a quei sottili ma vitali passaggi e che sono stati in qualche modo oscurati dalla ventata rivoluzionaria di fine Settecento che aveva spazzato il tempo del trono e dell’altare e che negli anni a seguire sono diventati di impossibile recupero in chiave sia di interpretazione storica sia di rapporto con l’attualità del suo tempo e di lettura e di comprensione per i miei contemporanei.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I distretti industriali ed universitari

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Disporre sul territorio di una struttura universitaria costituisce per le imprese che vi ruotano un valore aggiunto non indifferente. Questa valutazione comprovata dalla crescita di rapporti sempre più intensi tra il mondo del sapere e quello del lavoro ci ha indotti a considerare un altro aspetto che andrebbe considerato in una diversa realtà sociale ed ambientale. Da qui è partito il progetto per la costituzione di cooperative internazionali di sostegno sociale (Copiso) da tenere sotto l’alto patrocinio dell’Onu per lo sviluppo delle aree depresse ed in particolare, per i Paesi del sottosviluppo. Esse dovrebbero beneficiare di un’area apposita nell’ambito degli Stati più depressi del mondo per costruirvi una “cittadella del sapere” d’affiancare alle produzioni locali e alle attività del terziario e, quindi, agricola, commerciale, turistica e per la preparazione professionale degli autoctoni e per la formazione di una loro classe dirigente a tutti i livelli di operabilità. Un altro aspetto sarebbe quello di indirizzare lo sviluppo delle telecomunicazioni, delle infrastrutture, dei trasporti per persone e beni ecc. Una caratteristica di queste cooperative è rappresentata dal personale di provenienza occidentale che ne costituirebbe l’ossatura: essi dovrebbero avere un’età superiore ai 70 anni ed essere provenienti da ambienti universitari e dell’imprenditoria con altissima professionalità nel loro campo d’azione. L’età dovrebbe garantire la provvisorietà del loro ruolo una volta realizzato il progetto di formazione di una cultura del progresso e delle tecniche per i residenti. Vi sono, ovviamente, altri aspetti che sorvoliamo per ragioni di spazio ma che confidiamo di colmare nei nostri approfondimenti futuri su queste pagine.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Esiste in Italia una «vecchia classe politica?»

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Questo “vecchio” lo intendiamo, è bene chiarirlo da subito”, non tanto e non solo per il suo dato anagrafico quanto di mentalità che possiamo trascinarci dietro in un “revival” tra il nostalgico e l’assurdo. Non vi è dubbio che dagli anni novanta in poi la classe politica italiana si è trovata dinanzi ad un panorama istituzionale diametralmente opposto ai suoi soliti schemi. Pensiamo, ad esempio, al crescente processo di globalizzazione che ha prodotto una corrispondente “territorializzazione” dell’economia e dello sviluppo ed aprendo ampi spazi alla competizione e alla concorrenza tra i territori. Come avrebbe potuto questa classe politica, adusa ad una sorta di reductio ad unitatem, affrontare con i suoi soliti strumenti culturali ed ideologici le dinamiche del potere così diverse dalle attuali? Per rendere meglio il concetto possiamo affermare che si è venuto ad instaurare nel nostro sistema politico, diciamo tradizionale, un governo ed un potere a più strati ma nel contempo in stretta correlazione tra loro ma senza che sia possibile individuare né un livello “base” né un “centro” o comunque una gerarchia ben definita. In pratica non esiste una “costituzione” complessiva, in ambito comunitario, di indirizzo generale che sappia regolare in ogni circostanza i vari livelli di governo e li possa esprimere in forma gerarchica per quanto vi possano essere alcune regole di interrelazione tra i livelli anche se non sono organizzate in un sistema chiuso e compiuto. E il tutto ci porta ad un agire politico molto complesso e di difficile governabilità in termini di coerenza di indirizzo e di risposte appropriate ai problemi emergenti. Lo dobbiamo al fatto che è entrato in crisi il “pensiero gerarchico” ma al suo posto non siamo ancora riusciti a trovare un suo degno sostituto.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »