Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Politica e “partitica”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Come si vede la politica non ha nulla a che fare con la “partitica”. Il cristiano e l’essere umano non può non fare politica, ma non deve essere neppure un “demo[nio]-cristiano” (“Noi non possiamo non fare politica”, diceva S. Pio X. “La politica confina con l’altare”, affermava Pio XI), poiché egli è un animale sociale per natura, inoltre è stato elevato all’ordine soprannaturale e deve occuparsi non solo del suo proprio bene, ma anche di quello comune, in vista del fine ‘ultimo-prossimo’ o naturale (benessere comune temporale) subordinato a quello ‘ultimo-remoto’ o soprannaturale (Dio). In primo luogo perché il bene proprio non può sussistere senza il bene comune della famiglia (chi avesse una famiglia disastrata, condurrebbe una vita disgraziata o perlomeno molto difficile; oppure un padre che non si occupasse dei figli, un marito che trascurasse la moglie e pensasse solo a sé, da perfetto liberal-liberista-libertario-libertino, sarebbe un pessimo marito e padre), e a maggior ragione della città e dello Stato (chi dovesse vivere in una città ove regna l’anarchia o la tirannia, avrebbe una vita dura davanti a sé, anche se è un liberista puro, infatti “nessun uomo è un’isola” e, perciò, dovrebbe soffrire i disordini della dis-società che lo circonda e nella quale vive realmente anche se teoricamente pensa di essere un “isolato d’oro”, come il ricco povero Creso), poiché la famiglia (che è una società imperfetta) non può fornire a tutti i suoi membri, tutto il necessario per vivere bene naturalmente (salute, scienza, sicurezza, moralità) ed ha bisogno ex natura rerum di unirsi ad altre famiglie, che così formano una città e poi varie città unite formeranno uno Stato (società perfetta nell’ordine temporale). In secondo luogo perché l’uomo, essendo una parte della famiglia e dello Stato, nel valutare il proprio bene grazie alla virtù di prudenza, deve farlo subordinatamente al bene della comunità, infatti “una parte che non armonizza col tutto è deforme”, un piede slogato o un dito moncato, non sta bene lui e non fa sentir bene tutta la persona. Il liberismo è il piede slogato o l’organo deforme della Società civile con la quale non vuol vivere in armonia, data la filosofia individualista alla quale si rifà e che lo rende auto-lesionista o masochista, slogato, s-locato, doloroso e addolorante gli altri. (Don Curzio Nitoglia)

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