Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 2 gennaio 2010

10 Domande al Presidente del Co.Ce.R.

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

il Gen. C.A. Domenico Rossi in qualità di presidente dell’organo di rappresentanza dei militari è stato intervistato da Girolamo Foti responsabile del Rotocalco Militare per fare il punto sulla situazione delle forze armate e sul ruolo che intende esercitare l’organismo a sostegno dei diritti dei militari. Il testo della lunga intervista è visibile sul sito del “movimento sud dei diritti. Di là delle problematiche specifiche che attengono la vita militare noi intendiamo soffermarci su quanto ci pare importante rilevare per gli aspetti che coinvolgono il parlamento nella sua azione legislativa. Dobbiamo, innanzitutto rilevare che esiste, e non solo nell’ambito militare, un malessere diffuso per la mancanza di sensibilità mostrata dal Governo, e poco o nulla stimolato dalla maggioranza che lo sostiene, sul basso e diffuso livello retributivo e delle rendite pensionistiche che continuano la loro inesorabile corsa all’erosione come si evince dai recenti aumenti che per le associazioni dei consumatori andranno a gravare sui bilanci delle famiglie pro capite in non meno di 500 euro annui. Tutto questo mentre non si risparmiano gli elogi per l’impegno profuso dai militari in patria e all’estero a sostegno delle diverse emergenze e si pone l’accento sull’alta professionalità delle nostre forze armate e con essi tutti coloro, e sono tanti, che nel pubblico impiego e nel privato, operano nell’interesse dell’azienda Italia. Un riconoscimento dovuto ma che non trova riscontro nei fatti se il parlamento non riesce a trovare il tempo e il modo, e lo avrebbe dovuto fare già in passato, a sostegno di una doverosa ridistribuzione delle risorse a fronte di palesi sperequazioni tra gli stessi lavoratori. Ci imbattiamo, invece, e qui dobbiamo dare ragione a Bossi quando dice: “”Noi siamo disposti a parlare con chiunque, a trovare accordi, ma ad una condizione: che le cose si facciano! Non vogliamo chi perde tempo o lo fa perdere apposta.” E i chiacchierii, purtroppo, sono tanti e il peggio è che non ci permettono di fare nemmeno un quarto di passo avanti, anzi rischiamo più delle volte di arretrare. Non vogliamo insegnare a nessuno le cose che si devono fare anche perché basta guardarsi intorno per accertarsene, ma non credete signori parlamentari e membri del governo che la morale bossiana debba essere messa in pratica? Datemi una mossa una volta tanto. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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I politici parlano di riforme

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Con il suo discorso alla nazione il presidente Napolitano ha lanciato un primo segnale sulla strada delle riforme. Gli ha fatto eco subito dopo il presidente del senato Renato Schifani in una intervista al Giornale Radio Rai dicendosi ”incoraggiato a seguire un percorso pacato fra maggioranza e opposizione” E rilevando in questo senso ”convergenza tra maggioranza e opposizione” su temi come la riduzione del numero di parlamentari, il monocameralismo, più poteri al premier, una giustizia più equilibrata tra accusa e difesa. Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Umberto Bossi, interpellato dall’Ansa, ma ha anche tenuto a ribadire riguardo le riforme: ”non vogliamo sentir parlare di chiacchiere, siamo geneticamente contrari alla melassa buonista e a quelli che parlano, parlano e poi non fanno un bel nulla” E ha soggiunto: ”Noi siamo disposti a parlare con chiunque, a trovare accordi, ma ad una condizione: che le cose si facciano! Non vogliamo chi perde tempo o lo fa perdere apposta”. ”La Lega prosegue per la propria strada. Ed è una strada ben chiara. E ribadisco, per chi ancora non lo avesse capito, che siamo contrari alla melassa buonista, al chicchiericcio di quelli che parlano, parlano e non fanno mai nulla. Adesso servono le riforme. Questo è il nostro programma per il 2010”.

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Auguri ai militari italiani all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Non mancano in questi giorni gli auguri “istituzionali” ai militari italiani di stanza all’estero per le operazioni di pace. Un augurio che non si dissocia del ricordo delle vittime del dovere e si estende all’attività svolta dai militari durante le calamità che hanno colpito il nostro paese dall’Abruzzo a Messina. L’invito è anche quello di poter continuare a contare nel sostegno prezioso di questi uomini e donne che sono diventati un bene prezioso per tutta la nazione. Fin qui gli elogi e ci sta molto bene perché, di là delle opinioni che ciascuno può avere, di certo non può mancare l’orgoglio di avere un personale militare altamente addestrato e che sta riscuotendo la stima dell’opinione pubblica internazionale. Senza voler sminuire le altre forze militari presenti nelle diverse aree di crisi nel mondo, possiamo dire che gli italiani si sono caratterizzati proprio perché hanno sempre cercato di immedesimarsi nei bisogni e nelle aspettative delle popolazioni che sono costrette a vivere in zone altamente a rischio. Sono diventati, in pratica, uomini e donne di pace prima di essere dei militari. Ma se vogliamo andare oltre questo doveroso apprezzamento dobbiamo soggiungere che esiste – a nostro avviso – una fondamentale differenza che distingue la presenza militare nelle aree di crisi. Nel Libano e anche nei vicini Balcani la forza internazionale è accettata e condivisa dalle popolazioni locali mentre non ci sembra altrettanto scontato in Afghanistan come non lo è in Iraq. Per quanto ci riguarda ora ci resta solo l’Afghanistan e in proposito dovremmo fare una riflessione più approfondita poiché in quella regione l’azione dei talebani assume un aspetto più complesso e articolato andando ad intersecarsi con l’atteggiamento delle popolazioni locali. In altri termini il “forestiero” sia se indossa la divisa o gli abiti civili, è visto come un intruso, un contaminatore. La stessa leadership politica lascia molti dubbi di correttezza istituzionale e la presenza dei militari stranieri può dare l’impressione di avallare il ruolo non sempre lineare di un governo poco amato. Questi motivi, a nostro avviso, sono già sufficienti per un serio ripensamento sulla nostra presenza militare e quella degli altri eserciti. D’altra parte non si sta facendo molto per neutralizzare la pressione esercitata dai talebani che mostrano chiaramente di controllare diverse aree del paese e di avere risorse economiche e anche solidarietà da non pochi capi villaggio tanto che per non alienarsi del tutto le loro simpatie è stato deciso d’evitare la distruzione dei campi d’oppio. Ciò significa che i talebani possono agevolmente scambiare la droga con le armi e foraggiarsi di continuo per continuare all’infinito la loro azione di contrasto al regime in carica e ai suoi partner militari stranieri.

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Libano: Si fa presto a dire pace

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Riprediamo per sommi capi l’intervista rilasciata dal generale Claudio Graziano ad Antonello Tiracchia il 26 dicembre scorso. Ci parla del Libano e della missione Unifil di cui è a capo. Per il generale Vincenzo Camporini Capo di Stato Maggiore della Difesa: “Il Libano è al centro di quella che può essere paragonata una gigantesca pentola a pressione, la cui valvola di sicurezza è costituita dall’impegno delle truppe della comunità internazionale che, sin dagli anni Settanta, cercano di trovare una via di uscita da una guerra ormai consolidata da un susseguirsi di violenze e lutti, che a loro volta continuano ad alimentare odio, incomprensione e voglia di vendetta”. La missione UNIFIL -United Nations Interim Force in Lebanon- è probabilmente la più longeva operazione militare dell’ONU, essendo nata il 19 marzo 1978 dopo la Risoluzione 425 del Consiglio di Sicurezza mirata a porre fine all’invasione del Libano, avvenuta nel 1978, da parte di Israele. Questa Risoluzione prorogata semestralmente è praticamente giunta sino ad oggi senza soluzione di continuità, diventando l’undici agosto 2006 nel 2006 la Risoluzione 1701 e il giorno dopo fu accettata sia dal Governo libanese che da quello israeliano.  “E’ una missione – per il generale – dedicata prevalentemente al raggiungimento della sicurezza su questi territori, quindi è a tutti gli effetti una missione militare, con azioni militari e civili integrate tra loro”. Per dare una misura dell’attuale impegno in termini numerici possiamo dire che nel sud del Libano sono presenti circa 13 mila caschi blu ma il contingente potrebbe aumentare nei prossimi mesi sino a portarsi a 15 mila unità. Ciò significa che la missione continuerà stabilmente. A fine gennaio il comando italiano passerà allo spagnolo Alberto Asarta Cuevas. Per il generale Graziano, da poco promosso di corpo d’armata, l’impegno dell’Unifil è quello di portare stabilità nell’area. Per questo: “Abbiamo riunioni periodiche tripartite, in cui si incontrano ufficiali israeliani e libanesi, che all’inizio parlavano attraverso di noi, pur essendo seduti a pochi metri uno dall’altro. Sono affrontati problemi riguardanti la sicurezza, si parla di eventuali incidenti e di violazioni; ed il fatto che si incontrino e inizino a conoscersi è già un passo avanti. Ci sono problemi di sicurezza, ma anche di linee di confine, come le 14 fattorie di Sheeba, il territorio di Ghajar e le colline di Kfar Shouba. Quanto ai rischi per la pace, sono chiari a tutti i rischi insiti nei lanci di razzi Qassam Palestinesi, la cui risposta degli Israeliani potrebbe creare riflessi anche in questa area.” (Antonello Tiracchia foto di: Cybernaua)

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Do The Writing!

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Lecce, 3 gennaio 2010 presso il centro sportivo “La Tettoia” di via Basento, nel quartiere S. Rosa di Lecce, si terrà la puntata pugliese del format itinerante nazionale “Do The Writing! L’Associazionismo per la Creatività Urbana in Puglia” creato da Inward Osservatorio sulla Cultura del Writing e promosso dal Ministro della Gioventù, così da favorire l’emersione e la cooperazione tra ACU Associazioni per la Creatività Urbana, le nuove forme organizzative tra writers, street artisti e giovani creativi urbani d’Italia. All’incontro parteciperanno le due ACU attive sul territorio pugliese, Artefice e Kaleidos, che sigleranno un’intesa di cooperazione e la manifestazione di interesse a partecipare al tavolo tecnico annunciato dallo stesso Ministero. Ad esse si aggiungeranno, in qualità di ospiti, altre due ACU: Friends (Abruzzo) ed Evoluzioni (Campania). La mattina, a partire dalle 10.00, gli esponenti delle ACU si esibiranno su strutture cubiformi allestite all’interno del centro sportivo. Nel pomeriggio, dalle ore 16.00, le ACU si riuniranno in assemblea. Dopo i saluti istituzionali del primo cittadino di Lecce, Paolo Perrone, dell’assessore all’Igiene ed alla Qualità della vita, Alfredo Pagliaro, del presidente della Seconda Circoscrizione S. Rosa-Stadio Fabio Campobasso, ed il saluto di Michele Galante, esponente del mondo dell’edilizia cooperativa, partiranno i lavori di “Do the Writing! Puglia”.  Durante l’incontro, le ACU pugliesi discuteranno di tematiche legate alla creatività urbana, alle progettualità poste in essere ed alle linee programmatiche. Sarà presentata anche la nuova identità visiva di Kaleidos. Interverranno Andrea Sergio, vicepresidente di Artefice; Antonio Bonatesta e Vincenzo Mastroiorio, vicepresidente e segretario amministrativo di Kaleidos; Salvatore Velotti, responsabile di Evoluzioni, e Antonello Piccinino, presidente di Friends. Coordinerà i lavori Luca Borriello, direttore INWARD.

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Record visite museo nazionale cinema

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Torino. Il Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana per il quarto anno consecutivo ha avuto più di mezzo milione di visitatori, e ha chiuso il 2009 con circa 523.000 presenze. Il lusinghiero successo del 2009 è stato ottenuto grazie al fascino del museo – ormai riconosciuto a livello nazionale e internazionale – e sostenuto da un ricco programma di mostre importanti e prestigiose. Con oltre 4.120.000 visitatori dalla sua apertura – avvenuta il 20 luglio del 2000 – il Museo Nazionale del Cinema si prepara a festeggiare nel 2010 i primi dieci anni di apertura alla Mole Antonelliana.  L’anno è incominciato con la mostra Uomini contro. Il cinema di Francesco Rosi, inaugurata alla fine del 2008, seguita dall’ampio e articolato omaggio al primo grande divo della storia del cinema Rodolfo Valentino. La seduzione del mito, al quale hanno fatto seguito la mostra Cannes Cinéma. 50 anni di festival attraverso la Collezione Traverso con immagini scattate dalla famiglia di fotografi più famosa sulla Croisette, e l’omaggio alla prima sede espositiva del Museo con C’era una volta. Il Museo Nazionale del Cinema a Palazzo Chiablese (1958-1984), per poi concludersi con un altro importate omaggio Manga Impact. Il mondo dell’animazione giapponese, realizzato in collaborazione con il Festival Internazionale del Film di Locarno e dedicato al mondo degli Anime, ospitato alla Mole Antonelliana fino al 10 gennaio 2010. Il 2009 ha visto il Museo protagonista anche in un’altra importante collaborazione internazionale, questa volta con la Cinémathèque française di Parigi per la mostra Lanterne Magique et film peint, inaugurata nella prestigiosa sede parigina di Rue de Bercy ad ottobre. L’esposizione dedicata alla lanterna magica arriverà in Italia il 20 luglio del 2010 nella sontuosa cornice della Reggia di Venaria. Sempre nel 2009 è  stata inaugurata la nuova area espositiva visivo-tattile L’ottica e i segreti della visione, concepita per consentire la fruizione anche a persone con disabilità visive, che si è andata ad aggiungere all’area già presente al piano di accoglienza e dedicata alla storia della Mole Antonelliana.  Il Cinema Massimo ha avuto nelle sue 3 sale oltre 100.000 spettatori, confermando i risultati del 2008, e ha ospitato grandi registi in occasioni di personali a loro dedicate; inoltre ha organizzato molte retrospettive, dedicate ai grandi protagonisti della storia del cinema; tra i tanti ricordiamo Francesco Rosi, Rodolfo Valentino, Orson Welles, Costa-Gavras, Marco Bellocchio e Mike Leigh.  Il 2009 ha visto il Museo Nazionale del Cinema ancora fortemente impegnato nel recupero e nel restauro di pellicole che appartengono al patrimonio culturale collettivo. In particolare, i restauri realizzati nel 2009 rientrano nel progetto di valorizzazione del cinema muto italiano, soprattutto torinese, e dai restauri di film della serie Maciste, operazioni portate avanti dal Museo Nazionale del Cinema in collaborazione con cineteche italiane e straniere, che hanno fatto dell’istituzione torinese un punto di riferimento nel panorama cinematografico internazionale.  Parallelamente il Museo conduce un’attività di restauro sul cinema sonoro, in collaborazione con importanti cineteche italiane: tra i restauri del 2009 ricordiamo I magliari di Francesco Rosi, realizzato in collaborazione con Cineteca del Comune di Bologna, e i due lungometraggi Margherita fra i tre di Ivo Perilli e Uno tra la folla di Ennio Cerlesi, entrambi presentati alla Mostra del Cinema di Venezia.

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Il profumo e l’essenza

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Il termine “essenza” è di uso comune nell’ambito della preparazione di profumi. Osservando il processo di estrazione di un’essenza si trae la sensazione di qualcosa di etereo, di volatile, che progressivamente si libera, per poi esser catturato tramite i nervi olfattivi dal rinencefalo, la parte più arcaica del cervello, indipendentemente dalla coscienza. Come a dire che attraverso l’olfatto l’uomo ha la possibilità di captare l’essenza delle cose con immediatezza, senza passare attraverso l’elaborazione razionale. Per esempio: di un fiore che presenti pure caratteri morfologici diversi, cresciuto naturalmente o in una serra, noi percepiremo quel profumo e sempre quello stesso: potrà variare d’intensità, ma terrà sempre impressa in sé la “signatura” caratteristica della sua funzione, della sua essenza. Nell’olfatto è inscritta la memoria più antica. In tal senso il processo olfattivo sembra ripercorrere pari pari quello alchemico, che ha allo stesso modo, come esito finale, il raggiungimento dell’essenza: come per sintetizzare un fiore, cioè per distillare i suoi petali, è necessario il fuoco, così nel naso il medesimo processo si attua mediante la ricca vascolarizzazione di cui quest’organo è dotato, e cioè mediante il fuoco-sangue. L’olfatto ci restituisce così la possibilità di riconoscere le cose senza vederle e toccarle, ma captandone l’essenza che, tradotta su un piano fisico, è l’odore che da esse emana.  E che non dimentichiamo più. Rispetto agli altri sensi infatti, l’olfatto imprime nella nostra psiche una “memoria” che resta in modo indelebile con noi. Dall’odore dei cibi dell’infanzia, a quello del mare o dell’erba di un luogo per noi significativo; dall’odore del corpo dell’amato, a quello del gesso, della stampa o dell’asfalto … Più che in un album di foto, più che nel cassetto dei ricordi, la nostra storia è una memoria di odori.

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Eletta la prima miss dell’anno

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Valentina Bigiarelli, di Paderno Dugnano (MI), è la “Prima Miss dell’Anno” del Concorso Miss Italia: è stata eletta dal pubblico, tramite il televoto, durante il programma “L’anno che verrà” condotto da Fabrizio Frizzi e trasmesso da Rimini su Raiuno nella notte di San Silvestro. E” stata preferita a Simonetta Aprile, della Puglia, e a Nausicaa Putzu, della Sardegna, le altre due ragazze finaliste di questa gara della bellezza di inizio dell’anno che inaugura anche la 71.a edizione del concorso di Enzo e Patrizia Mirigliani. E’ stata Maria Perrusi, la Miss in carica, a premiare la vincitrice, che sarà ammessa direttamente alle Prefinali nazionali del Concorso. Cento voti hanno diviso Valentina Bigiarelli da Simonetta Aprile; leggermente più distanziata Nausicaa Putzu. La prima miss del 2010 è nata a Desio (MI) il 30 settembre 1992 e risiede a Paderno Dugnano (MI). E” alta 1,75, ha occhi e capelli castani. Frequenta il quarto anno dell”Istituto Turistico ed ha come hobby il ballo, che non è solo un passatempo: studia infatti danza da 13 anni e la sua aspirazione è quella di diventare insegnante di ballo, creando una propria scuola. Segue “Amici” in tv e l”ultimo libro che ha letto è “The secret” di Wallace Wattles (“ho adottato per Miss Italia la tecnica illustrata in questa opera, la ‘legge di attrazione'”). Si ritiene determinata e positiva, ma soprattutto fortunata perché ha una famiglia molto unita (“fra noi regna l”amore e la serenità”). Il padre, Gianfranco – spiega la miss – trasmette sicurezza; la mamma, Anna, è come una sorella; il fratello, Marco, 21 anni, è protettivo e geloso. Tutti insieme l”hanno accompagnata a Rimini. “Sono felice – ha detto – perché sono stata scelta dal pubblico. Ora però riprendo tranquillamente i miei studi e poi, a settembre, mi dedicherò al Concorso”. La “Prima Miss dell”Anno” è anche un titolo porta fortuna: due anni fa vinse Miriam Leone, diventata poi Miss Italia. Per chi fosse interessato può scaricare le foto in alta risoluzione da questo link ftp://ftp.missitalia.it.

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Capodanno a Palermo del capo della polizia

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

“Apprezzabile la scelta del Capo della Polizia di aspettare l’inizio dell’anno nuovo insieme agli Operatori della Questura di Palermo”. Ad affermarlo è Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, commentando la circostanza per la quale il Capo della Polizia ha festeggiato il capodanno nella sala operativa della Questura di Palermo, in collegamento con le altre sale operative d’Italia, come aveva fatto lo scorso anno nella Questura di Venezia. “Un gesto di vicinanza importante dei vertici alla base – continua Maccari – che ci auguriamo si concretizzi con una serie di interventi tesi a sostenere e perorare le istanze di migliaia di Poliziotti che, pur in presenza di condizioni di lavoro difficili, hanno comunque fatto del 2009 un anno eccezionale dal punto di vista dei risultati raggiunti”. “Ma la sicurezza  è un concetto che fa rima con quotidianità e nel quotidiano gli Operatori di Polizia devono garantirla alle comunità presso le quali prestano servizio. Ecco perché speriamo – conclude il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia – che il gesto del Capo della Polizia, sia di buon auspicio per i prossimi 365 giorni affinché il 2010 sia un anno sì di rivendicazioni, ma anche di costruzione per l’intera Polizia di Stato che è fatta di tutte quelle donne e uomini che danno lustro a questo Paese”.

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Saldi: al Sud più convenienti

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

In Italia, Napoli, Palermo, Pescara e Bari sono le città dove è più conveniente acquistare durante i saldi dove gli sconti superano il 50%, mentre Milano, Roma, Perugia e Venezia sono tra le città più care dove gli sconti non raggiungono il 30%. Lo affermano i dati statistici resi noti da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente monitora costantemente il fenomeno della crisi economica in Italia. In Europa, durante i saldi, conviene fare shopping a Londra dove si registrano sconti fino al 75%. Parigi, Oslo, Copenaghen, Zurigo e Ginevra sono le città meno convenienti dove lo sconto non supera il 30%.  Anche su internet si fanno ottimi acquisti con catene multinazionali che propongono sconti fino al 70%, garanzia internazionale e trasporto gratuito della merce. “La spesa per famiglia – sostiene Vittorio Ca rlomagno, Presidente Contribuenti.it – quest’anno dovrebbe attestarsi intorno 170 euro, in quanto solo il 50% dei consumatori potrà permettersi di usufruire degli sconti stagionali. La gran parte dei prodotti scontati – spiega Carlomagno – non sarà comunque accessibile alle famiglie medie, vicine al prosciugamento dei propri fondi, anche a causa del fisco iniquo. “Il 75% dei consumatori aspetterà la fine dei saldi per fare acquisti, quando i negozianti, applicheranno uno sconto di almeno il 50%”
Secondo Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, le vendite scontate di almeno il 50% sono attese soprattutto al Mezzogiorno (83%) seguito dal centro (78%) e dal Nord (74%). Per quanto riguarda il budget acquisti, il 66% è orientato a spendere fino a 150 euro, il 12% più di 200 euro, mentre il restante 22% ha dichiarato di non sapere se potrà avvalersi dei saldi. I saldi sono graditi particolarmente alle donne, con il 71%: acquistano principalmente scarpe (31%), bors e (27%) e abbigliamento (25%). «E’ importante scontare subito tutti i prodotti di almeno il 50% per incoraggiare gli acquisti – afferma Vittorio Carlomagno Presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Se i consumi non ripartono, non potrà ripartire l’intera economia. Molti consumatori hanno rinunciato da tempo ad acquistare, preferendo riciclare tutto ciò che hanno negli armadi». Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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D’Alema l’ex-comunista “doc”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Il giornalista Travaglio definito dall’on.le Cicchito il “terrorista mediatico” e da altri più semplicemente “antipatico” per un suo certo modo di presentarsi davanti alle telecamere e nei suoi conversari you-tube su internet, ha dedicato una delle sue esternazioni agli “inciuci” dalemiani con Berlusconi. E’ uscito uno spaccato di una certa Italia politica a dir poco inquietante. Dobbiamo, se non altro, dedurre che sia stato siglato un “patto d’acciaio” tra il “capitale e la classe operaia”, per dirla alla maniera comunista, che ha spazzato in sol colpo tutte le legittime speranze di costruire una società legittimata dai suoi valori e dai suoi destini. Non solo. Abbiamo avuto per almeno tre lustri solo l’idea di una opposizione, di una alternativa al potere tra il centro-destra e il centro-sinistra. In effetti vi è stata una manovra di basso profilo per favorire l’ascesa di Berlusconi sia pure tenendolo, da funambulo, sulla corda tesa delle liti giudiziarie, delle disinvolte operazioni mediatiche e affaristiche e quel che ne segue. Alla fine abbiamo dato in pasto agli “ingenui” elettori  la figura di un uomo perseguitato dalla giustizia, dalle maldicenze, dalle accuse più infamanti per farsi beffa di tutti e per sfruttare le sue stesse negatività a suo vantaggio. La circostanza mi ha fatto andare a ritroso nel tempo in cui avevo conosciuto un giornalista russo e avemmo l’opportunità, dopo la caduta del muro di Berlino, di discuterne. Egli allora mi diceva che l’evento non lo stupiva più di tanto. A suo avviso era stata un’operazione pilotata e calcolata a freddo dagli strateghi del Cremlino. Non potevano reggere la fallimentare gestione del socialismo reale negli stati satellite dell’Urss e contrapporsi, al tempo stesso, con efficacia al capitalismo occidentale. Occorreva un rimescolamento delle carte e partire da una diversa posizione per avere l’opportunità, al proprio interno, di ristabilire su altre posizioni i rapporti di forza e per meglio prepararsi allo scontro internazionale. Occorreva “abbassare la guardia” per far esplodere le contraddizioni interne allo stesso capitalismo e che era stato, sino allora, impedito dal pericolo dell’espansionismo mondiale dell’internazionale comunista. In questo ambito le stesse alleanze andavano riscritte e Putin è riuscito nell’intento portando dalla sua Berlusconi per sviluppare, rapporti più distesi con gli altri paesi dell’U.E. e gli statunitensi. Ora non si tratta più del comunismo che si contrappone al capitalismo ma di interessi del grande capitale e le sue sfere d’influenza per la conquista delle fonti energetiche e il controllo dei flussi finanziari ed economici. A questo punto D’Alema e i suoi amici ex-comunisti potevano solo fare una cosa: favorire l’ascesa del delfino di Putin e del nuovo corso geopolitico. Se queste sono le premesse non dobbiamo di certo farci molte illusioni sull’avvenire dell’Italia e dei suoi supposti attributi di democrazia compiuta. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Nobiltà della politica

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

La politica è una virtù, non una passione o peggio un vizio, anzi la più nobile delle virtù cardinali-morali, che riguarda il ben agire dell’uomo in campo sociale, poiché l’uomo è stato creato da Dio come animale socievole e non deve disinteressarsi della res publica, societas o polis. 2°) Necessità della politica: È una scienza (“scire per causas”) e non una “mascherata” o “grande abbuffata”. Una scienza architettonica, che serve a coordinare tutte le altre scienze pratiche, affinché nella Società regni l’ordine e non il caos. 3°) Errori da evitare: a)  L’errore per difetto: essere ‘a-politici’, che significa essere ‘a-sociali’ ossia ‘a-normali’. b)  L’errore per eccesso: per la Chiesa e gli ecclesiastici, la ‘partitica’. Infatti partito viene da ‘parte’ e la Chiesa e l’ecclesiastico cattolico debbono essere madre e padre di tutti. La Chiesa dà i principi della scienza politica, interviene ratione peccati quando il governante erra, ma non si infeuda in nessun partito o parte, essendo essa cattolica ossia universale. Tuttavia attenzione al peccato di catto-liberalismo, il quale consiste nel volere che la Chiesa pensi solo alle singole anime e non alla forma politica data alla società, dalla quale, se buona, dipende la salvezza di molte anime, invece – se cattiva – la perdizione. (Pio XII) 4°) Falsi sistemi politici: a) Il collettivismo social-comunista: è erroneo, in quanto l’uomo è un individuo razionale e libero creato ad “immagine e somiglianza di Dio” e perciò è ontologicamente superiore alla collettività, mentre moralmente o nell’agire pratico ne è parte integrante, dovendone rispettare le regole, tuttavia mantenendo sempre la sua natura individuale, ossia “ens indivisum in se et divisum a quolibet alio”. Non è dunque una anonima rotella del grande ingranaggio che si chiama Stato, contro ogni collettivismo social-comunista, ma un essere intelligente e libero, distinto da ogni altro uomo e dallo Stato, ordinato a conoscere il Sommo Vero e ad amare il Sommo Bene, vivendo onestamente e moralmente in società, contro ogni individualismo liberal-liberista. b) L’individualismo liberale: è falso, poiché Dio ha creato la natura umana come socievole e fatta per vivere non isolata, ma assieme agli altri. Menenio Agrippa nel suo celeberrimo apologo spiega nella maniera più semplice e ricca di buon senso che in un corpo umano (analogamente alla Società civile) la testa non può disprezzare i piedi, le mani e credersi autosufficiente, sarebbe una testa liberisticamente folle, poiché condannata a restare chiusa in se stessa; così come il piede non può fare a meno della testa, sarebbe un piede socialisticamente pazzo ed incapace di camminare. Ma il liberisti anglosassoni ed americani e i socialcomunisti sovietici hanno dimenticato e smarrito il buon senso comune al mondo greco-romano/antico e cristiano/pre-conciliare. (Don Curzio Nitoglia)

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Il messaggio dell’Arcivescovo

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Palermo  “Volontà di sintonia tra le istituzioni ecclesiali e quelle amministrative, entrambe chiamate ad attenzionare l’uomo, a servirlo nelle sue legittime aspirazioni, a servirne la realizzazione dei suoi progetti nel rispetto delle sua incancellabile dignità, sintesi stupenda di doni e di responsabilità proveniente dal disegno di Dio Creatore e Padre”. Sono state le parole pronunciate stamani, dall’Arcivescovo mons. Paolo Romeo, nel corso della consueta celebrazione Eucaristica di inizio d’anno a palazzo delle Aquile. “Solo entro questa collaborazione – ha aggiunto il Presule – che auspichiamo essere sempre più feconda, pur nel rispetto delle specificità dei diversi ambiti, potremo guardare al futuro. Potremo – più e meglio – aiutare la nostra Città a guardare all’orizzonte, a scorgere nella speranza un avvenire più umano e più giusto”. Alla celebrazione, animata dalla corale della Polizia Municipale, diretta dalla maestra Serafina Sandovalli, hanno preso parte il sindaco Diego Cammarata, alcuni assessori e un gruppo di cittadini. Mons. Romeo ha inoltre, ricordato la visita che il Santo Padre Benedetto XVI, farà in Città, il prossimo 3 ottobre, quando incontrerà i giovani e le famiglie siciliane e il contenuto del suo messaggio per la XLIII Giornata Mondiale della Pace sul tema: “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”.  L’Arcivescovo ha anche posto l’accento sul tema del degrado ambientale che: “Chiama in causa i comportamenti di ognuno di noi, gli stili di vita e i modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso insostenibili dal punto di vista sociale, ambientale e finanche economico. Si rende ormai indispensabile un effettivo cambiamento di mentalità che induca tutti ad adottare nuovi stili di vita nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti. Tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato”. Infine l’Arcivescovo ha richiamato ad essere “Attenti – come Maria – a custodire i segni che il Signore ci dona, e attenti a comprenderli crescendo, lungo tutto quest’anno, nel moltiplicare gli sforzi perché la nostra convivenza sia improntata al rispetto, alla solidarietà, alla giustizia e alla promozione della dignità dell’uomo”.

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Il MovimentoSud e l’on.le Turco

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Editoriale fidest. Giorni fa ci è pervenuta una copia di una lettera scritta dal Dr. Giovanni Menni, Vice Presidente del movimentoSUD dei diritti, all’on.le Maurizio Turco del Pd-radicali. Il parlamentare in questione è stato scelto per la sua notoria sensibilità per i problemi che riguardano il mondo dei militari. Gli sono state poste, in proposito, dieci domande e con una nota in calce nella quale l’estensore dei quesiti si è detto certo  “che sarà anche scrupolosamente attento ad argomenti quali: i salari più bassi d’Europa per i militari, il diritto alla casa demaniale per i gradi più bassi, il riordino delle carriere promesso da diverse legislature, i tagli alla difesa che potrebbero causare la perdita di 23 mila posti di lavoro e il sottoimpiego dei militari di truppa”. D’altra parte chi conosce l’on.le Turco sa bene che è un parlamentare che non ha peli sulla lingua tanto che non si è fatto scrupolo d’affermare che “questa aula si rende complice di un atto palesemente incostituzionale riguardo la proroga della rappresentanza militare al giugno del 2011, così limitando a circa 400.000 cittadini italiani con le stellette di rinnovare il regolare mandato nel giugno 2010.” Posta in tal modo la questione ci consenta l’on.le Turco di meravigliarci, noi per lui, sul come si possa giudicare tanto severamente una proroga che se proprio fosse, e noi riteniamo che non lo sia, un peccato è, decisamente, tra i più veniali rispetto a molti e più gravi e più seri che il parlamento ha legiferato tanto che è dovuta, più volte intervenire la Corte Costituzionale per porvi riparo. Noi pensiamo che proprio per il rispetto che nutriamo per le istituzioni e nello specifico il Parlamento, quale autentica espressione della volontà popolare, è importante che le esternazioni, che finiscono con l’essere catturate dai media, hanno bisogno di un’attenta lettura per evitare malintesi e offrire all’opinione pubblica errate interpretazioni o enfatizzazioni di fatti e circostanze che generano più fumus che arrosto. E l’arrosto, egregio onorevole, sta proprio nel disagio della categoria, le sue frustrazioni che non si risolvono di certo con le elezioni dei delegati ma dalla volontà del Parlamento di porvi riparo con provvedimenti adeguati e con la tempestività che il caso richiede. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Confiteor: il cantore del silenzio

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Sono stato il cantore del silenzio,
della parola mai proferita,
contentandomi di un fiasco di vino e del pane secco;
cercando il succo di un frutto migliore
nella borraccia di un pellegrino;
contento di una fetta di azzurro
e del mattinale tripudio dei bambini;
della luna ormeggiata nel suo angolo di cielo;
del trascorrere del tempo,
dolciastro come le more selvatiche.
Ho tentato, invano, di prestare la mia voce
a quanti erano condannati a restare muti.
La giovanile esuberanza
tingeva la mia vita di illusoria eternità.
Ora una cascata di anni
genera la foce di tutte le mie utopie,
che scivolano nell’alveo di una vita intera,
per generare un dedalico estuario
articolato in mille delusioni.
Il rastrello della memoria rimuove i ricordi
che credevo sepolti sotto cumuli di gramigna,
per ridare loro nuova linfa,
e rinnovare, dentro di me, l’itinerario di una mai sopita sete.
Nella mia mente non c’è spazio per i ricordi,
emergono solo nostalgici rimpianti.
L’ansia travolge il quotidiano,
l’ignoto mai vissuto
monta su slitte trainate dai sogni,
mentre solari momenti squarciano le nubi tumultuose,
concedendo spazio a nuove illusioni.
La storia che si conferma è solo quella scritta dai vincitori,
che si trasforma nella deriva senza meta di ogni valore  umano.
Il silenzio dei vinti  è una condanna senza appello
che si ricollega a tante altre condanne,
transitate nelle pagine dell’oblio di una storia mai scritta.
La cronaca della violenza, della sopraffazione
della legge del più forte, non finisce mai di finire.
Il tempo scandisce impietoso quotidiane litanie
di un itinerario ripetitivo che divide per sempre
il popolo dei vincitori da quello dei vinti.
Un attimo diventa un’ora, un giorno, un anno…tanti anni,
tutto torna alla mente e riconduce alla memoria storica
di quel passato che si materializza
in una torre inespugnabile
dove il popolo dei vinti ritrova le sue origini e la sua identità.
Solenne mediocrità di tarlati ricordi,
inutile ricerca di una genesi
che si è perduta
nello scempio della sconfitta.
(Rosario Amico Roxas)

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Non possumus

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

E’ di queste ore la dichiarazione dell’on.le Di Pietro a commento del discorso del Capo dello Stato alla nazione per il nuovo anno. Credo sia chiaro a tutti che Napolitano si stia avvicinando ad un punto di non ritorno. Belle e incoraggianti parole, ma la verità resta. E’ quella indicata, questa volta, non solo da Di Pietro ma dai fatti. I provvedimenti urgenti che giacciono in parlamento e che si discuteranno in via prioritaria riguardano tutti la persona del presidente del consiglio: processo breve e legittimo impedimento. Su questi due punti giocano, di fatto, la credibilità del paese e la sua leadership. O ci liberiamo dei due testi, approvandoli, e allora il capo dello stato finirà con il controfirmarli come la costituzione stabilisce e il vulnus allo stato di diritto si compie o il parlamento, in un guizzo d’orgogliosa autonomia, li accantona dando la precedenza ai reali problemi del paese nel sociale e nell’economia e allora si apre una nuova stagione per il paese. Ma quest’ultimo scenario è impossibile, stante l’ambigua posizione del Pd di Bersani che ha già mostrato la sua disponibilità ad approvare uno dei due testi e, probabilmente, quello meno gravido di conseguenze e ci riferiamo al legittimo impedimento. Del resto è già la seconda volta che si sfida la Consulta. La prima volta, com’è noto, aveva sancito l’illegalità della concessione a Rete 4 e dopo una serie di rinvii il parlamento aveva votato una leggina ad hoc per vanificarne la decisione. Si parlò di “inciucio” e molti si voltarono dalla parte di D’Alema. Oggi si riparla di “inciucio” e, guarda caso, Bersani è l’uomo di D’Alema. Non possumus, quindi, ma riguarda noi. Non possiamo non parlarne perché in Italia, e non altrove, si stanno muovendo le pedine dello scacchiere internazionale.

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Discorso del Capo dello Stato Giorgio Napolitano

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

“L’ho ascoltato – diciara Antonio Di Pietro -, e direi che è di per sé condivisibile come tutte le dichiarazioni di buoni propositi. Sono improcrastinabili riforme che garantiscano un futuro a questo Paese. Ci vogliono maggiori risorse per le fasce sociali più deboli e interventi economici strutturali seri. Ma per quanto riguarda la riforma della giustizia il problema è sempre lo stesso: le riforme che vuole questo Governo sono solo ed esclusivamente norme per salvare Berlusconi dai suoi guai giudiziari, quindi processo breve, legittimo impedimento e il solito elenco di provvedimenti ad personam noti ormai a tutti. Insomma, su questo tema, non credo si possa parlare di clima di sospetto, ma di certezza, visto che questi provvedimenti sono già all’esame del Parlamento. Sono sicuro che il Presidente della Repubblica saprà essere garante dei principi della Costituzione e che, questa volta, non firmerà questi orrori.

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