Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Un anno di Sudan

Posted by fidest press agency su domenica, 3 gennaio 2010

Il 2009 è stato un anno importante per il Sudan, ricco di avvenimenti che ne determineranno la storia futura e la posizione nel contesto internazionale. Alcuni  hanno avuto anche una buona copertura dai nostri mezzi di informazione, cosa che succede molto di rado con gli avvenimenti africani. Il più dibattuto è stato certamente il mandato di cattura contro il presidente Omar el Bashir, spiccato dalla Corte penale internazionale, che lo accusa di crimini di guerra e contro l’umanità compiuti in Darfur. Il provvedimento ha scosso il Sudan, ma non ha impedito il proseguimento del cammino, difficile e tormentato, verso le prime elezioni libere dal 1989, quando proprio Bashir prese il potere con un colpo di stato militare.  Le elezioni, previste per l’aprile del 2010, sono considerate il momento centrale del processo di democratizzazione concordato nell’accordo di pace del 2005 che ha chiuso la guerra tra il Nord e il Sud del paese, durata oltre vent’anni.  Gli avvenimenti del 2009 e in particolare il durissimo dibattito tra i due contendenti (Ncp per il Nord e Splm per il Sud, ora associati nel governo di unità nazionale) sulle leggi che devono preparare un terreno favorevole allo svolgimento di elezioni libere e democratiche prima e al referendum per l’autodeterminazione del Sud poi, hanno dimostrato una volta di più che si tratta di una pace fragile: finora ha resistito, nonostante tutto, ma avrebbe bisogno di un ben più costante, attento e disinteressato sostegno della comunità internazionale. Intanto il Sud Sudan ha faticosamente cercato di gestire la propria autonomia, affrontando problemi disparati: dal bilancio che non torna, alla corruzione ufficialmente riconosciuta come un peso ormai insopportabile, ai numerosi scontri interetnici, fomentati da personalismi e tentativi di destabilizzazione, che hanno provocato migliaia di vittime nel corso dell’anno.  Mentre per il Darfur anche quest’anno si chiude senza pace; anche il processo volto alla firma di accordi riconosciuti sembra essersi perso tra le cancellerie dei numerosi – troppo numerosi – paesi che si dicono interessati a favorirlo; intanto le condizioni degli sfollati, nei campi, si fanno sempre più critiche. Il 2010 vedrà momenti cruciali per il Sudan: le elezioni, innanzitutto, che segneranno un momento storico per il  paese e per tutta la regione, e la preparazione per il referendum al Sud. Questo avverrà in un contesto  internazionale sempre più preoccupato dall’accaparramento delle risorse disponibili, dai problemi causati dai  cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale, dagli imponenti flussi migratori determinati da crisi  politiche e ambientali. Problemi tutti che investono con forza anche il Sudan e i paesi dell’area, che determinano  la nascita o la risoluzione di crisi e conflitti, e su cui la Campagna italiana per il Sudan cercherà di portare  un’informazione che tenga conto delle fonti più autorevoli, accanto alle voci dei diretti protagonisti e in  particolare della società civile che faticosamente si organizza per rispondere ai bisogni del proprio paese e della  propria gente; società civile che è stata, da sempre il nostro referente privilegiato. Pensiamo che ci siano ottimi motivi per seguirci per un altro anno, che, ci auguriamo, sia foriero di pace e in cui si possano costruire le premesse per la risoluzione di alcuni dei problemi che fanno del Sudan e del Corno d’Africa una delle aree più  difficili del mondo. (Campagna italiana per il Sudan)

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