Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Il sogno meridionale

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2010

Editoriale fidest. In un recente articolo Girolamo Foti, segretario del Movimento sud dei diritti, preannuncia un suo “sogno meridionale” e ne delinea i contenuti auspicando che si volti, finalmente, pagina per “apportare una nuova energia e nuove idee alle sfide che abbiamo di fronte”. Questo Sud indicato da Foti probabilmente parte da Roma in giù ma si consolida in Sicilia, dove vive ed è nato nella sua Palermo. Una città bella, ricca di monumenti e di storia. Una città che già in passato ha realizzato fermenti letterari o ha rappresentato una sintesi delle grandi cose che si sono maturate nella storia ancora prima dell’unità d’Italia. Ma se per secoli ci siamo “trastullati” con sogni che andavano e ritornavano nel nostro immaginario onirico, ora ci chiediamo se non è giunto, alla fine, il tempo per dare ad essi un significato nella concretezza del nostro presente. Sino ad ora i siciliani, ancor più degli altri meridionali, dalla Calabria ai laziali, hanno cercato di combattere i propri mali da soli e al prezzo dei propri figli migliori. Hanno vissuto il malessere del malgoverno sabaudo e la rivolta di Castellammare del Golfo è stata la risposta improvvida dell’autorità centrale. E così è andata avanti mentre i parlamentari siciliani e del resto del meridione tuonavano nell’emiciclo dei Palazzi romani a difesa del degrado e dell’abbandono in cui erano lasciate quelle popolazioni nonostante le tante promesse formulate in più occasioni dai governi che dall’unità d’Italia si sono succeduti sino alla soglia della grande guerra del ‘15/18. E anche allora il tributo di sangue offerto dalla comunità meridionale alla giovane nazione Italia, per una causa condivisa, fu grande e generoso. Poi venne la dittatura e calò il silenzio. Poi venne la liberazione e la speranza si risvegliò, ma con essa l’amarezza del dejà vu. Ora siamo vicini ad un nuovo risveglio nella certezza che non basta contare i propri martiri, che non basta avere chi autorevolmente rappresenta nelle istituzioni l’anima meridionale, non basta battersi per il miglior governo locale, non basta sognare. Occorre far sentire forte e chiara la propria voce non certo per spirito di parte o di campanile ma per una cultura del rinnovamento che è insito nelle nostre coscienze, che è forte nelle nostre aspirazioni, che è determinato nell’idea che ci siamo fatta di una società che sappia dare agli italiani dalle Alpi all’estremo lembo del Sud la convinzione di ritrovarsi fratelli in un comune destino. E per farlo questa sfida parte ancora una volta dalla Sicilia, da Palermo. E la lancia non un grande nome della cultura nazionale ma un figlio del popolo, perché è di popolo questa voglia di concretezza, questa voglia di crescere, questa voglia di dare ai nostri figli e nipoti un avvenire. Facciamo si che non cada nel vuoto, nel limbo degli agnostici. Facciamo si che diventi un popolo capace di generare al suo interno l’energia necessaria se vogliamo guardare in faccia il nostro futuro, quello dei nostri figli e nipoti, con fiducia e serenità. Ne abbiamo davvero tanto bisogno. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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