Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Etiopia: impianto idroelettrico di Gibe II

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2010

In occasione dell’inaugurazione da parte del ministro degli Esteri Franco Frattini dell’impianto idroelettrico di Gibe II in Etiopia, la CRBM contesta senza mezzi termini il sostegno garantito dalla nostra cooperazione al progetto. Per il tunnel di 26 chilometri per la generazione di energia elettrica atto a sfruttare la differenza di altitudine tra il bacino creato dalla diga di Gilgel Gibe I e il fiume Gibe, nel 2004 il governo italiano ha concesso un finanziamento di 220 milioni di euro, il più ingente mai accordato nella storia del fondo rotativo della cooperazione.  Questo nonostante l’accordo tra l’esecutivo etiope e l’impresa di costruzione Salini sia stato firmato tramite trattativa diretta, in assenza di gara d’appalto internazionale, come invece prevedevano le procedure del ministero delle Finanze e dello Sviluppo Economico locale. I lavori di costruzione dell’impianto sono iniziati in assenza di uno studio di fattibilità, di adeguate indagini geologiche e del permesso ambientale dell’Environmental Protection Authority, necessario, in Etiopia, per l’avvio dei lavori di qualsiasi opera infrastrutturale. Il permesso è arrivato solo successivamente e in maniera funzionale all’ottenimento di un prestito di 50 milioni di euro dalla Banca Europea per gli Investimenti.  E’ molto probabile che con la sua presenza in Etiopia il nostro ministro si impegni a elargire ulteriori 250 milioni di euro, sempre in nome dello sviluppo e sempre a favore della stessa società italiana, la Salini, per completare la costruzione della mega-diga Gilgel Gibe III. Una cifra di poco inferiore all’intero stanziamento previsto nella finanziaria 2010 per la cooperazione italiana (323 milioni). Ma in questo caso, oltre a dare il ben servito ai contribuenti italiani ed etiopi, il progetto metterà a rischio la sicurezza alimentare di mezzo milione di persone e stravolgerà per sempre la bassa valle dell’Omo, una delle regioni con la più alta diversità biologica e culturale al mondo. La vita di centinaia di migliaia di persone lungo le rive dell’Omo in Etiopia dipende da un’agricoltura tradizionale basata sulle piene naturali del fiume. In Kenya, il livello del  Lago Turkana si abbasserà di 7-10 metri e l’aumento della concentrazione salina dell’acqua comprometterà la pesca, che da sola garantisce cibo a 100.000 persone, l’allevamento e l’accesso all’acqua potabile.  In realtà questo progetto si inserisce in un programma più ampio di sottrazione delle terre e delle risorse naturali alle popolazioni indigene. Lo scorso novembre il Governo Etiope ha infatti reso noto di voler cedere 180mila ettari di terra della valle dell’Omo ad investitori stranieri per progetti di agricoltura irrigua di larga scala.  “C’è ben poco da festeggiare per l’inaugurazione di Gibe II” ha dichiarato Caterina Amicucci della CRBM. “ma piuttosto c’è da preoccuparsi per il coinvolgimento italiano nella terza diga. Gibe III è un progetto devastante ed obsoleto. Quest’anno l’Etiopia ha dovuto affrontare una terribile siccità e tutti i bacini idroelettrici sono rimasti vuoti. L’Africa ha bisogno di altri progetti che sfruttino l’enorme potenziale di energia rinnovabile a disposizione e che tengano conto dell’adattamento al cambiamento climatico. Questo progetto non ha niente a che vedere con lo sviluppo e va assolutamente fermato” ha concluso la Amicucci.

6 Risposte to “Etiopia: impianto idroelettrico di Gibe II”

  1. Jeff said

    Ma sapete di cosa parlate o inventate numeri a caso?….

    Chi ha previsto e su quale base che il lago Turkana si abbasserà di 7 o più metri?… su quali basi fantasiose?

    L’acqua che serve agli impinati idroelettrici passa attraverso le turbine e ritorna al fiume tal quale… riducendo il rischio delle inondazioni catastrofiche che spesso creano problemi, mentre le inondazioni utili a fertilizzare la terra potranno avvenire comunque visto che tra il punto del GIBE III ed il lago Turkana ci sono circa 400 km di fiume ed il bacino idrografico che non è interessato dallo sbarramento è ancora così grande da poter produrre più o meno gli stessi fenomeni di adesso.

    Poi non capisco questa ostilità verso la produzione di energia elettrica con una fonte pulita come è l’acqua… preferite le centrali a carbone, a gasolio, forse nucleari… oppure pensate che in Africa non ci sia bisogno di energia elettrica, Kenia o Etiopia. Forse volete che questi posti rimangano allo stato primitivo perché così mantengono il loro fascino…. ma anche la fame e le malattie che ci sono adesso!

    Sviluppo vuol dire anche impianti, strade ed altre infrastrutture che richiedono sempre energia… e quella idroelettrica è sicuramente la più piluta che si possa trovare.

    Se non si dà sviluppo all’Africa in Africa, gli africani emigreranno finendo, in gran parte, a fare gli schiavi nei paesi ricchi e l’Africa morirà. Viva l’Africa!

  2. kibirige said

    se l’Africa fosse in mano agli ambientalisti starebbe ancora all’etaà della pietra!!!
    prima di dare i numeri, informatevi ….altrimenti tirate solo l’acqua al vostro mulino e i motivi sono ben noti…..chiedete un parere al presidende Musuveni sugli ambientalisti….vedete cosa vi risponde..gentile d.ssa Amicucci

  3. Sarino Luppino said

    Come ha detto i signori qui sopra, se lo studio è fatto bene, dalla diga si dovrebbero avere solo benefici, non è che si ferma l’acqua e il fiume sottostante si secca. Si regola la quantità di acqua e si produce energia. Una cosa alla quale bisogna stare attenti il limo non deve essere bloccato, questo deve essere previsto nel progetto della diga con scarichi a diversi livelli. COSI’ LA PENSO ME!!
    Non si può pebsare sempre male di tutto, bisogna però progettare e prevedere bene con studi appropriati caso per caso, altrimenti qualche danno si fa.

  4. […] contesta senza mezzi termini il sostegno garantito dalla nostra cooperazione al progetto. … Leggi fonte notizia: var addthis_pub = 'attaccosolare'; var addthis_language = 'it';var addthis_options = 'email, […]

  5. Alessandro Ciarlo said

    Cara dottoressa Amicucci…

    L’impianto del Gibe 2 è in funzione da ormai 5 mesi, produce l’energia elettrica (PULITA) che alimenta la capitale e centinaia di villaggi dove la popolazione prima era costretta a vivere nel buio, morire di sete perchè non poteva utilizzare pompe elettriche, di malattie perchè non poteva usare i vostri sistemi di conservazione per il cibo, per i farmaci, per i vaccini.
    Vogliamo perlare anche degli ospedali? lei crede che una sala operatoria funzioni con la manovella?
    Pensa che lo sviluppo di un paese si faccia a suon di sacchi di riso? Dottoressa Amicucci… ma lei c’è mai stata in Africa? lei ha mai sentito l’odore dei cadaveri lasciati marcire al sole? lei è mai stata in un ospedale etiopico? Cara dottoressa: Cosa ne sa di dighe e centrali elettriche? e in particolar modo… cosa ne sa di sviluppo e ambiente?

    Da quello che scrive deduco un’ignoranza tecnica che fa ridere anche l’ultimo abitante africano!
    Creare un bacino non significa distruggere la vita, al contrario: Vuol dire creare riserve d’acqua, vuol dire aumentare la piovosità in zone notoriamente aride, vuol dire aiutare lo sviluppo agricolo, vuol dire dare speranza al futuro di milioni di vite umane.
    Lei lo sa che in Italia abbiamo ben 600 centrali idroelettriche? lo sa che la sua comoda vita dipende molto da quanta energia riescono a produrre?
    La verità è che lei non sa nulla e scrive sulla base di politiche di interesse e non è in grado di dare un’informazione che sia degna di chimarsi tale.
    Le centrali elettriche non rubano acqua a nessuno per un semplice motivo tecnico: L’acqua utilizzata per far girare le turbine viene interamente restituita al fiume che alimenta a monte il bacino. In matematica si chiama rapporto 1:1.
    Dottoressa Amicucci, lei ha studiato matematica? ha qualche cognizione di idraulica?
    No? e allora… sa spiegarmi cosa ha scritto in questo ridicolo articolo? perchè sinceramente non riesco a trovare la minima traccia di verità.

    Lei parla di siccità e bacini secchi: Se lei ha un bicchiere pieno può bere l’acqua che contiene se il bicchiere è inesistente morirà sicuramente di sete.
    Non so se mi sono spiegato… è molto semplice.
    Continua parlando di energia rinnovabile… quale?
    La forma di energia rinnovabile per eccellenza è quella idroelettrica!
    Che fa si contraddice? Ma lei sa di cosa sta parlando?

    Visto che in questo momento mi trovo proprio in Etiopia e il suo discorso non convince chi ha un minimo di preparazione tecnica , perchè non viene qui e prova a sopravvivere in uno di questi villaggi di INDIGENI? come li chiama lei.
    Dottoressa Amicucci, faccia a tutto il mondo un favore: Vada a scuola e poi provi a spiegare quel che ha imparato, non quello che non sa o che le hanno detto di dire.
    Per contestare servono le informazioni giuste e vere.
    Venga a spegare agli africani che morire è bello, poi attenda la risposta.

    Saluti.
    A.Ciarlo

  6. Laura Girotto said

    Chi non vive in Africa e soffre sulla sua pelle i problemi ambientali e della gente dovrebbe tacere. Certe campagne di gente disinformata (vedi articolo di cui sopra) fanno piu’ danni all’Africa di carestie, epidemie, catastrofi naturali.
    Numeri inventati, informazioni carpite qui e la’, superficialita’ grossolane, tanto per vedere il proprio nome scritto da qualche parte.
    Se volete darci una mano, a noi che in Africa stiamo giocando la vita, parlate di meno e venite lavorare di persona. Senza pubblicita’, senza tante chiacchiere che alla fine sono solo aria fritta.

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