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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Primarie P.D.: Successo di Vendola in Puglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2010

Il successo di Nichi Vendola con oltre il 70% dei consensi su 192 mila elettori alle primarie lascia con la bocca amara la Dirigenza Pd della Puglia, e non solo. Lo sfidante Francesco Boccia non regge all’urto di una popolarità che solo il Pd non riesce a vedere. E’ un dato ancora più significativo se lo rapportiamo con le precedenti primarie dove Vendola ottenne solo il 51% dei consensi. Il primo interrogativo che i politologi si pongono è cosa farà l’Udc di Casini dopo che il suo leader più volte aveva espresso la sua contrarietà nei confronti di Vendola. Per Pierluigi Bersani non tutto è perso. Vi sono ancora dei margini di trattativa. Entusiasta appare, invece, Massimo D’Alema considerato un forte sostenitore di Vendola già nelle primarie del 2005. Ora per Vendola incomincia la sfida più impegnativa: vincere le elezioni e sconfiggere di nuovo il centro-destra. Se usciamo per un momento dallo stretto ambito regionale pugliese e guardiamo l’altra situazione che si è venuta a creare nel Lazio dove la dirigenza del Pd locale e nazionale si è vista scavalcata, di fatto, dai radicali delle lista Bonino Pannella ci sembra emblematico il rapporto del segretario con la realtà politica del Paese. Tutti noi, compresi gli elettori delle altre aree partitiche, ci sentiamo orfani di una opposizione che non riesce a definirsi e brancola nel buio. Divisa sulle strategie, sullo stare da una parte o dall’altra, sul rendersi credibile con interventi incisivi e con scelte decise. E’ che il Pd non ha solo il suo background cattolico e comunista che non riesce a gestire nella realtà odierna come se la sua classe politica si sia storicamente fermata venti anni fa, ma resta, anche, ingessata dai veti incrociati dei maggiorenti. Ora resta quel commento a caldo rilasciato da Francesco Boccia che ha così sintetizzato: ”Le sconfitte peggiori sono le battaglie che non si combattono”. E’ proprio vero. Il discorso vale, purtroppo, anche per la sua dirigenza nazionale che appare palesemente rinunciataria a fare una seria opposizione.

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