Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

La Shoah non è sola

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Gianfredo Ruggiero ci ricorda su Excalibur History che se è giusto ricordare la Shoah, è doveroso non dimenticare gli altri genocidi del passato e, aggiungiamo noi, del presente. “La storia – scrive Ruggiero – del genere umano è costellata di massacri, persecuzioni e pulizie etniche che per efferatezza, numero di vittime e motivazioni ignobili non sono seconde al dramma ebraico.  La stessa guerra mondiale con i suoi 55 milioni di morti, in maggioranza civili, è considerata un corollario al dramma ebraico”. Proprio per questo motivo Ruggiero aggiunge alla conta dei drammi umani del 27 gennaio “ Il genocidio del popolo armeno, un milione e mezzo di uomini, donne, vecchi e bambini scientemente eliminati dal governo turco nel 1915;  i dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel corso del XIX secolo a cui si aggiungono le vittime indigene della colonizzazione europea e cristiana delle Americhe per un totale di circa 100 milioni di morti; • i quattordici milioni di africani prelevati dalla loro terre e resi schiavi dagli americani per essere utilizzati come animali da lavoro. A questi si aggiungono le vittime dell’Apartheid in Sud Africa; •  i sette milioni di morti in Ucraina dal 1935 al 1937 a seguito delle carestie provocate intenzionalmente dal regime stalinista in quello che era considerato il granaio d’Europa; •  i quattro milioni di civili vittime dei bombardamenti terroristici alleati in Italia e Germania; • i tre milioni di civili massacrati per vendetta dall’Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania sul finire del secondo conflitto mondiale; •  le vittime dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki, inferti dagli Americani al solo scopo di testare i nuovi ordigni, quando il Giappone aveva già avviato le trattative per la resa;•  i tre milioni di vittime civili dell’Armata Rossa nell’occupazione sovietica dell’Afghanistan a cui si aggiungono i morti civili dell’attuale occupazione americana;• i due milioni di cambogiani (su sei di abitanti) morti nel loro Paese trasformato dai Khmer Rossi in un immenso campo di concentramento e di sterminio;• le vittime decedute per fame e torture nei gulag comunisti di tutto il mondo (compresa la Cina con la quale l’Italia e l’Occidente intrattengono ottimi rapporti d’affari), stima oscillante fra i 200 e i 300 milioni di persone;•  i desaparecidos, vittime della repressione anticomunista dei regimi filoamericani in Argentina e Cile e le migliaia di scomparsi per mano dei regimi golpisti in Grecia e Turchia negli anni ‘70; • i massacri in Ruanda, Etiopia, Congo e nel resto dell’Africa centrale per motivi tribali. In questi Paesi, una volta autosufficienti, manca il cibo, ma non le armi fornite a piene mani dagli occidentali che condizionano e sostengono i peggiori regimi dittatoriali per il controllo dei ricchi giacimenti minerari; •   le vittime innocenti, i massacri, le torture, le donne al rogo…perpretati dai cristiani durante il medio Evo nel periodo della cosidetta “Santa Inquisizione” e nel corso delle Crociate;•   le teste mozzate della Rivoluzione Francese  e le stragi in Vandea in nome della “libertà” e dei “diritti umani”; •   le vendette partigiane in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale; E l’elenco continua… Se anche queste sono vittime innocenti della barbarie umana perchè non dedicare anche a loro una giornata della memoria?  Sappiamo che sarebbe impraticabile istituire un giorno per ogni evento (probabilmente non basterebbero i giorni del calendario), potremmo allora abolire tutte quelle ricorrenze – 27 Gennaio, 10 febbraio e 25 aprile – e sostituirle con un’unica grande e solenne ricorrenza dedicata a tutti gli olocausti del mondo e della storia”. Ma vi è anche chi resta con il dolore di questi morti e altri con il segno delle ferite e delle torture. Che il 27 gennaio significhi anche per tutti il giorno della vergogna per ciò che abbiamo saputo e voluto fare contro i nostri simili. Nessun perdono può assolverli.

2 Risposte to “La Shoah non è sola”

  1. Marica said

    Sono d’accordo sull’istituzione di un’unica giornata della memoria in ricordo di tutte le vittime dei massacri e dei genocidi commessi volontariamente dall’uomo…perchè due pesi, due misure…perchè continuare a credere un popolo eletto e tutti gli altri figli di un Dio minore?

  2. Ceccus said

    Nessun popolo e nessun uomo è figlio di un dio minore. Tutti i popoli e gli uomini sono graditi a Dio. Sta di fatto che Dio stesso ha scelto un popolo per raggiungere tutti i popoli. E’ come in una famiglia: c’è sempre un primogenito, che ha compiti e responsabilità sue, ma dignità uguale ai fratelli e sorelle che nascono dopo. I genitori amano tutti i figli secondo le caratteristiche di ciascuno, a somiglianza di Dio.
    Per questo è giusto ricordare tutti gli “olocausti”, riconoscendo agli Ebrei il fatto di averlo subito senza alcuna colpa e in una dimensione mai avuta prima.
    Il sacrificio ingiusto di un solo uomo innocente è abominevole. Il sacrificio di popoli interi è terribile.

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