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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Sgomberi Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Il 21 gennaio scorso ottanta baracche sono state distrutte dalle autorità milanesi, con fornelli per il riscaldamento, coperte, abiti invernali e medicinali essenziali al loro interno, maciullati dalle ruspe. “E’ avvenuto in via Sant’Arialdo, nell’area dell’abbazia di Chiaravalle, dove circa 150 Rom, con bambini, donne incinte, malati gravi (pazienti oncologici, cardiopatici e sofferenti di patologie da precarietà) e portatori di handicap sono stati messi in mezzo alla strada e costretti ad allontanarsi in una tragica marcia verso il nulla”. Lo affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne e autori della denuncia che  ha raggiunto il tavolo dei magistrati della Corte Penale Internazionale de L’Aja. “Per fortuna molte famiglie che hanno visto passare nei pressi dell’insediamento alcune auto della polizia municipale, prima delle operazioni di evacuazione, si sono allontanate in tempo, evitando le denunce, le schedature in Questura e le umiliazioni cui sono state costrette le altre” continuano i rappresentanti dell’organizzazione per i diritti umani. “I loro rifugi di fortuna, costruiti assemblando legno, plastica e cartone per ripararsi dal freddo e dalle intemperie non esistono più. Novantacinque Rom romeni sono stati denunciati per occupazione abusiva di terreno e sottoposti a un’espulsione di massa: le autorità, infatti, hanno intimato loro di andarsene dalla città,  come accadeva agli stessi Rom secoli fa e negli anni antecedenti l’Olocausto”. Secondo il Gruppo EveryOne, si tratta di violazioni intollerabili dei diritti fondamentali della persona, che solo un serio provvedimento giudiziario può fermare.  “Codesta eccelsa Corte” si legge nell’atto recapitato a L’Aja da EveryOne, “definisce quali ‘crimini contro l’umanità’ le azioni identificabili quali ‘parte di un diffuso o sistematico attacco diretto contro uno specifico popolo o una specifica etnia, con consapevolezza di tale attacco’, e in particolare lo Statuto che regola la Corte sottolinea che sono da identificare quali crimini contro l’umanità:  lo ‘sterminio’, che secondo l’art. 7 del Rome Statute è da considerarsi anche quale la provocata privazione o il provocato mancato accesso a cibo e a medicinali; ‘l’espulsione di massa o il trasferimento forzoso di individui’; la ‘persecuzione’, intesa come ‘privazione intenzionale e severa dei diritti fondamentali, contrariamente al diritto internazionale, a causa dell’identità di un gruppo o di una collettività’; ‘l’apartheid’.” “Ci auguriamo” concludono i co-presidenti di EveryOne, “che azioni come questa, che minano all’integrità e alla dignità di esseri umani indifesi, vengano duramente perseguite dai giudici e condannate da tutti gli organi di garanzia internazionali; copia del nostro atto di denuncia è stata infatti recapitata anche agli uffici dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, del Presidente della Commissione europea e del Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa”.

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