Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 4 febbraio 2010

La “mini-naia” del Ministro La Russa

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

”Il Consiglio dei ministri ha deciso oggi di proseguire l’esperimento della cosiddetta mini-naia, gia’ avviata dal ministro La Russa, finanziandola per i prossimi tre anni. E’ una decisione che ricorda i “campi balilla” ed è completamente fuori luogo difronte ai grossi problemi di bilancio che stanno affrontando le forze armate. Ci chiediamo se queste decisioni siano solo il frutto di scellerate fantasie del ministro della difesa o anche dei suoi veretici militari. Invece di sprecare quei pochi soldi di cui dispone e distogliere qualificate risorse umane per questioni di nessuna utilità pratica e concreta, La Russa dovrebbe adoperarsi per il benessere e la sicurezza del personale in servizio, garantendo adeguate misure di protezione ai militari impiegati nelle missioni estere, non ultima quella di soccorso White Crane dove è chiaro che il personale sta operando senza alcuna protezione contro eventuali epidfemie a causa della macanza delle coperture vaccinali che per essere efficaci necessitano di tempi che variano dai 15 ai 45 giorni. Mentre le Forze armate stanno affrontando il periodo più buio della loro storia repubblicana, il ministro boy-scout pensa ai campeggi in puro stile “balilla”.  (Segreteria PDM – Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia)

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Energia e mercato

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Paolo Landi, Adiconsum: “Combattere con decisione le pratiche commerciali scorrette per creare fiducia nel mercato libero dell’energia” Solo l’8% delle famiglie per l’elettricità e il 7% per il gas sono passate al mercato libero, nonostante i battage pubblicitari fatti dai vari gestori. I risultati sono modesti e non ci sorprendono. Troppe sono state le pratiche commerciali scorrette attuate, che hanno indotto le famiglie a non passare al mercato libero, nonostante le precise regole stabilite dall’Autorità per l’energia. A ciò si aggiunga un risparmio modesto rispetto alle promesse annunciate. Occorre combattere il malcostume di addebitare in bolletta consumi presunti, a volte di gran lunga superiori a quelli effettivi. Per far correggere l’errore, il consumatore è costretto ad una vera e propria “via crucis” per la difficoltà (o meglio l’impossibilità) a contattare il gestore. Per contro, il gestore fa scattare una serie di pressioni per far pagare comunque all’utente anche i consumi non goduti. Le procedure conciliative concordate tra Associazioni Consumatori e gestori possono risolvere sì i problemi, ma non il disagio subito dalle famiglie. Solo con una maggiore trasparenza e con una decisa lotta alle pratiche commerciali scorrette, ad avviso di Adiconsum, renderà possibile una più convinta adesione delle famiglie alle offerte del mercato libero.

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Idv: Mozione congressuale

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Roma 5/2/2010 ore 11 Hotel Mariott Via Colonnello Tommaso Masala 54. Al Congresso Nazionale IDV, sarà presentata la mozione congressuale dell’On.le Francesco Barbato, mozione che vede Barbato alternativa e proposta di un nuovo modo di costruire IDV. Nessuna contrapposizione con IDV e con la linea politica del Partito ma solo una emergente necessità di strutturarsi in maniera diversa. L’IdV ha visto una crescita esponenziale negli ultimi due anni ed è passato dal 2,4-2,6% del 2007 a oltre l’8% del 2009. Un enorme crescita di consenso che ha visto l’ingresso di nuovi elementi provenienti dalle più disparate esperienze politiche e civiche. Ciò ha creato non poco disagio all’interno del partito, abituato a gestioni di minore importanza e come sarebbe successo in una famiglia come la nostra si è resa obbligatoria una gestione più decisa. E’ per questo che molti hanno avvertito una mancanza di democrazia. Ora il Partito, al suo Congresso Nazionale, ha la grande occasione di crescere e di concedersi un’assetto proiettato al futuro. Ha l’occasione in questo modo di crescere ancora di più. Tale crescita rende però obbligatori alcuni cambiamenti e la mozione “itinerante”, presentata dall’On.le Barbato, è un’importante indicazione che tutti i Delegati non possono sottovalutare per il bene dell’IdV. Quale coordinatore comunale dell’Italia dei Valori, prosegue Maurizio Ferraioli, ho ritenuto con la firma della mozione, importante dare un segnale a tutte le Amiche ed Amici che si sono avvicinati ad IDV con fiducia e con la certezza che il nostro partito sia la reale opposizione al Governo ma anche la sua vera Alternativa. Desidero inoltre, conclude Maurizio Ferraioli, ringraziare l’On.le Barbato per aver tenuto conto nella stesura della Mozione di quanto da me espresso quale delegato della Liguria.

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In vista del 3°contratto nel Settore elettrico

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Speciale fidest. Intervista al segretario Generale della Flaei/Cisl Carlo De Masi. Siamo alla vigilia del rinnovo del terzo contratto di Settore dei lavoratori elettrici. Il sindacato di categoria se ne fa carico, aprendo il dibattito non solo con la parte Datoriale ma anche rivolgendosi al mondo politico, alle Imprese e alle utenze familiari. Lo impongono l’evoluzione dei mercati, lo sviluppo tecnologico, la tutela del lavoro e la “necessità di ripensare la contrattualistica nel suo complesso”. E’ tempo che le politiche energetiche escano dal ristretto ambito degli Addetti ai lavori, siano essi Imprenditori o Lavoratori del Settore, per realizzare “investimenti strutturali, un mercato efficiente”, offrire “prezzi non speculativi, una adeguata diversificazione delle fonti e un corretto sviluppo eco-sostenibile”. E’ importante, a questo punto, che gli organi d’informazione facciano la loro parte, con una corretta e puntuale comunicazione mediatica, affinché tutti siano posti nelle condizioni di valutare l’importanza strategica dell’energia che non può essere considerata alla stregua di una merce qualsiasi ma che è e deve essere considerata, un servizio pubblico essenziale per l’economia del Paese e per offrire a tutte le sue componenti le necessarie garanzie di efficienza, economicità e sicurezza. Se è vero, come è vero, che, nel XX secolo, il driver dello sviluppo è stata l’auto, nel XXI sarà, inevitabilmente, quello dell’energia e dell’ambiente. Osserva De Masi: “stiamo parlando di un servizio pubblico essenziale. Dobbiamo partire dalla strategicità dell’energia: il suo connotato sociale è indubbio. Oggi, purtroppo, è vissuta più per fare affari e non per offrire un servizio di qualità e a prezzi contenuti. Qui non si pongono in discussione gli aspetti pubblicistici o privatistici del Settore, in seguito all’avvenuta liberalizzazione del mercato, bensì la mancanza di una “cabina di regia” per l’energia, riaffermando, attraverso un modello partecipato, la socialità del servizio. Del resto, una svolta s’impone anche perché, oggi, paghiamo in Italia l’energia più cara d’Europa, per via della nostra dipendenza prima dal petrolio e dall’olio combustibile e ora dal gas (80% della produzione totale). “E’ un prezzo – osserva De Masi – che presenta ricadute significative, anche riguardo la qualità del servizio che, in alcune aree del Paese, è peggiorata significativamente, come al Sud, per una serie di ragioni: quella prevalente è  la rete, nella quale non si investe più perché le Aziende devono fare utili per i loro azionisti di riferimento, a partire dal Tesoro. E’ il caso dell’Enel, che ha ridotto investimenti e occupazione. Questo settore, infatti, contava una forza lavoro di 160mila unità e ora si è ridotto a 60 mila, anche perché sono state esternalizzate molte attività e perse competenze. Ne consegue – sottolinea De Masi – che i cittadini pagano un servizio che è andato degradandosi nel tempo; manca una programmazione concertata del settore per scelte condivise e partecipate: quelle operate sinora, nel corso d’opera, si sono rivelate sbagliate, cosa che si poteva prevedere ed evitare a monte, e questa eventualità continua ad essere presente con una politica di opzioni energetiche decentrate e slegate da una visione complessiva del sistema elettro-energetico. “Questa premessa – precisa De Masi – introduce il discorso al ruolo del sindacato e spiega i motivi che supportano la piattaforma contrattuale presentata alle Imprese elettriche. Le Federazioni di Categoria, hanno proposto tre piattaforme separate, per via dell’accordo interconfederale; la CGIL si è sentita svincolata poiché non l’ha firmato. Poi abbiamo cercato, nel corso della trattativa, di unificarle per tenere il più possibile unitario il tavolo delle trattative, per tentare di chiudere il contratto. Purtroppo, scontiamo ritardi e registriamo, ancora una volta, l’insensibilità da parte della Delegazione datoriale perché, nonostante tutti gli sforzi che stiamo facendo, le Aziende non si muovono da quelle che sono le condizioni minimali. L’aspetto, ovviamente, non concerne solo la parte retributiva e normativa, ma anche la regolamentazione dello sciopero.” “Noi diciamo – chiarisce De Masi – che, da una parte, il Settore si è evoluto, ma per altro verso, è rimasto fermo al monopolio, in quanto ai lavoratori è proibito, di fatto, scioperare. In altri termini, mentre il trasporto lascia a piedi i viaggiatori e l’ospedale fa funzionare solo le emergenze, nel Settore elettrico tutto deve essere, comunque, assicurato. E’ un non senso, se si considera che, per i Gestori, l’energia è una merce, ma per chi vorrebbe scioperare diventa un servizio essenziale, Questo ci andrebbe anche bene, se esistesse una compensazione, con una serie di salvaguardie per il potere contrattuale dei Lavoratori e per un corretto riposizionamento del Sistema elettrico nazionale. Dal contratto ci aspettiamo, quindi, risposte su Bilateralità, Partecipazione, Impegni differiti e un incremento economico adeguato alla redditività delle Aziende. Sul versante del riposizionamento del Settore, invece, riteniamo fondamentale istituire una sorta di “cabina di regia”, che tenga conto degli interessi generali del Paese e che si potrebbe tradurre in un Osservatorio per l’energia presso la Presidenza del Consiglio con la partecipazione dei Ministeri competenti (Sviluppo economico e Ambiente) e di tutti gli attori del settore, con il compito di analizzare e programmare le politiche energetiche definite dal Governo. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas, con maggiore autonomia e indipendenza, potrebbe sviluppare al meglio il suo ruolo di regolazione e controllo, anche nella previsione di allargare i suoi ambiti di intervento al Comparto idrico. E’ evidente che, per meglio interfacciarsi con le realtà del Paese, la stessa dovrebbe essere composta anche da Rappresentanti delle forze sociali e produttive. Un altro aspetto importante è quello di superare la frammentazione, oggi esistente, fra i diversi soggetti del Settore, per stabilire un razionale coordinamento fra loro, finalizzato a realizzare la programmazione degli insediamenti energetici, la interlocuzione tra Istituzioni e Cittadini a livello locale, accordi di programma sul territorio, la semplificazione dei percorsi autorizzativi, definire intese tra le associazioni imprenditoriali e sociali, al fine di creare una cultura energetica/ambientale. Va da se che, per realizzare l’obiettivo di abbattimento delle emissioni di CO2, occorre una partecipazione corale alle politiche di risanamento ambientale del Paese, sia in termini di rispetto degli standard di manutenzione, sia per una rete magliata e flessibile e sia per cogliere l’obiettivo delle reti intelligenti (smart greeds). Ma va previsto pure il rilancio della ricerca applicata di sistema, per garantire l’affidabilità e la sicurezza anche rispetto alla ricostruzione della filiera nucleare. Quest’ultima, nello specifico, per la sua natura complessa e multilivello, richiede coesione e scelte stabili e condivise. L’argomento non riguarda solo l’allocazione sul territorio nazionale degli impianti di produzione, ma anche quello dello stoccaggio delle scorie, l’efficienza del decommissioning (attraverso la Sogin), la progettazione, la realizzazione e l’esercizio degli impianti, attraverso la realizzazione di consorzi di Aziende energetiche ed energivore sul modello Finlandese. A tutto ciò si aggiunge la recente sentenza del Consiglio di Stato per cui Cassa Depositi e Prestiti dovrà provvedere, in breve, alla dismissione della sua partecipazione in Enel e, quindi, alla completa privatizzazione del Settore: se non vogliamo mettere a rischio il Sistema elettrico nazionale, ad avviso della Flaei/Cisl, è necessaria la creazione di una grande società delle reti, a controllo pubblico. Per De Masi, il settore energetico può offrire una grande opportunità all’Italia nel fare, di energia e ambiente, il futuro elemento propulsivo per uno sviluppo armonico, credibile e condiviso da tutte le forze sane e produttive, che ne hanno, da sempre, riverberato le grandi potenzialità. Questo discorso vale anche per le politiche dell’Enel, che tende a prestare maggiore attenzione alla finanza e alla internazionalizzazione piuttosto che agli impegni industriali e alla sua presenza in Italia. Ciò va fatto con una politica del lavoro che crei occupazione, con una politica imprenditoriale che crei nuove opportunità di espansione e di miglioramento del servizio e sia da volano per le altre Imprese che ruotano nell’indotto, facendo dell’energia una mission in difesa del sociale e della qualità della vita.

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Per salvare il clima

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Le fonti rinnovabili possono tenere le luci accese 24 ore su 24, 7 giorni su 7. È questa la conclusione del rapporto “Rinnovabili 24/7 – Una rete intelligente per salvare il clima” che Greenpeace ha presentato con EREC (European Renewable Energy Council) oggi a Madrid. Il rapporto mostra che le reti elettriche possono essere trasformate per consentire alle fonti rinnovabili di garantire il 90% dell’energia al 2050, attraverso reti intelligenti di distribuzione dell’energia. Già oggi in Spagna le fonti rinnovabili in alcune giornate coprono oltre il 50 per cento della richiesta. In Italia, invece, l’inadeguatezza della rete elettrica limita di circa il 30 per cento l’effettiva produzione eolica in Puglia, Campania, Basilicata e Sardegna. Le smart grids, reti intelligenti di distribuzione dell’energia a livello locale e regionale, collegano tra loro impianti solari, eolici, geotermici, a biogas (e altre biomasse sostenibili) che possono così fornire la stessa energia di una centrale tradizionale, ma con maggiore efficienza e flessibilità, e con minori emissioni di CO2. Le super grids usano invece linee ad alta tensione in corrente continua per trasferire elettricità a enormi distanze con grande efficienza. Lo studio presenta anche un piano di ammodernamento ed espansione dell’attuale rete elettrica europea dal Mare del Nord al Mediterraneo. <<E’ possibile sviluppare una rete intelligente espandendo, contemporaneamente, la fornitura di energia da rinnovabili – afferma Christine Lins, Segretario Generale di EREC – Il mercato delle rinnovabili può crescere a doppia cifra fino al 2050 e superare in dimensione l’industria fossile. Attualmente il mercato delle rinnovabili vale circa 120 miliardi di dollari e raddoppia ogni tre anni>>. Il mercato globale dell’energia eolica nel 2009 ha perfino superato di 7.000 MW le previsioni di Greenpeace del 1999, con una potenza installata nell’anno di 37.000 MW. In Italia l’eolico, continua a registrare una discreta crescita,  nonostante gli ostacoli tra i quali le strozzature di una rete elettrica inadeguata. In Italia – unico Paese dell’Ue a non aver ancora presentato le previsioni per il “Piano delle rinnovabili”  da adottare a giugno – l’inadeguatezza della rete elettrica in alcune regioni viene gestita oggi “staccando” dalla rete le centrali eoliche nei momenti di congestione. Ciò limita l’effettiva produzione eolica di queste aree del 30% circa: 0,7 TWh di energia perduta, ovvero una quota del 12% della produzione nazionale da eolico, secondo le analisi tecniche presentate da Anev al Ministero Sviluppo Economico. <<Le nostre analisi indicano una grande possibilità industriale per l’Italia sulle rinnovabili. Registriamo invece segnali crescenti di boicottaggio da parte del Governo, fortemente impegnato nella direzione sbagliata, il ritorno al nucleare per favorire gli interessi di alcune lobby industriali>> conclude Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia.

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Piero Gilardi e Francesco Monico

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Torino fino all’11 aprile 2010 Via Giordano Bruno, 31 PAV Diverse forme bellissime a cura di Claudio Cravero Diverse forme bellissime, che è anche il titolo del programma artistico, educativo e formativo 2010 del PAV, fa riferimento ai recenti studi di Biologia evolutiva dello sviluppo e intende indagare nuove tematiche legate al vivente nella sempre più attuale esplorazione delle biodiversità. L’arte, infatti, con pratiche piu’ vicine alla Biologia, alle nuove frontiere della Biotecnologia e alla Scienza della terra, puo’ essere – secondo la definizione dell’artista Piero Gilardi – un motore per la creazione delle biodiversità. Attraverso l’esposizione, Piero Gilardi (Torino, 1942), già ideatore del percorso interattivo del PAV Bioma, e Francesco Monico (Venezia, 1968), direttore della Scuola di Media Design & Arti Multimediali della NABA di Milano e direttore del programma di ricerca PhD planetary collegium m- node, intendono riflettere sull’ambiente nel quale viviamo come spazio in cui confluiscono il tecnologico e il biologico, dove l’impiego della tecnologia costituisce l’unico mezzo utile a riequilibrare il rapporto con la natura. Nell’ambito del programma annuale Diverse forme bellissime, Gilles Cle’ment, teorico e paesaggista francese, oltre ad un convegno e un workshop nel mese di maggio – in collaborazione con l’Ambasciata di Francia – sarà impegnato in un intervento sul tetto verde della struttura del PAV. In occasione invece di ESOF 2010, vi sarà la prima personale in un’istituzione italiana di Brandon Ballenge’e, giovane protagonista americano della bioarte. http://www.parcoartevivente.it (Immagine: Piero Gilardi, Eppur si muovono, 2009)

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Salvatore Ciaurro: Il tempo di Ciaurro

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Napoli fino al 22/2/2010 Piazza Plebiscito, 1 Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III a cura di Mauro Giancaspro L’azione del tempo che, progressivamente, allontana la vita dalla bellezza, il dolore e la desolazione dell’uomo che cercano sollievo nel sogno e nella fantasia: da questo nuovo indirizzo di ricerca nasce una nuova, inconfondibile cifra di Salvatore Ciaurro, che espone a Napoli dal 4 febbraio nella sala Leopardi della Biblioteca Nazionale.  Ciaurro non ha rinunciato alla sua vocazione di ritrattista e al piacere di una rappresentazione- Le struggenti e languide figure, dai corpi attraenti ed atletici, – commenta Mauro Giancaspro , curatore della Mostra , nella prefazione al catalogo – perderanno gradualmente la nettezza del contorno e del modellato per farsi piu’ assottigliate, piu’ evanescenti, piu’ trasparenti, piu’ pulviscolari. –  -Questa recente metamorfosi – aggiunge Giancaspro- ha certamente incrinato la serenità smaltata delle sue figure muliebri, dei suoi gruppi, delle sue -nature vive introducendo nelle sue tele l’inquietudine dell’inesorabile scorrere del tempo, ma anche la magia del sogno e della malinconia, quella stessa magia che la città di Sintra – ouverture e sipario della mostra – lascia presagire allo spettatore che accede alla esposizione e che resta impressa, a percorso finito, nella sua mente. (ciaurro)

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Rugby: torneo sei nazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Dal 6 febbraio al 20 marzo si gioca il torneo Sei Nazioni, la più importante e avvincente sfida rugbistica d’Europa. Virgin Radio, l’emittente del rock e dello sport, sarà in prima fila e racconterà il torneo attraverso la voce di uno che di quel torneo conosce molto bene ogni aspetto e ogni segreto, soprattutto quelli che di solito non si raccontano.  Lui è Paul Griffen, uno dei più conosciuti giocatori del rugby azzurro. Nato in Nuova Zelanda e naturalizzato italiano, è il numero 9 più simpatico della palla ovale, con all’attivo 42 presenze nella Nazionale italiana. L’uomo ideale per assicurare quel tocco di energia e humor al quale sono abituati gli ascoltatori di Virgin Radio.  In occasione delle partite dell’Italia, all’interno di una serie di appuntamenti dedicati, Griffen introdurrà l’ascoltatore nell’atmosfera del torneo centenario presentando le squadre in campo, le formazioni, i precedenti, il pronostico e raccontando le abitudini e i retroscena del pre e post partita. Al termine lo stesso Griffen commenterà a modo suo gli incontri. Questo il calendario: Sabato 06 febbraio a Dublino IRLANDA – ITALIA Domenica 14 febbraio a Roma ITALIA – INGHILTERRA Sabato 27 febbraio a Roma ITALIA – SCOZIA Domenica 14 marzo a Parigi FRANCIA – ITALIA Sabato 20 marzo a Cardiff GALLES – ITALIA (griffen)

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Mobilità e innovazione nel Mediterraneo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Un appuntamento significativo nel quadro della politica dei trasporti dell’Unione europea si terrà a Trieste nei giorni del 4 e 5 febbraio sul tema “Lo spazio mediterraneo della mobilità: La politica mediterranea delle infrastrutture e dei trasporti”. La conferenza, di portata internazionale, è promossa dal Ministero degli Affari esteri, dal Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti e dalla Rappresentanza a Milano della Commissione europea in collaborazione con numerosi enti, tra cui la Regione Friuli Venezia Giulia e il Gruppo Unicredit, sponsor principale dell’evento. Si vedrà la partecipazione di ospiti italiani illustri, tra cui il titolare della Farnesina Franco Frattini, il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Roberto Castelli, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo e il vicepresidente della Commissione responsabile per i Trasporti Antonio Tajani, nonché nuovo commissario designato per l’Industria e l’Imprenditoria, che concluderà i lavori con una conferenza stampa. Presenti alla conferenza anche i rappresentanti dei Paesi del Mediterraneo. L’ulteriore valorizzazione dello spazio mediterraneo, in particolare attraverso la proiezione dell’UE verso i Paesi rivieraschi e il continente africano, è una priorità essenziale per l’UE che passa attraverso lo sviluppo di infrastrutture di collegamento. Estendere l’influenza europea nell’area mediterranea significa accrescere la nostra competitività aumentando e diversificando gli sbocchi del mercato interno. Il miglioramento dell’efficienza logistica dei collegamenti nell’area amplificherebbe quindi, di gran lunga, l’effetto virtuoso creato dalle molteplici connessioni stabilite grazie allo sviluppo delle Reti Transeuropee di Trasporto (TEN-T) e le Autostrade del mare. La conferenza del 4 e 5 febbraio è un’occasione importante per fare il punto sulle politiche europee e nazionali volte a promuovere lo sviluppo di un sistema di reti di trasporto per avvicinare le sponde del Mediterraneo. Il confronto tra gli esperti partirà dagli studi di natura scientifica e giuridica contenuti nel rapporto realizzato ad hoc per la conferenza con l’obiettivo di elaborare proposte di stimolo per la politica europea e degli Stati interessati. L’intento fondamentale rimane la ridefinizione del ruolo attivo del sistema italiano all’interno dell’area mediterranea. Focus particolare si avrà sull’esigenza di un nuovo sistema infrastrutturale e logistico che ridisegni la rete portuale nell’Alto Adriatico e i collegamenti ferroviari nella tratta Trieste-Monfalcone-Vienna/Monaco. Antonio Tajani e gli altri ospiti concluderanno la conferenza facendo il punto sui tempi di elaborazione dei progetti presentati alla stampa durante l’evento. I tempi sono, ancora una volta, un aspetto chiave da non sottovalutare. L’Italia, infatti, non può più aspettare di rinnovarsi in un settore che ha visto molti tentativi di ammodernamento ma anche molti ritardi di attuazione.(Tajani)

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Acqua e costi impropri

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Il “bene acqua” – dichiara Paolo Landi, Segretario generale Adiconsum – è un bene pubblico inalienabile e bene ha fatto il Governo a mantenere sotto il proprio controllo una risorsa così preziosa per la sopravvivenza delle persone. Adiconsum, però – continua Pietro Giordano Segretario nazionale – denuncia il pericolo che la gestione privata delle reti idriche, se non disciplinata da precisi vincoli contrattuali, può originare con abusi e oneri tariffari impropri che nulla hanno a che vedere con i costi reali di un servizio pubblico. Per Adiconsum, devono essere assolutamente esclusi costi aggiuntivi a carico dei consumatori, che finiscono nelle casse di Comunità Montane o che vengono utilizzati per la raccolta delle acque reflue. Costi impropri e inammissibili imposti impropriamente in bolletta da alcuni gestori. Agli Enti locali che danno in gestione le risorse idriche del territorio, Adiconsum chiede che venga rispettato l’art. 2 comma 461 della Finanziaria 2008 che in materia di tutela dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici locali stabilisce: – l’emanazione della “Carta della qualità dei Servizi” da parte dei Gestori da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le Associazioni dei Consumatori e le associazioni imprenditoriali; – la consultazione obbligatoria delle Associazioni dei Consumatori; – la verifica costante degli standard di qualità del servizio erogato, congiuntamente alle Associazioni dei Consumatori; l’informazione e la trasparenza sui dati riguardanti i reclami degli utenti.

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Lucio Fontana: L’Arlecchino. Mosaico e ceramica

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Milano fino al 19/3/2010 via Filippo Corridoni, 41, Claudia Gian Ferrari Studio di Consulenza per il -900 italiano e Arte Contemporanea Nell’estate 2009, quando si sono resi necessari alcuni lavori al Cinema Arlecchino di Milano, i figli dell’imprenditore cinematografico William Quilleri, che intorno a quel cinema ha costruito la sua carriera, hanno deciso fosse arrivato il momento di mettere in sicurezza i due capolavori di Lucio Fontana che hanno accompagnato la vita della sala fin dal primo giorno, nell’ormai lontano 1948. L’Arlecchino, uno dei cinema piu’ amati dai milanesi, e’ al momento chiuso e il suo futuro ancora incerto. Il libro, che in occasione della mostra viene presentato, racconta la storia dei due capolavori realizzati nel 1948, una scultura a mosaico e un fregio in ceramica policroma, esposti per la prima volta in una galleria, grazie ai consigli e all’aiuto di Claudia Gian Ferrari e a un attento restauro da parte di Barbara Ferriani.  Dopo la parentesi argentina degli anni di guerra, nella primavera del 1947, Lucio Fontana torna in Italia, in una Milano che si prepara a quella rinascita artistico-culturale che ha segnato gli anni Cinquanta. Nel luglio di quell’anno il pubblico aveva tributato un successo clamoroso all’Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni messo in scena da Giorgio Strehler al Piccolo Teatro, i milanesi si erano entusiasmati per una maschera classica non piu’ paludata, divenuta simbolo della libertà riconquistata e della potenza della risata irriverente contro ogni costrizione dei poteri costituiti.  Nell’occasione verrà presentato il volume Lucio Fontana. L’Arlecchino edito da Charta  testi di Paolo Campiglio e David Quilleri (lucio fontana)

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Legittimo impedimento. La ragione del più forte

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Editoriale Fidest. Con 316 voti a favore, 239 contrari e 40 astenuti su 555 votanti la maggioranza richiesta di 278 voti è stata superata con un largo margine. Hanno votato a favore  il Pdl, la Lega, ‘Noi Sud’, Mpa e Partito repubblicano. Si sono Astenuti Udc, Svp e Liberaldemocratici. Hanno detto no Pd, Idv e Alleanza per l’Italia. Ora il provvedimento passa all’esame del Senato. Cosa è successo di tanto strano con questo voto? Nulla. Forse solo il fatto che l’opposizione è uscita, ancora una volta, divisa e, questa volta, per merito dell’Udc. Significa solo che il Parlamento ha una sua maggioranza e l’ha fatta valere per quanto le leggi possono essere in odore di anticostituzionalità. Non è forse vero che il popolo è sovrano e che la sua sovranità è stata delegata a questo parlamento con un voto democratico? E allora cosa abbiamo da recriminare o di fare bagarre risvegliando vecchi e tediosi fantasmi? Nulla. Ci rimane semmai il detto: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Se siamo davvero convinti, sempre come popolo sovrano, che questa legge è ingiusta e vogliamo esprimerne la nostra contrarietà non ci resta che manifestarlo con il voto alle regionali del prossimo marzo anche a dispetto di certe candidature impopolari. Questa sarebbe la vera e più autentica risposta, ma dubitiamo che tale messaggio sarà raccolto dal popolo degli elettori e allora convinciamoci sulla validità e attualità dell’antico detto: dura lex sed lex e continuiamo a gridare al vento e a piangerci addosso. Eppure siamo convinti che nel Paese esiste una maggioranza di segno opposto a quella parlamentare ma stenta a manifestarsi perché non riesce ad entrare in sintonia con le forze politiche che potrebbero rappresentarla e riesce solo ad esprimere uomini e programmi mediocri, a litigare per una poltrona e a blaterare sulla questione morale ma poi gli stessi censori finiscono con il candidare figure poco cristalline o poco rappresentative. E la beffa è anche un’altra e l’ha detto lo stesso Bersani in Parlamento: vi è una classe politica che si infiamma per questioni marginali mentre cresce la disoccupazione, la povertà, il divario Nord/Sud, e la stessa giustizia, istruzione, sanità, welfare si intendono governarli togliendo loro risorse.  Il paese è “incagliato” come afferma Bersani ed è vero, ma di chi è la colpa? Non è certo e non è solo di chi ci governa oggi, ma anche di chi ci ha governato in passato e si dice che tutti i nodi alla fine vanno al pettine. Oggi con molto cinismo la Fiat tende ad abbandonare le sue industrie automobilistiche in Italia per altri lidi dopo che ha ricevuto decine di migliaia di miliardi di vecchie lire di contributi statali a fondo perduto. Oggi persino l’Enel, con un azionariato di riferimento del Tesoro, dimostra d’avere più attività all’estero che in Italia e in pochi anni è passata da 160 mila lavoratori a sessantamila e continua a scendere. Se andiamo avanti di questo passo resteremo solo terreno di conquista per i prodotti d’importazione cinesi e le nostre fabbriche e i nostri imprenditori ce li ritroveremo ovunque nel mondo meno che in Italia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Vendesi castello

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Sono oltre 55.000 gli immobili italiani categorizzati come dimore di lusso e nonostante il settore immobiliare abbia sofferto notevolmente nello scorso anno (-18% il valore delle compravendite del 2009 rispetto al 2008), questa nicchia continua a registrare un incremento notevole e il suo valore ha ormai raggiunto i 52 miliardi di euro.  La vera sorpresa è  che il lusso sembra aver trovato una nuova frontiera; il web e secondo i dati diffusi oggi da Immobiliare.it, leader degli annunci immobiliari online con oltre 2.500.000 offerte attive ogni giorno, sono diversi, ad esempio, i castelli (medievali o più recenti) in vendita sul sito. Certo, il costo non è trascurabile, ma pensate al fascino di vivere fra le mura che hanno ospitato dame, cavalieri e chissà, magari anche qualche fantasma.  Ma come sono i castelli in vendita su Immobiliare.it? Le proposte sono tante, differenti e arrivano da quasi ogni parte dello Stivale. Si va dal castello medioevale di Lecco (prezzo 2.600.000€, descritto dal venditore come ottimo per ospitare una beauty farm, ma anche una residenza per la terza età) a quello con giardino pensile, posto auto, termo autonomo e vista panoramica sulla Sabina, alle porte di Roma. In questo il caso il prezzo è di 2.000.000 di euro. Se avete sempre sognato di dedicarvi al vino e volete sentirvi sicuri a casa vostra, potrebbe fare al caso vostro il castello messo in vendita a Rignano sull’Arno (FI). Nell’annuncio pubblicato su Immobiliare.it si legge che nel prezzo (trattativa riservata) sono compresi anche 3 ettari di vigna e una fortificazione d’epoca. (castello)

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Carnevale trecatese

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Trecate (No) 7 febbraio alle ore 14 Tutto pronto per il Carnevale Trecatese, nella centrale piazza Cavour, dove il Sindaco Enzio Zanotti Fragonara consegnerà le chiavi della Città al Re Bartula e alla Regina Ghita. Oltre alle classiche sfilate pomeridiane, per la prima volta in assoluto è previsto infatti un evento serale, che si svolgerà sabato 13 febbraio alle ore 21 in piazza Cavour. Si tratta di uno spettacolo fatto da musica e balli e dalle mille luci colorate dei carri che animeranno la serata. Un evento che saprà coinvolgere e affascinare tutti i trecatesi ma anche i vari curiosi in arrivo dai paesi del circondario e dalla vicina Lombardia. Dunque un carnevale che si rinnova, pur nel rispetto delle tradizioni, e che cerca di offrire ai giovani e alle famiglie trecatesi nuovi spunti e ulteriori momenti di aggregazione.  La manifestazione culminerà come sempre nella giornata del martedì grasso con il rogo del Re del Carnevale presso l’area delle feste e la riconsegna delle chiavi della Città. Al Carnevale Trecatese è legato un concorso fotografico organizzato dal locale Cine Foto Club e aperto a tutti. L’esposizione delle foto pervenute e la premiazione avverrà sabato 13 marzo nel Teatro Comunale di Piazza Cavour. Si ricorda alla cittadinanza che il Re Bartula, durante il suo regno, pone divieto all’utilizzo di bombolette di schiuma. (carnevale)

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Successo di Capossela in Gran Bretagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Londra. Con un articolo di David Franchi scritto su l’Italoeuropeo di Londra si riporta la presentazione del nuovo album e del libro di Capossela presso l’Italian Bookshop. Si è  trattato di una conversazione con Paolo Nelli, scrittore italiano che vive e lavora a Londra, e che in pratica ha intervistato Vinicio Capossela. Durante la serata è stato presentato soprattutto il nuovo disco di Capossela. Si tratta di una raccolta di brani dal titolo The Story – Faced Man uscito in Gran Bretagna il 25 Gennaio per l’etichetta inglese Nonesuch Records. Gli artisti italiani che cercano di esportare la loro musica sono veramente pochi. Rimane davvero un fatto importante che si possa pubblicare per un’etichetta inglese la propria musica, soprattutto in originale senza cambiare i testi. I testi del cantautore sono fra l’altro molto complessi e spesso ispirati alla letteratura. Capossela ha avuto in proposito recensioni positive su The Sunday Times, su Mojo e sul New York Times che lo hanno definito come un fenomeno musicale. La visita di Capossela è proseguita con due concerti alla Union Chapel di Islington, Londra, il 29 e 30 gennaio, per il tour “Solo Show” che sarà anche in USA e Canada. La Union Chapel è una chiesa di fede cristiana Congregazionale. L’edificio è un gotico vittoriano, disegnato dall’architetto James Cubitt, fu finito di costruire nel 1877. Di recente rinnovato, viene utilizzato per concerti e attività sociali. Capossela nei primi dischi ha uno stile molto vicino a quello italo-americano degli anni ’50. Poi si evolve negli album successivi per prendere a riferimento Tom Waits. I testi di Capossela sono molto originali e ispirati alla letteratura con riferimenti a Fante, Chaucer, Cèline, Oscar Wilde, Taylor, Coleridge, Jarry e persino la Bibbia.
Vinicio Capossela ha una storia personale e artistica piena di sfaccettature. Nasce ad Hannover (Germania) il 14 dicembre 1965 da genitori di origine irpina e torna poco dopo in Italia con la famiglia. Cresce artisticamente nei circuiti underground dell’Emilia-Romagna, fino ad essere notato e lanciato da Francesco Guccini. Vive dal 1987 a Milano. Ha avuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Calitri, in Irpinia, terra d’origine dei genitori. (in sintesi) (foto capossela)

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Giustizia: sciopero lavoratori giudiziari

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Roma 5 febbraio ore 10.00 corteo da Piazza San Marco (Piazza Venezia) al Ministero della Giustizia (via Arenula)   “La RdB torna nuovamente a scioperare perché l’unica risposta venuta dall’Amministrazione riguardo ai tanti i problemi che affliggono i lavoratori della Giustizia consiste in un ordinamento professionale che, rispolverando figure professionali vecchie di vent’anni, rappresenta soltanto un ritorno al passato”, spiega Pina Todisco della Direzione nazionale RdB P.I.. “Inoltre l’ipotesi di contratto integrativo è stata approvata da due sole sigle sindacali, che non rappresentano la maggioranza dei lavoratori, portando così un grave attacco alla democrazia nei luoghi di lavoro”. “Per la RdB – sottolinea Todisco – è indispensabile invece che l’Amministrazione riqualifichi i servizi e tutti i lavoratori, i quali attendono da trent’anni un passaggio di livello economico e giuridico. Un’organizzazione moderna avrebbe bisogno di cancellieri, ausiliari e operatori riqualificati anche sul piano formativo e di nuovi informatici e sistemisti. Avrebbe bisogno di un vero e proprio ricambio generazionale, con l’assunzione di almeno 10.000 unità; di uffici dotati di strumenti idonei; di edifici giudiziari nuovi e della messa a norma dei vecchi, per garantire sicurezza e salubrità sui luoghi di lavoro. Inoltre, data la delicatezza delle funzioni, i servizi oggi affidati all’esterno devono essere gestiti dal personale interno salvaguardando le professionalità acquisite”. “Fino ad adesso – aggiunge Todisco – abbiamo ricevuto solo tagli di risorse, blocco del turn over  e riforme realizzate a costo zero. In questo contesto il processo breve si inserisce con tutte le sue contraddizioni. Dal punto di vista di chi opera negli uffici giudiziari, con il personale ed i mezzi che sono effettivamente a diposizione, il risultato sarà quello di un’amnistia mascherata. Solo una minima parte dei processi verrà portata a compimento: probabilmente quelli di chi ha rubato una mela, mentre chi è accusato di falso in bilancio e avrà avvocati con i fiocchi ne uscirà indenne”, conclude la dirigente RdB P.I..

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Il liberalismo italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Bologna 4 febbraio alle ore 20.00, Casa dell’Angelo via San Mamolo 24, la Scuola del Pensiero Liberale 2010 di ospiterà la lezione di Luigi Compagna dedicata a Il liberalismo italiano e le sue radici ideali.Professore ordinario di Storia delle Dottrine Politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche della Luiss Guido Carli, e Senatore della Repubblica, Luigi Compagna ha dedicato la propria attività di ricerca alla storia e alle istituzioni della politica, con particolare riferimento ai movimenti del Novecento e al liberalismo italiano. Su questi temi, ha pubblicato L’idea dei partiti da Hobbes a Burke (Città Nuova, 2008) e (con Ettore Cuomo) La democrazia dei liberali (Giappichelli, 2000).

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Along the silk road

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Roma 4 – 5 febbraio 2010, via Enrico De Nicola 79 Museo delle terme di Diocleziano Culture Business Matching in Rome 2010. Tra le mura delle Terme di Diocleziano, che ospitano uno dei musei più belli di Roma, è in programma Along the Silk Road, un percorso culturale e progettuale, attraverso il quale viene avviato un dialogo internazionale e costruttivo fra le imprese laziali che producono beni e servizi innovativi per la cultura e le organizzazioni culturali dei Paesi a oriente dell’Italia, dai Balcani all’Estremo Oriente, che possono valorizzare la propria attività grazie a queste innovazioni. Per iniziativa di Sviluppo Lazio, imprese, operatori ed esperti si confronteranno sulle tematiche e sulle dinamiche del settore culturale per attivare una fitta e intensa rete di scambi e collaborazioni in cui istituzioni e organizzazioni culturali dei Paesi posti lungo la Via della Seta potranno in questo modo conoscere, valutare e sfruttare le opportunità di innovazione suggerite dal tessuto imprenditoriale che opera nel territorio della Regione Lazio. I relatori sono manager, professionisti, studiosi e amministratori, attivi in campo culturale, economico e sociale o che appartengono a istituzioni e organizzazioni attive nel campo della valorizzazione delle risorse culturali. Tra questi Lofti-El-Ghandouri, fondatore di THE HUB, rete internazionale di progettisti dello sviluppo sostenibile; Muna Haq, esperto di UNDP-United Nations Development Program New Delhi; Corrado Terzi, architetto e professore all’Università “La Sapienza” di Roma; Zarylbek Kudaba-ev, professore di Economia dell’American University of Central Asia in Kyrghyzistan; Hassan Laghai, esperto di Ambiente dell’Islamic Azad University of Teheran; Michele Trimarchi, professore di Economia della Cultura dell’Università di Bologna, Christo Kaftandjiev, professore di Marketing e Comunicazione dell’Università di Sofia, Giovanni Battistini, vicepresidente del Technology UASC all’Università dell’Arizona.

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Incontro con Enrica Fico Antonioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Roma 4  febbraio 2010 ore 21.00 Cinema Trevi  Vicolo del puttarello, 25. Nell’ambito della retrospettiva completa Paesaggi con figure. Il cinema di Michelangelo Antonioni, che si tiene a Roma dal 2 al 10 febbraio 2010 al Cinema Trevi, la Cineteca Nazionale propone un’occasione di incontro con Enrica Fico Antonioni, moglie e collaboratrice del regista. L’appuntamento sarà moderato dal conservatore della Cineteca Nazionale, Enrico Magrelli. a seguire Fare un film per me è vivere (1996) Regia: Enrica Antonioni; montaggio: Roberto Missiroli; origine: Francia/Italia; produzione: Arte, Titti Film; durata: 52’ Ingresso gratuito a seguire Il filo pericoloso delle cose (ep. di Eros, 2004) Regia: Michelangelo Antonioni; soggetto: da Quel bowling sul Tevere di M. Antonioni; sceneggiatura: Tonino Guerra, M. Antonioni; collaborazione artistica: Enrica Antonioni; fotografia: Marco Pontecorvo; scenografia: Stefano Luci; costumi: Carin Berger; musica: E. Antonioni, Vinicio Milani; montaggio: Claudio Di Mauro; interpreti: Christopher Buchholz, Regina Nemni, Luisa Ranieri; origine: Italia/Francia/Lussemburgo/Hong Kong; produzione: Fandango, Solaris, Roissy Films, Cité Films Productions, Delux, Ipso Facto, Block 2Pictures; durata: 35’  Ingresso gratuito http://www.fondazionecsc.it

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Profili giuridici, etici e bioetici

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Roma 9 febbraio 2010, alle ore 9.00, presso l’Università Europea (via degli Aldobrandeschi 190), si terrà il congresso “Autonomia e autodeterminazione. Profili giuridici, etici e bioetici”, nell’ambito della Settimana delle Scienze Biomediche del Vicariato di Roma. Nel corso del congresso sarà presentato anche il Progetto “Libertà, autonomia e autodeterminazione”, promosso dal Dipartimento di Didattica e di Ricerca in Scienze Umane dell’Università Europea di Roma. L’obiettivo del congresso e del Progetto “Libertà, autonomia e autodeterminazione” è quello di ripensare i concetti di autonomia e di autodeterminazione e di dare loro fondamento scientifico, sia in senso giuridico che filosofico, offrendo così un contributo costruttivo all’attuale dibattito su questi temi.  Le relazioni affronteranno l’argomento secondo molteplici prospettive di indagine: da quella clinica-medica a quella filosofica, da quella giuridica a quella bioetica. Il congresso sarà aperto dal saluto di Padre Paolo Scarafoni, L.C., Rettore dell’Università Europea di Roma. La prima sessione avrà come tema “L’autodeterminazione: dai casi clinici alla riflessione giuridica e filosofica”, con l’introduzione di Claudia Navarini, Ricercatrice di Filosofia Morale presso l’Università Europea di Roma. Seguiranno le relazioni di Giuliano Dolce, Direttore Scientifico della Clinica Sant’Anna di Crotone, già Primario neurologo presso l’Ospedale San Giovanni battista di Roma (“Lo stato vegetativo ieri, oggi, domani), Stelio Mangiameli, Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Teramo (“Principio di autodeterminazione e Costituzione”) e Paolo Pagani, Associato di Antropologia filosofica presso l’Università “Cà Foscari” di Venezia  (“Autonomia e autodeterminazione e libertà umana: una questione di senso”). Dopo la pausa, alle 11.30, seguirà la seconda sessione, che avrà come tema “Autodeterminazione e volontà anticipate in prospettiva biogiuridica”, con l’introduzione di Tommaso Scandroglio, Docente di Legge naturale e diritto presso l’Università Europea di Roma. Seguiranno le relazioni di Maria Luisa Di Pietro, Associato di Medicina Legale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma (“L’eugenetica liberale: il caso della diagnosi preimpianto”), Mauro Ronco, Ordinario di Diritto Penale presso l’Università degli Studi di Padova (“Volontà anticipate e volontà attuale: quale autonomia?”) e Alberto Gambino, Ordinario di Diritto Privato presso l’Università Europea di Roma (“Direttive anticipate e diritto privato”). (foto: alberto gambino)

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