Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 5 febbraio 2010

Allarme povertà in Sicilia

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

“La nota informativa della Cisl non è preoccupante, è vergognosa. Un siciliano su tre è povero, vive in condizioni al di sotto della dignità, lotta per la sopravvivenza”. Questo l’amaro commento della responsabile per la Sicilia dell’Italia dei Diritti Lara Cardella all’allarme lanciato da due segretari della Cisl siciliana al governo regionale chiedendo un approfondimento e un serio impegno per affrontare un problema che tocca il 33 per cento della popolazione di questa regione. “Il tutto – spiega l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – mentre si sperpera il denaro dei contribuenti siciliani per assumere figure inutili  come dipendenti pubblici o impegnarsi in faraoniche opere di costruzione di ponti, giusto per citare qualche esempio. Il presidente della Regione Lombardo dica cortesemente come una persona onesta possa sopravvivere in questa situazione. Il Governatore spieghi gentilmente come farà un qualsiasi uomo a non cadere nelle mani della delinquenza più o meno organizzata, come si rifiuterà di cedere il suo voto in cambio di cento euro, come potrà impedire a sé stesso e ai suoi familiari di continuare a essere vittima di questo sistema mafioso. Lombardo inizi finalmente a dare risposte chiare a chi lo ha eletto e a chi se lo ritrova suo malgrado come rappresentante governativo. Egli – conclude aspramente la Cardella – è pagato per questo, non per far sommergere questa terra dall’ immondizia e dalla criminalità. Risponda, faccia, si muova. O taccia e vada a casa”.

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Di Pietro: il tribuno del popolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Editoriale Fidest. Il 6 febbraio si celebrerà a Roma il congresso nazionale dell’Idv. E’ un momento importante non solo per la vita di un partito, che è nato e si è identificato con il suo leader, ma per una chiara presa di coscienza della nostra identità nazionale rivolta alla presa d’atto di un netto stacco tra un modo di fare politica e nel rispecchiare i desiderati popolari. Di Pietro si è assunto il merito, forse eccessivo per la sua persona, ma proprio per questo più apprezzabile, di rappresentare quella parte del paese, forse minoritaria, ma questo non è il punto se guardiamo il nostro passato. Chi governa, si sa, può commettere sbagli, può persino avere un passato poco limpido e l’opinione pubblica può perdonargli tutto se si rende conto che il suo agire ora è improntato alla ricerca del bene comune. Oggi questo metro di valutazione è oscurato dalle suggestioni. Vi è quella della mistificazione della verità. Vi è la disinformazione abilitata ad agire diffondendo notizie tendenziose o semplici pettegolezzi o alterando i fatti per lasciarvi intravedere maliziosamente il lato più oscuro. Oggi l’uomo della strada è bombardato da questi messaggi, è distratto dalle proprie incombenze, dall’assillo del lavoro o ancor più da quello della disoccupazione e della precarietà. E quando si ha fame e sete, si sa, non si guarda tanto per il sottile. E l’Italia oltre al lavoro, alla dignità offesa, alla mancanza di buon governo, ha sete e fame di giustizia, di libertà, di uguaglianza. Di Pietro si è assunto l’oneroso compito di caricarsi di tali aspettative ma non potrà farcela se gli mancherà il largo consenso che in una società di numeri ha il suo peso e la sua interfaccia per essere credibile e propositivo. Oggi il paese è di fronte a scelte difficili come la possibilità di avere una politica estera autonoma e non dipendente da interessi che esulano dalla ricerca di un equilibrio geopolitico ma propendono sugli interessi di bottega; oggi il paese ha di fronte la più seria minaccia di una perdita cospicua di posti di lavoro; oggi il paese ha bisogno di essere governato dalla saggezza di uno statista ma non da un comitato d’affari. E se ci troviamo in questa situazione lo dobbiamo a due aspetti altrettanto negativi: la mancanza di un leader carismatico e un programma politico che sia meno invasato di promesse e più retto da certezze e risultati concreti. Non dimentichiamo che la più grande colpa l’hanno proprio quei partiti che si dicono democratici e liberali. Già una volta per i loro dissidi interni, hanno aperto la strada alla dittatura e oggi non sono cresciuti abbastanza per comprendere che continuano a sbagliare e a favorire proprio quegli interessi che dicono di voler combattere. Il popolo, si dice, comprende e se comprende deve saper scegliere e per scegliere deve avere in mano delle certezze. Datele e il tribuno Di Pietro, a questo punto, come la storia insegna, scomparirà ma al suo posto vi sarà la convinzione di un pericolo scampato anche per suo merito. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Expo: Alis/Filliol

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Torino fino al 28/2/2010 Galleria Umberto I, 29 Cripta747 Calco di due corpi in movimento nello spazio. Nell’underground room Alis/Filliol mette in scena, durante la serata dell’inaugurazione, l’ultimo atto di un processo scultoreo, dal titolo -Calco di due corpi in movimento nello spazio-. La performance, ideata specificatamente per lo spazio, sottolinea la natura al tempo stesso pratica e mentale dell’arte plastica e la ricerca di un’espressione meccanica del fare.  -Tactile-, project room a cura di Beniamino Foschini, propone un’analisi in cui coesistono: la lettura dello spazio dato – con le sue potenzialità direzionali di forza, movimento e staticità -, l’imperativo auto-rappresentativo dell’opera e l’esigenza di inserire la non-opera all’interno dello spazio stesso. -Tactile- – pronunciato alla francese – e’ un’immersione nella capacità tattile dell’occhio, attraverso la quale la visione e la percezione del segno compongono un elemento unitario.(alis)

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Domenico David: A basso voltaggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Catania fino al 10/3/2010 via Francesco Riso, 72/b Galleria Carta Bianca Dopo le ultime mostre di Jonathan Guaitamacchi e Alessandro Bazan, Carta Bianca fine arts continua la serie degli artisti italiani che sviluppano e approfondiscono la poetica della luce e della profondità della pittura. In questa occasione Domenico David espone una serie di paesaggi notturni di medie e grandi dimensioni che l’artista ha realizzato tra il 2008 e il 2009.  Il titolo della mostra A basso voltaggio e’ il termine che l’artista prende a prestito dal mondo dell’energia industriale interrogandosi sul rapporto tra la luce artificiale e spazio nero. Sarebbe infatti impensabile la visione di un mondo (un paesaggio) notturno privo di luce artificiale. Si perderebbero i contorni, le forme, il senso dello spazio. David indaga cosi’ su un linguaggio di pittura ontologica; il nero di fondo che avvolge e dialoga con l’impasto dei colori-luce, fino agli ultimissimi lavori virati su una particolare dominante di blu. Il risultato finale e’ quello di una pittura intensa e mentale fatta di pennellate veloci cariche di colore vibrante che si stagliano dallo spazio nero, il nero ricorrente in questi paesaggi di grande sintesi compositiva, assumendo cosi’ un sapore di pittura tipicamente europea.
Sarà disponibile in galleria una pubblicazione con un importante saggio critico di Elena Pontiggia (Prearo Editore).
Domenico David è nato a Staletti’ (Catanzaro) nel 1953. Vive e lavora a Milano dove insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Sin dagli anni Ottanta ha operato insieme a tanti altri protagonisti della scena emergente milanese e torinese come Arienti, Pusole, Arcangeli, Damioli, Lodola, Galliani ecc., dando vita ad una nuova iconografia contemporanea, assecondando peraltro l’evolversi della -nuova pittura- di quegli anni, con modalità sue personalissime.  Si sono interessati del suo lavoro Luciano Caramel, Edoardo Di Mauro, Flaminio Gualdoni, Luca Beatrice, Enrico Gariboldi, Elena Pontiggia, Alessandra Redaelli, Carolina Lio. Catalogo Prearo Editore con saggio di Elena Pontiggia (Immagine: A basso voltaggio)

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Expo: Diego Conte

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Torino fino al 19/2/2010 C.so Vittorio Emanuele II n. 36 Unique galerie d’art Immaginifica: rassegna a tema libero per artisti a cura di Sabrina Sottile  Diego Conte, artista eclettico e autore televisivo, sarà presente alla galleria Unique di Torino che inaugura il nuovo anno espositivo con una collettiva d’arte contemporanea che coinvolge artisti provenienti da tutta Italia e mette in palio per i partecipanti 3 contratti della durata di un anno.  Diego Conte nella veste inedita di Performer della Bip-art (body-installazione-performance) presenta per l’occasione un’opera dai forti contenuti sociali. La mostra, curata da Sabrina Sottile in qualità di direttore artistico, rimarrà aperta al pubblico dal 5 al 19 febbraio.  Immaginifica: rassegna a tema libero per artisti di nazionalità italiana. Ogni artista puo’ presentare una sola opera (quadro, fotografia, scultura). Ogni opera deve essere munita di etichetta identificativa. Sono ammesse tutte le tecniche. Tutte le opere esposte verranno pubblicate sul sito della galleria. http://www.galerieunique.com (conte)

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Deborah Italia a “I Raccomandati”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Il 5 febbraio Deborah Italia parteciperà a I Raccomandati, raccomandata da Amedeo Minghi.
Cantante dalla voce straordinaria, attrice e conduttrice tv, conferma la sua versatilità artistica in ogni esibizione. E  stata coprotagonista della fiction Padri e figli su Canale 5. Attualmente si dedica esclusivamente alla musica cantando nei locali più esclusivi. Deborah è la voce del gruppo The Queens, un trio di artiste complete che si cimentano da anni in canto, ballo e suggestivi giochi di prestigio, dando vita a spettacoli innovativi e molto coinvolgenti. La versatilità del loro talento le ha portate ad esibirsi in situazioni e contesti molto diversi: feste patronali, piazze, discoteche, varietà televisivi e nei locali più esclusivi della Capitale, come l Art Cafè e Spazio 900. Le Queens a settembre presenteranno al Teatro dell Orologio di Roma Il giovane in smoking, uno spettacolo con la regia di Gianni Santucci, ispirato alle regine delle carte da gioco, all interno del quale verranno realizzate piccoli ma affascinanti giochi d illusionismo. Il gruppo è composto, oltre che da Deborah, da Olesea Fintina e Monica Altieri, entrambe ballerine e vocalist professioniste, un connubio che le rende incredibilmente trascinanti sul palco. Olesea Fintina ha lavorato per molti anni nella compagnia di danza Crazy Gang una delle più rinomate e famose scuole di danza della capitale, Monica è la coreografa del gruppo, e inserisce in ogni esibizione un pizzico di magia. Ha dimostrato il suo talento in molte trasmissioni Rai e video clip musicali e in veste di ballerina-assistente in numerosi spettacoli di magia.

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Impianti nucleari: le regioni dicono no

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Il governo si accinge ad impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari nei territori regionali. In termini di diritto la legge potra’ anche permettere tale operazione, ma in termini di fatto e’ una dichiarazione di guerra che porterà l’Italia sull’orlo di una guerra civile mettendo lo Stato contro i cittadini.  Le parole di Vendola quando ha affermato che il governo si dovrà munire dei migliori carri armati per disporre della Puglia e dei pugliesi a suo piacimento ieri appaiono come una provocazione.  Domani, con l’arroganza istigatrice di Scajola, potrebbero diventare realtà. Gli italiani sono scesi in piazza e si sono recati alle urne, nel 1987, ed hanno messo alla porta il nucleare con un referendum. Se Silvio Berlusconi, per interessi ed accordi interpersonali, ha deciso di riportarci indietro di vent’anni reintroducendo una tecnologia superata, nociva e fallimentare, deve farlo con le stesse modalità, piazza per piazza, regione per regione e non con i suoi sondaggi taroccati. Siamo stufi di dover far ricorso a mozioni, referendum, petizioni, per riaffermare ciò che è già stato deciso con il loro stesso utilizzo.  Se un governo può buttare nel secchio un referendum, c’è un’unica interpretazione: chi governa rappresenta un’organizzazione illegittima che minaccia la democrazia. E non si rispolveri il consenso elettorale che non è stato acquisito parlando del nucleare e di molte altre porcate realizzate dopo l’insediamento al potere. Sappiamo che dovremo ancora una volta essere noi cittadini a ricorrere al referendum per il No al nucleare.  Come per il Lodo Alfano è inutile aspettare che il governo si ravveda, pertanto, l’Italia dei Valori domani inizierà la raccolta firme per il referendum contro il nucleare. I quesiti sono già stati depositati presso la Corte di Cassazione ed hanno lo scopo di chiamare i cittadini ad assumersi responsabilità importanti che peseranno sul loro futuro e su quello dei propri figli. Nel XXI secolo il futuro è nelle energie rinnovabili, certamente non nell’uranio che esaurirà nel giro qualche decennio, provocando danni irreversibili per la salute e l’ambiente.  Faccio solo un’inquietante riflessione: se il Parlamento è bypassato dai decreti, se la macchina della Giustizia è ridotta all’impotenza, se si parla di stravolgere la Costituzione, se le regioni sono piegate al volere di un gruppo ristretto di persone, se le televisioni trasmettono a reti unificate, se la legge non è più uguale per tutti, se si calpestano i referendum da un governo all’altro, perché continuiamo a raccontarci che l’Italia è una Repubblica parlamentare in cui vige la democrazia? Siamo ipocriti o incoscienti nel negare la realtà?  Cittadini, svegliatevi! L’unica arma che avete per non farvi fregare è il voto: utilizzatelo bene. (Antonio Di Pietro)

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Iran attacca Berlusconi

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

“L’attacco del regime iraniano rivolto oggi al Primo Ministro Silvio Berlusconi sulla TV di stato è estremamente grave”.  Ha dichiarato l’on.Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l’Italia e già Sottosegretario agli Affari Esteri. “Siamo solidali con il Primo Ministro Silvio Berlusconi e le frasi pronunciate dal regime iraniano allontanano sempre più l’Iran dalla comunità internazionale. Bene ha fatto il Primo Ministro Berlusconi- ha proseguito l’on.Vernetti- ieri alla Knesset, ha pronunciare parole chiare sulla democrazia israeliana e sulla minaccai rappresentata da un regime, come l’Iran, i cui leader ogni giorno negano la Shoah, negano il diritto ad Israele di esistere, perseguono un programma nucleare militare illegale”. “Il regime iraniano non si faccia illusioni – ha concluso l’on.Vernetti – Europa e USA saranno coese nel promuovere nuove sanzioni per impedire all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare”

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Nouar e Laura Wachter

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Roma fino al 2/4/2010 via Nuoro, 17 Dorothy Circus Gallery What a Wonder-Food World -Man ist was Mann isst-. Con questo gioco di parole, il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, esprimeva nel 1862 il concetto, destinato a imprimersi a lungo nella storia della cultura, secondo il quale -l’uomo e’ cio che mangia-. Nato come netta opposizione alle teorie idealiste, il motto -Noi siamo quello che mangiamo- ha avuto molta fortuna nella storia poiche’ facilmente utilizzabile in molti campi dell’esistenza umana grazie alla capillare presenza del cibo o di riferimenti in merito in ogni aspetto della vita materiale o spirituale degli uomini.  Il cibo con i suoi svariati colori, le sue forme mutevoli ed accattivanti, rapresentato sia nella sua oggettività che nelle sue allusioni, e’ il punto di partenza da cui si puo’ tratteggiare l’immagine di un universo meraviglioso, un -Wonder-Food World-, degno di un posto d’onore anche nel mondo dell’arte. La Dorothy Circus Gallery e’ pronta ad imbandire le sua ricca tavola con una mostra irresistibile in cui anche i palati piu’ esigenti potranno essere soddisfatti.(Nouar)

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Minacce informatiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Convenzione firmata tra il Dipartimento di Pubblica Sicurezza e il gruppo Unicredit che ha per obiettivi l’adozione condivisa di procedure di intervento e di scambio di informazioni utili alla prevenzione e la repressione degli attacchi informatici, di matrice terroristica e criminale, diretti ai sistemi informativi critici ed ai servizi di home banking e moneta elettronica del Gruppo UniCredit. La convenzione rappresenta anzitutto la formalizzazione del rapporto di collaborazione operativa tra le società del Gruppo UniCredit ed il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC), istituito presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e deputato in via esclusiva a svolgere attività di prevenzione e repressione delle minacce e degli attacchi informatici, di matrice terroristica o criminale, diretti ai servizi o ai sistemi informatici delle infrastrutture critiche nazionali. La convenzione pone le basi di un progetto di collaborazione operativa per la prevenzione ed il contrasto dei crimini informatici che hanno per obiettivo i servizi ed i sistemi dell’home banking e della monetica. Il progetto troverà attuazione con la realizzazione di un centro di interscambio e di analisi di dati e informazioni afferenti alle suddette specifiche fenomenologie criminali.  “Alla luce di ciò – dice Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – condividiamo la soddisfazione del Capo della Polizia, Antonio Manganelli, per la stipula della convenzione tra la società Gruppo Unicredit ed il Dipartimento della Pubblica Sicurezza”.  “E’  per la prima volta  che un istituto di credito aderisce ad un rapporto istituzionale per la tutela della sicurezza e questo – dice ancora Maccari – non può che soddisfarci. La convenzione sottoscritta fa crollare quei muri di diffidenza che prima impedivano questo modello di partenariato pubblico-privato a tutela della sicurezza come modello di vita condiviso da tutti”.

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Al Blue Brass il “Mam-Bop”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Palermo venerdì 5 febbraio alle 21.30 al Blue Brass un febbraio dedicato alla musica latino-americana, quello della Fondazione The Brass Group, che si appresta a inaugurare la stagione concertistica invernale. Per l’occasione la storica Orchestra sarà diretta dal maestro Antonino Pedone. La formazione sarà  la seguente: Trombe: Silvestro Barbara, Domenico Riina, Vito Giordano, Faro Riina, Pietro Pedone e. Tromboni: Salvatore Pizzurro, Salvatore Pizzo, Salvatore Nania e Valerio Barrale. Sassofoni: Orazio Maugeri (as), Rita Collura (as), Francesco Marchese (ts), Gaspare Palazzolo (ts) e Gaetano Agrò (bs). Sezione ritmica: Riccardo Randisi (p), Sergio Munafò (g), Giuseppe Costa (b), Giampaolo Terranova (d) e Sergio “Guna” Cammalleri (perc.).  L’esibizione di un’orchestra jazz in un edificio cinquecentesco rappresenta una rarità; sotto le luci blu del Ridotto del Jazz allo Spasimo ritorna dunque a farci emozionare il grande ensemble, prima e unica orchestra permanente di jazz a partecipazione pubblica in Italia, che replicherà nelle date del 6, 12, 13, 19, 20, 26, 27 Febbraio 2010. Il biglietto costerà 6 € e includerà una consumazione. Sarà possibile acquistare i biglietti presso la sede della Fondazione, in via dello Spasimo 15. Il Brass Group prosegue senza sosta l’attività formativa con la Scuola Popolare di Musica e punta ancora una volta a diffondere la musica e la cultura musicale, a valorizzare giovani musicisti e a offrire al pubblico principalmente produzioni proprie, orchestrali e cameristiche.
Fondata da Ignazio Garsia nel 1973 con il nome di Brass Group Big Band, l’Orchestra Jazz Siciliana ha svolto una intensa e continuativa attività concertistica sotto la guida di alcuni dei più prestigiosi direttori d’orchestra dei mondo. Nel 1990 l’O.J.S. è stata il cardine della «Rassegna Internazionale della Soul Music» di Palermo e nel 1991 ha eseguito, in prima europea, «Epitaph» di Charles Mingus, sotto la direzione di Gunther Schuller. Mentre, per l’esecuzione di pagine del repertorio contemporaneo, l’O.J.S ha partecipato nel ‘94 alla rassegna Suoni del Novecento promossa dall’E. A. Teatro Massimo di Palermo e nello stesso anno, diretto da Clark Terry, l’ensemble ha inaugurato la Stagione Concertistica Estiva  con un concerto dedicato a Duke Ellington nel ventennale della scomparsa. Nel febbraio 1996, su invito della Società Italiana per lo Studio della Musica Afroamericana, l’OJS ha inaugurato la rassegna “La Musica Colta Afroamericana”, con la prima esecuzione mondiale dal vivo della trascrizione della suite «Porgy And Bess» di George Gershwin/Gil Evans, nuovamente diretta da Gunther Schuller, solista Paolo Fresu. Giuseppe Costa, Vito Giordano, Antonino Pedone, Pietro Pedone, Fabio Riina, Domenico Riina, Salvatore Pizzo e Salvatore Pizzurro da oltre 20 anni hanno garantito un sound orchestrale caratterizzato da una propria e riconoscibile cifra  sonora. (orchestra)

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Mostra:I Mutanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Roma 29 marzo 2010 Viale Trinità dei Monti, 1 Accademia di Francia a Roma – Villa Medici Apertura al pubblico Da martedì 30 marzo a domenica 6 giugno 2010 Vernissage Adel Abdessemed, Stephen Dean, Ellen Gallagher, Adrian Paci, Djamel Tatah I cinque artisti che saranno riuniti all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici sono dei mutanti: le loro opere incarnano un mondo di cui non sappiamo ancora molto, se non che la stabilità delle identità non potrebbe più esservi definitiva. I lavori di Adel Abdessemed, Stephen Dean, Ellen Gallagher, Adrian Paci e Djamel Tatah pongono il problema della pluralità oggi, non soltanto dal punto di vista sociologico, ma anche nell’utilizzo delle tecniche ibride che mettono in pratica. Appartengono pienamente a un’epoca in cui le identità individuali degli abitanti del mondo occidentale si costruiscono attraverso le migrazioni, le situazioni coloniali e post-coloniali. Essi sono plurinazionali, plurietnici o multiculturali, a volte tutte queste cose insieme, senza che le pluralità si annientino all’interno di una comunità idealizzata né tantomeno cancellino storie e passati differenziati.  Ma sono soprattutto le loro creazioni a essere il risultato concreto di un processo di ibridazione. Esse mescolano diversi media, utilizzando l’uno poi l’altro a seconda delle necessità o delle possibilità, o addirittura uno solo, ma dopo averlo fatto passare attraverso il filtro di un altro mezzo. Esse presentano a seconda dei casi un’iconografia più o meno esplicita, ma tutte hanno a che fare con la questione dell’identità. A Villa Medici, le cinque mostre che costituiscono I Mutanti trovano un luogo che guarda significativamente verso il futuro, pur mantenendo un legame con la tradizione: un luogo situato nel cuore di una città la cui storia è stata segnata da ripetuti processi di ibridazione attraverso i quali si sono costruite le diverse civiltà. (mutanti,1)

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“A cuore aperto”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Roma dal 9 al 28 febbraio 2010 Via de’ Filippini 17/a  Teatro dell’orologio  Sala GassmanTorna al Teatro dell’Orologio di Roma A cuore aperto: decima e ultima ripresa dello spettacolo “cult” scritto e diretto da Patrizio Cigliano. Uno spettacolo che grazie al perfetto equilibrio tra testo, regia, interpretazione resiste in autoproduzione da 8 anni, mietendo consensi dalla critica e emozionando finora oltre 7000 spettatori in più di 250 repliche. Un secolo d’Italia attraverso le emozioni e i ricordi di due ottantenni, il loro profondo amore, la loro vita, in attesa della naturale morte di lei. Unico e riuscito esperimento teatrale di presentare una stessa storia attraverso i due generi teatrali: monologo e dialogo. Le due versioni, diversissime in tutto, si alterneranno di sera in sera per far scoprire al pubblico (che torna a vederle entrambe) la differente potenzialità del linguaggio teatrale. Altrettanto doppio il nuovo eccellente cast (tutti pluripremiati) che si alternerà sul palcoscenico. Francesca Ciocchetti e Patrizio Cigliano interpretano la versione a monologo, ricca di suggestioni e memoria. Claudia Genolini e Tommaso Cardarelli sono invece protagonisti della coinvolgente forma dialogata. Il tutto, arricchito da un memorabile cameo della partecipazione straordinaria “in voce” di Arnoldo Foà e Maria Rosaria Omaggio. Le musiche originali sono di Fabio Bianchini. (a cuore aperto)

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“Due poemi di Christina Rossetti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Roma 8, 9 e 10 febbraio 2010 Tutti i giorni alle 21 Teatro Sala Uno- P. zza Porta S.Giovanni, 10  spettacolo “Due poemi di Christina Rossetti”, regia di Pietro Bontempo.  Christina Rossetti oggi è considerata una delle più  grandi poetesse inglesi. Nata il 5 dicembre del 1830 in una casa di artisti, assorbe dal padre, poeta italiano in esilio a Londra e grande studioso di Dante, l’amore per l’arte a cui si dedicherà per tutta la vita. Le sue prime poesie le compose a sette anni. Suo fratello Dante Gabriel Rossetti fu uno dei più celebri pittori inglesi dell’800, ideatore di quella corrente pittorica che va sotto il nome di Preraffaelliti. Anche l’altro fratello Michael, fu scrittore e divulgatore delle poesie di Christina. Nonostante il breve successo delle sue opere, raccolte e pubblicate dieci anni circa dopo la sua morte, venne riscoperta solo negli anni settanta dal movimento femminista. Poetessa di passione religiosa ma anche dell’amore più elevato e dei percorsi mistici dell’anima. E due mistici percorsi gioiosi  in forma di favole poetiche: “il cammino del principe” e “il mercato dei folletti” espongono l’essenza del suo ideale amoroso. Da qui nasce lo studio che Pietro Bontempo ha ideato per le interpreti: Corinna Lo Castro e Caterina Misasi. Lo spettacolo è fatto delle voci e dei corpi delle attrici che evocano gli scenari fantastici e sposano le emozioni della narrazione. Un’ora di spettacolo per rappresentare la freschezza di due storie d’amore raccontate con l’ingenuità di una favola e la forza della fede. Biglietto intero euro 15 – ridotto euro 12 (image)

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Voices from the Italian Shoah

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Since the end of World War II, non-Jewish and Jewish historians, survivors, writers, poets, moviemakers and musicians have all contributed to preserve the memory of the Fasci-Nazist persecutions against the Jews of Europe. They kept the memory of Holocaustum alive in people’s minds for several generations up to these days. They did it in the most creative ways, through books, videos,paintings, films, conferences and seminaries. In occasion of the International Holocaust Remembrance Day (January 27),  the Primo Levi Center, located at the Center for Jewish History in NYC,  will host a reading from the book “Il Libro della Shoah Italiana”  (The Book of the Italian Shoah), a work edited by Marcello Pezzetti with the contribution of the CDEC Foundation – Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (Center for Contemporary Jewish Documentation). Pezzetti’s project is a collection of stories of over a hundred Italian Jews who report memories of their daily life, family, jobs and relationships before the deportation. They also report on their personal experiences during the war,  on the circumstances of their deportation to Auschwitz or on how they miraculously survived living the country and, most importantly, on  how they managed to go back to a normal life afterwards. More or less 9000 people were deported from the main Italian cities. On January Robert Zukerman and Antoinette La Vecchia will read some of their stories accompanied by the music of Steve Elson, an extremely talented multi-instrumentalist musician and composer who during his career collaborated with famous artists, like David Bowie, and received various music awards. Coming from two different walks of life, the two artists will offer the audience a rich, and moving performance. The well-versed actor Zukerman is the Theatre Program Director for the New York State Council on the Arts. He is not new to the Primo Levi Center, having already performed in those venues works by  Karl Kraus, James Joyce, Joseph Heller and others. The Italian American actress Antoinette la Vecchia is currently performing on Broadway  in “A view from the Bridge” (starring Liev Schreiber and Scarlett Johansson) and is famous for her one-woman show “How to be a good Italian daugher (in spite of myself)”, a work widely praised by the critics. The two recently shared the stage for Howard Baker’s The Europeans at the Atlantic Second Stage. The event at the Primo Levi Center will follow the reading of the names of the Jews deported from Italy and the occupied territories, at the Consulate General of Italy (9AM-4PM). (voices)

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Un cuore per S. Valentino

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Roma fino al 14 febbraio Via degli Zingari, 37 Galleria Fondaco In occasione della festa di San Valentino,  saranno esposte al pubblico le rutilanti variazioni/Ježek sul Cuore. Tutti i quadri dipinti ad acrilico su cartone, rigorosamente in rosso magenta (nei formati 70×70, 30×30, 10×10) sono in esposizione e in vendita insieme a serigrafie, ironiche magliette, cartoline e libri. http://www.e-core.it  (cuore)

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Donne e agricoltura nel Lazio

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Roma 10 febbraio, ore 16,00 Aula Magna Università Roma Tre Via Ostiense 159 La prima copertina di ‘noidonne’, nel 1944, ritraeva una giovane contadina, sorridente, durante i lavori di raccolta. In quell’epoca l’Italia era un paese prevalentemente agricolo ma la rivista ‘noidonne’ ha sempre mantenuto, anche quando l’agricoltura è diventata la ‘cenerentola’ dell’economia, un’attenzione viva su questo settore in cui le donne hanno dato molto in termini di lavoro, di organizzazione, di amore. Dal felice incontro con l’Assessora all’Agricoltura della Regione Lazio, Daniela Valentini, è nato Donne e agricoltura nel lazio. ieri, oggi e domani, un progetto di ricerca nel passato e nel presente sul ruolo, le funzioni, le responsabilità delle donne impegnate in agricoltura. Il libro, diviso in due parti, è un racconto del percorso fatto dalle donne. Il passato è affidato alla storia di una contadina, Delfina, ed è narrato sfogliando i vecchi numeri di ‘noidonne’. Il presente è rappresentato attraverso un viaggio tra le aziende agricole a conduzione femminile per narrare una dimensione umana e produttiva molto più vicina a noi di quanto non ci si renda conto. Il DVD raccoglie ritratti di donne impegnate in agricoltura oggi, con incursioni nel passato, attraverso la voce di protagoniste storiche, come Marisa Rodano e Leda Colombini ed immagini tratte dall’Archivio Storico di ‘noidonne’. Insieme all’Assessora Daniela Valentini, saranno presenti Guido Fabiani – Rettore dell’Università Roma Tre, Francesca Brezzi – Docente di Filosofia morale, Università Roma Tre e Leda Colombini e Marisa Rodano, protagoniste storiche delle lotte di emancipazione delle donne italiane. Modera Tiziana Bartolini, Direttora ‘noidonne’

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Allergie: integrazione possibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Roma 27 Febbraio 2010 Viale Ippocrate 119, si terrà a presso la Sala Ping dell’Hotel Globus in il Seminario dal titolo: “Allergie: integrazione possibile” Il seminario, organizzato dalla Obtain Health S.r.l., si occuperà dell’approccio integrato del modello omeopatico costituzionale nella patologia allergica e verranno analizzate le tecniche di drenaggio a sostegno del trattamento di terreno. Relatori del Seminario saranno il Dott. Gino Santini (Medico Chirurgo, Omeopata, Direttore Scientifico ISMO e Segretario Nazionale SIOMI) e il Prof. Angelo Eliseo Sberna (Medico Chirurgo, Docente Università di Enna, Specialista in Medicina dello Sport, Esperto in Medicine complementari ed integrate). Il corso è gratuito.

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Pio XII: Gregorio VII, Innocenzo III e Pio X

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Ho già affrontato l’accusa rivolta a papa Pacelli di essere stato un “Papa democratico”, nel senso rousseauiano della parola. Ossia Pacelli sarebbe stato affetto e inficiato di “democratismo”, teoria secondo cui il potere viene dalla massa e non dalla sanior pars del popolo, il quale non è massa informe. La sanior pars sceglie un soggetto atto a governare la Società civile e Dio conferisce a lui il potere o l’autorità, la quale passa solamente attraverso il popolo come canale, transeunter, e resta abitualmente, non in esso, ma solamente nella persona designata, come insegna la dottrina della “democrazia” classica di Aristotele (La Politica) e S. Tommaso d’Aquino (De regimine principum). L’accusa è inoltre sfatata ulteriormente da quanto rileggo in Jean Chelini, L’Eglise sous Pie XII, 2 voll., Parigi, Fayard, 1983. In tale libro l’Autore svela i rapporti tesi tra Pacelli e la Democrazia Cristiana (ivi, 1° vol, L’après-guerre, 1945-1958, pp. 423-425) e lo scopo del suo pontificato: cristianizzare la Società civile, prendendo a modello, come Papi da imitare, S. Gregorio VII, Innocenzo III e per ultimo S. Pio X, che volle beatificare e canonizzare in quanto campione della lotta anti-modernista (ivi, pp. 423-425). Ora, mi sembra assurdo asserire che i suddetti Papi furono filo-liberali, democristiani, modernizzanti. Ma se non lo furono, come avrebbe fatto un Papa “democratista” a prenderli come modello?  La risposta mi sembra ovvia: Pio XII non lo fu assolutamente, ma s’inserì nel solco della migliore dottrina e azione storico-sociale della Chiesa, che conobbe tra il 1070 e il 1303 il suo fulgore e in S. Pio X “il ruggito del leone” contro l’eresia modernista (1907, Pascendi e Lamentabili) e quello, non meno forte, di Pio XII contro l’apostasia neo-modernista (1950, Humani generis)[4], dalla quale – purtroppo – siamo ancor oggi afflitti, a partire dal “missionario dell’ottimismo”, Giovanni XXIII, che tuonava contro i “profeti di sventura” ed elogiava e promuoveva quelli della “nuova teologia”. (Don Curzio Nitoglia)

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