Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Il nucleare e le regionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Mentre l’appello contro il nucleare di Greenpeace tocca le 40mila firme, Polverini e altri cinque candidati del centrodestra giocano a “palla avvelenata”con il nucleare, dichiarando che lo vogliono, ma non nelle regioni in cui si presentano. Oltre alla Polverini (Lazio), lo hanno fatto Formigoni (Lombardia), Zaia (Veneto), Caldoro (Campania), Palese (Puglia) e Pagliuca (Basilicata): sanno tutti che il nucleare fa perdere voti. «Appoggiare i piani nucleari del governo e poi dichiarare che la propria regione sarebbe esclusa da questi piani, significa prendere in giro i propri elettori con promesse che non si potranno mantenere», dichiara Andrea Lepore, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace. Secondo la legge 99 varata dal governo nel 2009 e secondo l’ultimo decreto del 10 febbraio scorso, le regioni sono infatti escluse dalle scelte relative all’individuazione dei siti per la localizzazione delle centrali. Una volta eletti, questi candidati non si schiereranno mai contro il ‘loro governo’ e contro il nucleare che dicono di sostenere. È adesso che devono prendere posizione contro piani nucleari e legge 99. Intanto il Ministro dello Sviluppo Scajola, mentre richiama all’ordine i candidati della sua coalizione, continua la campagna di disinformazione del governo, affermando che il nucleare serve a combattere il cambiamento climatico. Il nucleare è una falsa soluzione per i cambiamenti climatici. Gli effetti della costruzione di nuove centrali sui cambiamenti climatici sono minimi, dato che se anche si raddoppiasse di qui al 2030 il numero di tutte le centrali presenti al mondo, allacciando un nuovo reattore ogni due settimane per vent’anni, il risultato sarebbe una riduzione di solo il  5% di emissioni di CO2. « Il nucleare non è una soluzione al problema dei cambiamenti climatici, che ha bisogno di risposte immediate. – Continua Lepore- Misure efficaci sull’efficienza energetica in Italia  eguaglierebbero la produzione di 20 centrali da 1000 MW.  L’Italia è in ritardo anche sulle rinnovabili che secondo l’Ue dovrebbero produrre altri 50 TWh entro il 2020. Bisogna quindi investire su efficienza e rinnovabili invece di sprecare tempo e risorse col nucleare». Greenpeace continua la raccolta delle firme per l’appello ai candidati contro il nucleare su http://www.nuclearlifestyle.it.

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