Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Situazione finanziaria delle scuole

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

“Da ogni parte del Paese giunge alla nostra Associazione l’appello di genitori e di eletti negli organismi scolastici sulla precaria ed ormai insostenibile situazione finanziaria delle scuole che, in attesa dei fondi dovuti dallo Stato (la stima è di circa un miliardo di euro di crediti), hanno utilizzato ormai l’intera disponibilità di cassa per il funzionamento della didattica e il pagamento delle supplenze.  Mentre, in Parlamento, nel dibattito pubblico, nelle risposte ufficiali del Ministero si disquisisce per accertare le responsabilità del dissesto, la realtà  ci dice di contributi volontari dei genitori, da destinarsi esclusivamente all’ampliamento e qualificazione dell’offerta formativa, utilizzati invece per la sussistenza quotidiana; ci dice di alunni suddivisi nelle varie classi, in assenza di supplenti; ci dice di una qualità complessiva della scuola che rischia di deteriorarsi, anche per il clima di precarietà, di incertezza e abbandono che si vive.  Non ci accodiamo a quanti cercano solo colpevoli, via via denominati ideologicamente in vario modo: scuola paritaria, burocrazia, destra o sinistra, Nord o Sud del Paese.  Conosciamo una buona scuola italiana, caratterizzata mediamente da buoni docenti e dirigenti, da buone pratiche di collaborazione con i genitori e con il territorio; nel contempo siamo consapevoli di realtà ancora contrappositive, nelle quali i genitori sono solo tollerati, oppure si annidano vecchi pregiudizi ideologici o, peggio, assenteismi, favoritismi, deresponsabilizzazioni.  La nostra associazione ha sempre valorizzato il bene, denunciando, insieme, le disfunzioni di un sistema ancora poco autonomo e poco responsabile.  Ora, certamente insieme a molti altri, chiediamo chiarezza e dati, perché si esca dal dibattito e si giunga alle proposte: se fonti ministeriali ci dicono che, nel complesso e mediamente, l’insieme delle scuole italiane avrebbe una cassa in attivo di ben 600 milioni di euro, perché molte dichiarano una pesante sofferenza? Quali, e in quale ordine di scuola, le situazioni di saldo così brillantemente attivo da compensare le altre? Se sprechi e responsabilità personali di mancato controllo ci sono stati, perché l’intero sistema deve essere penalizzato?  Se i fondi per il funzionamento delle scuole e per le supplenze sono stati erogati, a cosa sono dovuti i pesanti ritardi amministrativi nell’effettivo accredito in cassa? Quali verifiche e procedure sono in corso per la soluzione dei problemi accertati?  L’Associazione Italiana Genitori, presente in tutto il Paese, non mancherà, come sempre, di essere attiva ad ogni livello anche nella raccolta di fondi per le scuole, nonché nell’offrire il proprio volontariato per integrare i servizi scolastici; ma invita l’intero Paese, in tutte le sue articolazioni, ad una scelta decisa per l’educazione e l’istruzione, che si poggia su una vera autonomia delle scuole, adeguatamente finanziata, e su un sistema di valutazione degli istituti e dei docenti, che sappia ascoltare anche la voce dei genitori.  Nei periodi più  difficili, nelle crisi economiche, l’educazione e l’istruzione non sono un costo, ma sono un investimento, senza il quale in modo ricorrente si apriranno altre crisi e si impoverirà la qualità complessiva della vita del Paese”. (fonte associazione genitori)

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