Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Le deroghe nel settore dei beni culturali

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

L’Associazione Nazionale Archeologi esprime apprezzamento per le dichiarazioni rese oggi all’Università dell’Aquila, dal Presidente della Camera dei Deputati on. Gianfranco Fini, il quale ha sottolineato che la capacità di un Paese di dimostrarsi realmente avanzato e efficiente si misura con la capacità di realizzare le opere in tempi rapidi ma sempre nel supremo rispetto della legge. In uno Stato di diritto le procedure non devono e non possono essere considerate come inutili orpelli da derogare fin troppo facilmente. «Eppure troppo spesso stiamo assistendo in Italia – afferma il Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi, Tsao Cevoli – alla pratica di derogare rispetto alla normativa ordinaria, proprio nel settore dei beni culturali. Di recente proprio in Abruzzo, dove, nonostante gli innumerevoli appelli della nostra associazione e di tutta la comunità scientifica, gli interventi di rimozione delle macerie, di ricostruzione e di costruzione di nuovi insediamenti non hanno posto alcuna attenzione alla salvaguardia dei beni archeologici, nonostante moltissimi archeologi e professionisti dei beni culturali italiani avessero immediatamente messo a disposizione delle Istituzioni. Il contributo sarebbe stato volontario e gratuito proprio per garantirne la tutela senza gravare né sui costi né sui tempi dei lavori.  Esiste il forte rischio che lo stesso accada a breve al patrimonio archeologico di Roma,. Un’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri commissaria in pratica tutta l’area della capitale, esautorando completamente il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Soprintendenze. Siamo fortemente preoccupati per il rischio che, come dimostrano le recenti cronache giudiziarie, le deroghe alle regole della tutela finiscano per dare spazio agli interessi privati o di imprenditori senza scrupoli, a danno del patrimonio culturale che costituisce un bene della collettività tutelato dalla Costituzione. È perciò urgente che si ristabiliscano nelle loro piene funzioni il Ministero il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Soprintendenze. Senza ciò, le opere per i 150 dell’Unità d’Italia e i lavori infrastrutturali in corso a Roma rischiano di essere ricordati come la più grande e violenta devastazione del patrimonio archeologico e artistico subita dalla capitale dall’epoca delle invasioni barbariche ad oggi»

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