Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Religioni senza cultura

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Roma 22 febbraio ore 18.30 Centro culturale San Luigi di Francia – largo Toniolo 21  in lingua francese – ingresso libero conferenza – presentazione del libro di Olivier Roy direttore di ricerca all’École des hautes études en sciences sociales (Ehess) e all’Institut d’études politiques (Iep) di Parigi. Attualmente insegna negli Stati Uniti. Dal 1984 è consulente del ministero degli Affari esteri francese. Nel 1988 Roy ha lavorato come consulente dell’Ufficio delle Nazioni Unite incaricato di coordinare i soccorsi in Afghanistan. A partire dal 1993 è stato rappresentante dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) in Tajikistan. Tra i suoi libri tradotti in italiano ricordiamo: Global Muslim. Le radici occidentali del nuovo Islam (Feltrinelli 2003), L’impero assente. L’illusione americana e il dibattito strategico sul terrorismo (Carocci 2004) e Islam alla sfida della laicità. Dalla Francia una guida magistrale contro le isterie xenofobe (Marsilio 2008). Nel libro sono sviluppati alcuni argomenti di grande attualità e chiariti alcuni interrogativi. Perché, ad esempio, decine di migliaia di musulmani si convertono al cristianesimo o diventano testimoni di Geova? Come si spiega che la religione che cresce più velocemente nel mondo sia il pentecostismo? Perché il salafismo, una dottrina musulmana particolarmente severa, attira i giovani europei? Perché tanti giovani si stringono intorno al papa nelle Giornate mondiali della gioventù e così pochi entrano in seminario? Come è possibile che i difensori della tradizione anglicana conservatrice siano oggi nigeriani, ugandesi e kenioti, mentre il primate della Chiesa d’Inghilterra approva l’uso della sharia? Perché la Corea del Sud, in proporzione ai suoi abitanti, fornisce il più alto numero di missionari protestanti del mondo? Come è potuto succedere che il primo musulmano e il primo buddhista eletti al Congresso americano siano neri convertiti? La teoria dello scontro di civiltà non permette di comprendere questi fenomeni. Perché, lungi dall’essere l’espressione di identità culturali tradizionali, il revivalismo religioso è una conseguenza della globalizzazione e della crisi delle culture. La “santa ignoranza” è il mito di una purezza religiosa che si costruisce al di fuori delle culture. Questo mito anima i fondamentalismi moderni, in concorrenza tra loro su un mercato delle religioni che acuisce le loro divergenze e contemporaneamente standardizza le loro pratiche. “La santa ignoranza consiste in due cose. La prima è la svalutazione della cultura a vantaggio della fede: per i nuovi credenti, nel peggiore dei casi, la cultura non esiste che sotto forma di paganesimo e, nel migliore, non ha valore, come per Benedetto xvi, se non quando è abitata dalla fede. Quello che scompare è l’idea di un’autonomia positiva della cultura. La seconda cosa è l’indifferenza verso la teologia a vantaggio della fede come ‘vissuto’. In questo caso la santa ignoranza non è un ritorno a un qualche arcaismo bensì l’espressione di un atteggiamento moderno: l’affermazione di sé, la gioia del momento, l’esserci in opposizione al pensiero, l’immediato in opposizione al tempo.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: