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Terremoto in Cile

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2010

Alle 3,34 della scorsa notte, in Cile, un terremoto di magnitudo 8,8 della scala Richter ha colpito il Paese ed è stato determinato dalla rottura di una faglia stimata intorno ai 300 Km.. Per dare una misura della potenza del sisma  basti dire che è stato mille volte più potente di quello che ha colpito Haiti. Il suo epicentro era a circa 90 Km., da Conception e a 325 Km., dalla capitale Santiago e ad una profondità di circa 55 Km. A distanza di poche ore sono seguite altre due forti scosse, rispettivamente di magnitudo 6,2 e di 5,6 gradi, ma di minore durata rispetto alla prima che è stata di un minuto e mezzo. Per quanto la scossa fosse superiore a quella di Haiti i danni materiali sono stati minori mentre il numero provvisorio delle vittime, sino ad ora accertate, è stato di 132 e di tremila feriti. Nella capitale gli edifici hanno tremato a lungo ma hanno resistito. Non si può dire la stessa cosa per la parte vecchia dove le costruzioni sono state ridotte ad un cumulo di macerie. A sua volta il ponte che collega la capitale con  le località situate nell’epicentro del sisma è rimasto danneggiato rendendo più difficoltosi i soccorsi. Vi è stato, inoltre, il blackout della luce e telefonico. L’aeroporto di Santiago è stato chiuso a tempo indeterminato.  Si calcola, inoltre, che non meno di centocinquantamila persone sono rimaste senza casa. Ma il peggio non è stato scongiurato. Ora si ha timore che il terremoto abbia provocato onde alte diversi metri e un primo segnale lo abbiamo avuto con quelle che hanno raggiunto le isole  Juan Fernandez a circa 670 chilometri ad ovest delle coste del Cile e potrebbe significare un tsunami che non solo interesserebbe la costa Cilena ma anche l’Ecuador, Colombia, Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Guatemala, Polinesia francese, Hawaii, Filippine, le coste del pacifico della Russia, Giappone e Australia. Non solo. In Perù alcune ore dopo il terremoto del Cile è stata registrata una scossa di magnitudo 4,2 della scala Richter. La comunità italiana in Cile è molto numerosa. Risultano iscritti all’Aire, che è l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, cinquantamila persone 500 delle quali abitanti nell’epicentro del terremoto. Di loro sino ad ora non si hanno notizie certe. Per il sismologo Alberto Micheli dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia la scossa è stata avvertita da almeno due milioni di persone. Il Cile non è nuovo a terremoti devastanti. Basti pensare che il 22 maggio del 1960 subì una scossa di magnitudo 9,5 con epicentro nella zona della città di Valdivia che provocò un’onda di tsunami alta dieci metri che distrusse sulla costa cilena interi villaggi. Allora imorti furono tremila e i senzatetto due milioni.

Una Risposta a “Terremoto in Cile”

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