Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

E’ bello vivere liberi!

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

Roma 2 marzo (ore 10.30 e 21.00) e mercoledì 3 marzo (ore 10.30) al Teatro Biblioteca Quarticciolo va in scena il racconto della Resistenza vissuta da una giovane ragazza incapace di restare a guardare, cosciente e determinata ad agire per cambiare il proprio Paese, esempio di partecipazione attiva e di come ogni singolo individuo può diventare indispensabile per la vita di un intero popolo: “E’ bello vivere liberi!”, testo ispirato alla biografia di Ondina Peteani scritta dalla storica Anna Di Giannantonio, (Edizioni IRSML FVG 2007).  Lo spettacolo si inserisce nell’ambito delle iniziative che i Teatri di Cintura dedicano al tema della donna in occasione della ricorrenza  dell’8 marzo.  Ondina è  stata definita da alcuni storici “prima staffetta partigiana d’Italia”, per la precocità del suo impegno nella lotta di Liberazione, avvenuta in un territorio in cui la Resistenza è iniziata prima rispetto al resto d’Italia, grazie alla vicinanza con la Jugoslavia dove fin dal 1941 si erano formati gruppi partigiani attivi contro l’occupazione fascista. La sua storia attraversa gli anni del fascismo nel Monfalconese, viene segnata in modo indelebile dalla detenzione ad Auschwitz e continua nel dopoguerra, come ostetrica e organizzatrice culturale e politica all’interno del PCI, poi PDS. Lo spettacolo si ispira alla prima parte della vita di Ondina fino alla liberazione dai campi di concentramento e mette in luce alcune particolari tematiche: il contributo fondamentale apportato dalla Resistenza femminile all’emancipazione della donna; i sogni di libertà, gli ideali di pace e fratellanza dei giovani che aderirono al Movimento di Liberazione; l’incubo della deportazione nazista e la sopravvivenza nei lager. Deportata, umiliata, privata della sua identità e torturata, Ondina racconta una Resistenza vissuta al di fuori di ogni celebrazione o irrigidimento retorico. Resistenza personale, segnata dai tempi impetuosi di una giovinezza che è sfida, scelta e messa in gioco personale. Resistenza politica, dove la protagonista incontra la storia e la sua violenza. Resistenza poetica all’orrore che avanza e annulla. Resistenza adolescente che incontra la morte continuando ad affermare la necessità della felicità, della voglia di vivere liberi, la gioia di lottare per difendere la democrazia e la libertà.
Lo spettacolo coniuga un lavoro di narrazione fatto di testimonianze, e dunque, attento ai piccoli gesti e agli stupori di ragazza, con il mestiere del burattinaio per ritrovare la forma del teatro popolare e per raccontare in modo evocativo l’orrore dei lager. (bello)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: